lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Ci vorrebbe una nuova visione politica
Pubblicato il 16-05-2018


Si sente sempre più spesso chiamare in causa la globalizzazione per indicarla, genericamente, come causa di tutti i mali della nostra società. Se si chiede la spiegazione di tale affermazione, l’interlocutore diventa muto. Con mio grande sconforto, constato la superficialità di parlamentari nazionali e regionali, nell’affrontare tematiche economiche e sociali. Mi fanno ricordare la trasmissione televisiva: ” Siamo tutti improvvisatori” . Anche gli amministratori degli Enti locali di mia conoscenza, tranne rare eccezioni, dimostrano di essere “amministratori, per caso” e di non conoscere i problemi che dovrebbero risolvere e, perciò, procedono a tentoni. Non sono impressioni, lo dicono i fatti. La causa, secondo me, risiede nel processo di essiccamento dell’azione politica, che si è accentuato dopo tangentopoli. Negli anni della seconda Repubblica, sono maturati fenomeni, apparentemente rivoluzionari, ma sostanzialmente controrivoluzionari. Le forze politiche, abituate a considerare efficaci solo avvenimenti, che influenzano i consensi elettorali, hanno, trascurato o sottovalutato, gli effetti di fenomeni, culturalmente impegnativi, come la cancellazione delle “agenzie politiche”; l’esplosione del populismo moralistico e dozzinale; la morte dell’ideologia comunista, che ha lasciato una massa di “orfani” ; il corporativismo sindacale, con l’abbandono della difesa del bene comune; la caduta di ostacoli ideologici per la circolazione delle imprese; la trasformazione del comunismo maoista in capitalismo di Stato, senza oppositori; l’aumento dell’importanza dei consumatori per l’economia; l’organizzazione terroristica del risentimento islamico; l’indebolimento anche della scuola come strumento di orientamento dei giovani e di formazione degli adulti di domani; il fatuo, diventato energia per il consumismo; il rapporto tra le libertà e il liberismo e la differenza tra liberismo e mercatismo. L’economista Palomba riteneva che il Galateo di Monsignor Della Casa e l’espressione machiavellica ”il fine giustifica i mezzi” avessero influenzato il mondo più della Rivoluzione Francese e di altri avvenimenti di importanza storica. Lo storico Samuel Moyn ha affermato che il trionfo del fondamentalismo del mercato è stato conseguenza del non aver saputo tenere diviso il concetto delle libertà da quello del liberismo. Quello che stiamo vivendo in Italia, da moltissimi anni e che è esploso prima, durante e dopo le elezioni del 4 marzo 2018, è la conseguenza della confluenza di tutti questi fattori, che non ha trovato opposizione politica, anzi, la politica è stata suo comodo alleato. Per chi se ne intende, questi fenomeni non sono caduti dal cielo, ma sono stati creati ed influenzati dai poteri, forti e oscuri, mondiali. Per capire, ciò che stiamo vivendo in Italia, consiglio di partire da quando i vari Licio Gelli, dominavano e influenzavano la politica e la giustizia. E’ un caso che Toscana e Liguria abbiano partorito i piloti della degenerazione politica attuale? Prego i gentili lettori di non giudicarmi un visionario. Ho appreso che i problemi difficili non possono avere una spiegazione semplice. Se l’acqua di un fiume è inquinata alla foce, bisogna capire dove inizia l’inquinamento. I miei studi e la vicinanza a chi negli anni ’80, proponeva di “Governare il cambiamento”; di stare attenti alle sfide, derivanti dalla fine del bipolarismo, sostituito dal multipolarismo del mondo; dalla spregiudicatezza delle multinazionali; dai paesi, che avevano e offrivano manodopera a basso costo; dai Paesi, che investivano nella ricerca scientifica e nell’innovazione. Tutte le sfide sono state perse, senza nemmeno combattere. Inoltre, è stato sottovalutato il fatto che i capitali del mondo non hanno mai avuto bisogno della sollecitazione “ capitali di tutto il mondo uniamoci”. La storia avrebbe dovuto insegnarci che i capitali si cercano naturalmente. Eduardo De Filippo, che non era un economista, in una commedia fa dire a un personaggio:- I milioni del mondo si conoscono. I milioni, che stanno dall’altra parte dell’Oceano chiamano quelli ,che stanno da quest’altra parte: -“ Miliù, venite qua ! ” ‘E i milioni europei, a nuoto vanno in America.
Alla voracità del capitale privato, si è aggiunto quello di Stato, come quello cinese. Purtroppo,per alcune forze politiche, la Cina è ancora quella maoista, da aiutare. La non conoscenza delle cause, che stanno producendo una psicosi nei paesi dell’occidente, tanto da essere classificati, come “Gruppo della paura” , fa nascere posizioni e movimenti, che amplificano i problemi, senza risolverli. Qualche forza politica ha inventato il termine Sovranista per indicare l’esigenza di reagire contro la globalizzazione. Lorenzo Casini , con il libro “Potere globale. Regole e decisioni oltre lo Stato” spiega perché la contrapposizione tra globalizzazione e sovranismo” è un falso problema. E’ la frammentazione dell’interesse nazionale, causa e effetto delle conseguenze negative della globalizzazione. Quindi, bisogna cercare altrove, per capire ciò che è successo. Mi vado convincendo che c’è bisogno di una riscoperta dei valori del riformismo. Molti studiosi, invocano la riscoperta della difesa dei “molti contro i pochi”, avvertendo che le lotte, che erano nazionali, devono essere organizzate in una logica globale.

Luigi Mainolfi

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