giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Amministrative. Buemi, improvvisazione e inascolto
Pubblicato il 26-06-2018


ballottaggi 2Duro colpo per tutto il centrosinistra, ma anche per i partiti tradizionali che dalle ultime tornate elettorali escono con le ossa rotte. Su 14 comuni capoluogo di provincia al ballottaggio, il centro-destra ha vinto in sette casi, il centrosinistra in quattro, il M5S in uno. Ci sono state poi le vittorie “personali” a Imperia e a Messina. Ma il dato politico più rilevante di questa seconda tornata è con tutta evidenza la sconfitta del centrosinistra nei tre capoluoghi della Toscana in cui si è votato.
“In questi anni ho avuto modo di dire, spesso inascoltato, che con tutte le riforme improvvisate e frutto di esigenze mediatiche più che di necessità concrete di cambiamento, stavamo buttando via il bambino con l’acqua sporca”, ha dichiarato Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura. “Il bambino erano le buone Istituzioni e le idee che avevano caratterizzato decenni di ricostruzione dell’Italia e modernizzato e arricchito il Paese e gli italiani. Certo, accanto a quanto di positivo si era fatto, vi era l’acqua sporca e cioè la necessità di modificare pratiche e comportamenti non corretti nell’interesse di tutti perché portatori di logiche di puro interesse individuale e spesso illegale”, ha spiegato Buemi. “Apprendisti stregoni hanno pensato che per rimuovere tali anomalie bastasse demolire le Istituzioni collaudate nel tempo e non invece modificarle con prudenza, sapienza e competenza. Si è inventato tutto e il contrario di tutto e il risultato è che non c’è più niente che funzioni adeguatamente”, ha sottolineato Buemi. “Di questa situazione la sinistra non può ritenersi non responsabile in parte significativa perché essa ha contribuito a questa azione demolitoria e di proposta approssimativa e contraddittoria. Oggi è necessario, davanti al disastro evidente, tornare sui nostri passi e analizzare con rigore gli errori e con grande spirito di verità riproporre soluzioni che, anche se vecchie, non per questo non sono adatte alle esigenze della modernità”, ha continuato Buemi. “Se si analizza la nostra lunga storia si capisce che nonostante minimi adeguamenti la medicina è sempre la stessa e, in particolare quando si imboccano scorciatoie per evitarla, vengono fuori le malattie più gravi e difficili da curare”. Concludendo Buemi sostiene “ripensare la politica italiana e non solo non in chiave sostitutiva ma in chiave di prudente evoluzione sarebbe stata la strada da percorrere ma gli apprendisti stregoni di destra, di sinistra e altro hanno pensato che bastasse demolire, rottamare, cambiare nome per risolvere i problemi del Paese, invece che promuovere nuovi comportamenti dei singoli dentro le Istituzioni e nella società attraverso una massiccia azione di crescita culturale e di responsabilità individuale”

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