sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Anticonformista di professione, Il “caso Tortora”, I diari di Falcone, Ritratto dell’economia italiana
Pubblicato il 11-06-2018


Non è un nuovo libro,ma la riproposizione di tre testi già pubblicati (Dizionario erotico, Manuale contro la donna a favore della femmina, Ragazzo, Storia di una vecchiaia, Una vita. Un libro per tutti. O per nessuno) .Quella di Massimo Fini (“Confesso che ho vissuto”, Marsilio ) è una vita spericolata all’insegna dell’anticonformismo .Giornalista e scrittore è stato sempre un uomo “contro”: contro tutti,a seconda delle stagioni e delle circostanze .Sempre contro qualcuno e favorevole anche a personaggi detestabili ,come Kappler. Lui scriveva indifferentemente su giornali di destra o di estrema sinistra,proveniva dall’Avanti ! di Milano. L’unica autocritica che si concede sta nel sottotitolo del suo libro “un perdente di successo” .Quando lo invitavo a “Zapping” (il noto programma di RadioUno ),era sempre riluttante,E,nonostante le proteste degli ascoltatori,mi ero imposto di farlo sempre invitare perchè le sue opinioni ,intelligenti e colte,interpretavano comunque l’altra campana,anche se fortemente minoritaria,del pubblico. Alla fine si è reso conto da solo che non poteva sempre continuare a fare l’uomo contro tutti ed ha pubblicamente annunciato il proprio ritiro dalla scena . I commenti su questa decisione furono entusiasti .Ho voluto ricordare questo episodio- che prescinde dalla stima personale che ho sempre avuto per Fini – perchè qualcuno, a distanza di tempo mi ha rimproverato di non averlo più fatto invitare in trasmissione. Massimo è un intellettuale lucido,non conformista ,intelligente e colto,insofferente del potere,di qualsiasi tipo .Un giorno mi ha confidato che era stato compagno di classe di Claudio Martelli: gli era rimasto amico sino a quando Claudio non divenne vice segretario del Psi e poi ministro della Giustizia A quel punto rappresentava il potere e quindi decise di attaccarlo quasi tutti i giorni sui giornali dove scriveva .Ma quando Claudio “cadde in disgrazia”,cioè perse ogni incarico pubblico importante ,Fini tornò ad essergli amico,come ai tempi della scuola .

Negli anni ’70 un caso eclatante ha fatto sobbalzare la “gente normale” : non un caso di malagiustizia,ma di ingiustizia macroscopica,un campanello d’allarme per le istituzioni , a cominciare dalla magistratura .Parliamo del “caso Tortora”,ora diventato un libro di Luca Steffenoni ,criminologo e scrittore (con titolo omonimo, Chiarelettere edizioni ) .La vicenda giudiziaria di trent’anni fa ,di Enzo Tortora è ,scrive l’autore,la storia “di un agnello sacrificale,prima che della vittima di una persecuzione giudiziaria. Un legal thriller incredibile e terribile,che si può ricostruire solo uscendo dalle mura di Castel Capuano,allora sede della Procura penale napoletana,per infilarsi nell’inferno delle carceri,avventurandosi tra assassini ,camorristi,agenti dei servizi segreti,mitomani e psicopatici “. Dopo tre decenni però,anche se la verità è venuta a galla da da molti anni,non si è fatta pienamente giustizia. Gli accusatori del popolare conduttori televisivo non hanno pagato per i loro gravissimi errori .Anzi sono stati premiati,in termini di carriere e di prestigio. Questo libro riporta alla luce una tragedia surreale che dovrebbe ,ancora oggi, dare nuovi impulsi alla riforma del sistema giudiziario.

C’ è un altro libro inchiesta che fornisce molti spunti per nuove riflessioni sulla strage di Capaci,dove è stato ucciso il giudice Falcone e la sua scorta. Ci riferiamo al libro del giornalista Edoardo Montolli, “I diari di Falcone” (Chiarelettere) .L’autore “scava” sulle agende di Giovanni Falcone ,”che entrarono e uscirono velocemente da quella tragedia”.E’ evidente che quei documenti così ricercati fanno paura :quella di Borsellino è scomparsa e quella di Falcone poneva domande sugli incontri del magistrato con i funzionari russi per indagare sui finanziamenti clandestini del partito comunista sovietico ( anche al Pci ) ,sulle spie che avevano comunicato la data del viaggio a Palermo,sul misterioso viaggio a Washington e su tante altre questioni,che dovevano rimanere segrete. Si tratta di prezioso dossier ,che doveva destabilizzare il nostro paese e che una magistratura rigorosa e veramente indipendente dovrebbe valutare in modo approfondito ancora oggi .

Infine,ci occupiamo di economia con un ampio saggio di Valerio Castronovo (“L’anomalia italiana”, Marsilio ). Castronovo è uno storico di lungo corso,con una particolare propensione all’economia. Questo libro rappresenta una fotografia di come sia cambiata l’economia italiana nello scenario internazionale negli ultimi decenni L’autore spiega il titolo con le contraddizioni,le riforme mancate o quelle mai attuate,i pregiudizi ideologici,i veti incrociati dei diversi settori della classe politica,le resistenze ai cambiamenti da parte di lobbies e corporazioni .E ancora : “Tante le disfunzioni di numerosi enti locali e le profonde difformità territoriali , tante le oscillazioni , e talora le ambiguità,susseguitesi sul versante della politica estera”. E’ una sorta di “manuale” per i nuovi governanti,che forse dovrebbero studiare prima di operare. Ovviamente,se ne avranno voglia,uscendo dalla solita demagogia.

Aldo Forbice

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