martedì, 14 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Zero analisi e zero proposte valide
Pubblicato il 29-05-2018


Ad Avellino, per le prossime elezioni amministrative, c’è stata un’esplosione di aspiranti consiglieri. Sono 542. Se ipotizziamo 37.000 elettori, abbiamo un candidato ogni 68 elettori. Per chi è abituato ad interessarsi dei problemi del territorio, secondo una visione politica, le elezioni dovrebbero essere un’occasione per “ deliberare” chi deve guidare e decidere le scelte amministrative nel futuro prossimo. Nella fase preparatoria, si dovrebbe fare la sintesi dei confronti e del lavoro di approfondimento delle problematiche del territorio, per organizzare una proposta da sottoporre agli elettori. I quali dovrebbero valutare e decidere a chi dare il loro consenso. Non dovrebbe essere trascurato nessuno aspetto della vita sociale, economica e ambientale. La ricerca del consenso dovrebbe essere affidato alla bontà delle proposte, non alla distribuzione di “santini” o al buon cuore dei parenti. Se si fosse dato il giusto valore alla carica di consigliere, non sarebbe stato facile trovare persone disposte a candidarsi. Purtroppo, tutto si è trasformato in un “ambo popolare” ed è stato facile trovare persone, in ogni famiglia e in ogni professione, disposte a giocare. Siamo in campagna elettorale e dobbiamo capire cosa viene proposto per guarire e mettere in salute il corpo sociale avellinese.

Se, per curare una persona, bisogna capire la sua malattia, stessa cosa per una Città. Per una persona, ci vuole un buon medico, per un territorio, ci vuole un buon politico. Buone analisi aiutano a predisporre efficaci proposte. Purtroppo, in questo inizio di campagna elettorale, zero analisi e zero proposte valide. Le componenti del corpo sociale avellinese, da analizzare , sono: Gli abitanti, con la divisione per fascia di età, e la tendenza demografica; la quantità e la qualità delle attività industriali e commerciali; la qualità della formazione scolastica e della Sanità; il patrimonio abitativo e la sua distribuzione sul territorio; le piante organiche degli Enti locali e di servizio, il cui costo e la cui efficienza pesano sulle famiglie; il mondo delle Onlus e del Terzo Settore; la gestione dei servizi ; il traffico, con le sue disfunzioni; la qualità e la quantità delle iniziative culturali. Economisti consigliano di non trascurare il “ fascino” delle Città, che viene considerato, assieme al fenomeno demografico, un fattore importantissimo per lo sviluppo. Ci sono altri componenti, la cui soluzione è funzionale alla qualità della vita, come il verde, i marciapiedi, il Corso, la pulizia delle strade, ecc. Ogni variazione di un componente del “corpo” ha effetti repentini sulla crescita o sulla decrescita degli altri settori. Facciamo degli esempi: 1) In una società, che cambia velocemente, il futuro dipende anche dalla formazione che i giovani ricevono. Perciò, bisogna evitare che i giovani, per mancanza di orientamento scolastico, si mettano su “binari morti”. Se osserviamo la società, tocchiamo con mano l’assenza dell’ orientamento scolastico. Se i Dirigenti scolastici non sono in grado di adeguare la qualità dell’insegnamento alle nuove esigenze della società, gli amministratori hanno l’obbligo di intervenire. 2) Nel 2004, la Regione Campania, su iniziativa dell’Assessore socialista Marco Di Lello, decise di finanziare progetti funzionali allo sviluppo turistico, perciò, indicati come “attrattori turistici”. Una buona iniziativa. Da Assessore Provinciale, predisposi un progetto, che Marino Niola, al quale avevo chiesto di valutarlo, giudicò geniale. Purtroppo, la miopia dei miei compagni di Giunta e della Presidente lo fece giudicare non degno, preferendo l’esibizione di un cantante in quel di Gesualdo. Il mio progetto, che partiva dalla valorizzazione dei “beni culturali in movimento” (definizione di Marino Niola) è sempre disponibile. Finora, però, gli orecchi di molti amministratori sono rimasti appilati. 3)Avellino , dal 2007 al 2016, è passata da 57.071 a 54.561 abitanti, con un perdita di ben 2.510 unità. Dai giornali, abbiamo appreso che la riduzione non si è fermata. Esperti sostengono che la Campania, nell’arco di un ventennio, perderà 1.400.000 residenti. E’ da supporre che le zone interessate al fenomeno siano quelle interne, indicate come “zone dell’osso”. La popolazione di Avellino con oltre 50 anni di età è il 45,3% (2017), mentre i giovani, dai 18 ai 34 anni, che hanno lasciato Avellino, nel 2017, sono stati 270. Ciò, crea problemi di solitudine e insicurezza. 4) Molti Avellinesi, per curarsi, si ricoverano negli Ospedali del Nord, nonostante la Città Ospedaliera e altri Ospedali sul territorio provinciale. Ciò comporta un costo per la nostra economia. Da questi esempi, si capisce come è arduo il compito a cui sono chiamati i prossimi amministratori. Ho sempre pensato che tutti i problemi sono risolvibili, ma bisogna, prima, conoscerli e, poi, sapere cosa fare per risolverli. Purtroppo, prevale il non pensare. Abbiamo saputo che è stata deliberata la costruzione di altri 1.000 alloggi, mentre la popolazione diminuisce e gli avvisi “Vendesi” e “Affittasi” abbondano. Questa stranezza, cosa nasconde? Quanti candidati sono spinti dalla volontà e dalla capacità di risolvere i problemi?

Luigi Mainolfi

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