martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
La pubblicità di Palazzo
Pubblicato il 11-05-2018


Nell’ambito di numerose Amministrazioni Comunali è invalsa l’abitudine di rastrellare pubblicità per il “palazzo”. In effetti il Comune “editore” sovverte il mercato ed incorre nel conflitto di interesse,in senso traslato.Un interessante articolo di Roberto Fronzuti, Direttore Responsabile del giornale L’Eco di Milano e provincia, pubblicato il 9 maggio 2018,chiarisce vari aspetti della vicenda.

“Quando il Comune è editore, e manda in giro delle persone a procacciare la pubblicità per il proprio organo d’informazione, mi chiedo se non si possa parlare di un conflitto di interesse,sia pure in senso traslato? E mi spiego, dice il Fronzuti. Anche se chi bussa alla porta è il concessionario del Notiziario comunale, chi ha ricevuto l’approvazione di una lottizzazione o semplicemente una licenza per aprire un esercizio commerciale,si sente in soggezione se non fa il contratto di pubblicità, anche se-ben inteso-nessuno lo obbliga.Da qui il senso traslato, al quale abbiamo accennato; anche se non è scritto da nessuna parte.l’operatore commerciale, l’esercente, si sente in dovere di apparire sul Notiziario comunale.Tutto questo porta ad una alterazione delle regole del mercato, là dove un giornale,come il suddetto L’Eco….,non ha da dare in cambio nulla, se non l’indipendenza vantata in prima pagina”L’Eco è un giornale che non riceve contributo alcuno dallo Stato e dai partiti” e ha una storia di 49 anni.

I Comuni,se proprio vogliono pubblicare un organo di stampa non dovrebbero ricorrere al mercato pubblicitario in una situazione di privilegio che sovverte le regole di mercato,ma pagarselo in proprio,evitando di buttare decine di migliaia di copie cartacee,mentre le municipalità potrebbero pubblicare il proprio Notiziario sul sito del Comune,se proprio ci tengono.Un’ultima considerazione meritano gli eventuali reati:è bene ricordare che la legge punisce non solo il corrotto(nello specifico chi chiede la pubblicità in cambio di favori) ma anche il corruttore(l’imprenditore,l’esercente che soggiace).L’occasione di intervenire con questo commento ci viene offerta dall’uscita del notiziario edito dal Comune di Segrate(Area Metropolitana di Milano);quattro facciate,senza pubblicità ed una comunicazione semplice e concisa.Se proprio i sindaci sentono la necessità di avere la loro piccola Pravda (il famoso organo di stampa dell’Urss) dovrebbero prendere come esempio il comune di Segrate.Si fa presto a mettere insieme della pagine(ruolo che per legge dovrebbe essere svolto da giornalisti iscritti all’albo) servendosi comunale degli impiegati comunali.

Sono pratiche scorrette,fuorilegge e come tali perseguibili.Fare pubblicità sul notiziario comunale non è contrario alla legge,ma è un reato grave quando in cambio viene offerta o chiesta una contropartita.Il reato per il mandante è corruzione con l’aggravante se commesso da pubblico ufficiale.Ma il reato è previsto anche per il corruttore e non solo per il corrotto.Detto in parole povere anche chi paga questa tassa aggiuntiva del comune,costituita dal costo della pubblicità sul notiziario comunale rischia di essere processato insieme al funzionario di turno.Utilizzino gli impiegati comunali per fare i lavori per i quali sono stati assunti(e che vengono pagati dai cittadini),lasciando ai giornalisti il proprio compito”.Questo breve commento sulla pubblicità giornalistica in itinere dovrebbe interessare le numerose Amministrazioni Comunali che svolgono il ruolo anomalo di “editore”.

Manfredi Villani

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