giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

BOCCIATO IN DIRITTO
Pubblicato il 12-06-2018


AQUARIUS“Toccherebbe al presidente del consiglio dei ministri vigilare sul rispetto delle convenzioni internazionali da parte del Paese che è stato chiamato a governare. Conte non lo ha fatto. Si è piegato al diktat di Salvini contravvenendo ad accordi internazionali e allo spirito costituzionale”. Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario del Psi commentando l’evolversi della vicenda della nave Aquarius. “Proprio lui che da anni insegna ai ragazzi la forza del diritto. Se uno, uno solo dei suoi studenti avesse maneggiato il diritto con la sua stessa discrezionalità – ha concluso Nencini – sarebbe stato buttato fuori dalla seduta d’esame”.

Intanto prosegue la traversata dei 629 migranti a bordo della Aquarius e delle navi della Marina italiana che saranno a Valencia tra sabato e domenica. Si registra nelle stesse un nuovo naufragio che sarebbe avvenuto a 20 miglia dalle coste libiche. Lo scrive la Ong Sea Watch sul suo profilo Twitter sottolineando che la nave – che si trovava davanti alla Libia – si sta dirigendo nella zona. Il naufragio, aggiunge la Ong, “ci è stato segnalato da un assetto della Marina statunitense, che ha tratto in salvo dall’acqua 40 persone e conferma 12 cadaveri

Il ministro Salvini riferirà mercoledì in Aula al Senato per rispondere all’informativa chiesta dal capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci. Una vicenda che ovviamente ha riflessi in tutta europa. Attacchi all’operato del governo italiano sono infatti arrivati da più parti. E l’esecutivo prova a respinge le critiche l’Italia: “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia – si legge in una nota di Palazzo Chigi – sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.  La Francia ha infatti attacco molto duramente l’Italia. Emmanuel Macron ha parlato nella riunione di gabinetto del governo Secondo il portavoce della presidenza, Benjamin Griveaux, il capo dello stato ha denunciato che, secondo la legge marittima, “in caso di difficoltà, i paesi con la costa più vicina” a una nave che lancia una richiesta di soccorso “hanno la responsabilità’ di rispondere”.

La questione migrazione insomma si è arrivata in Europa. Per il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani “è strategica perché è a rischio l’intera Ue, se non si affronta e non si risolve questo problema rischiamo di vedere fallire tutto il progetto”. “La misura è colma, non possiamo più aspettare, perché avremo decine e decine di casi come quelli che stiamo vedendo in questi giorni e con l’estate la situazione peggiorerà. Quindi bisogna intervenire, a breve a medio e a lungo termine”, ha aggiunto. “Prima dell’estate andrò in Niger e poi spero in Libia”.

Sulla stessa linea il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos: “Nessuno crede” che quanto accaduto con la nave Aquarius “sia solo una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E’ una responsabilità europea e richiede una risposta europea”. Così il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. “L’incidente dell’Aquarius dimostra che il nostro lavoro non è finito e non lo sarà presto. Dobbiamo essere preparati. Non ci possiamo permettere si ripeta un nuovo 2015, abbiamo bisogno di un approccio comune strutturato, con solidarietà e responsabilità condivisi”.

Chi plaude all’operato dell’Italia è inceve l’Ungheria. Il primo ministro ungherese Viktor Orban, quello del reticolato anti-immigrati per intenderci, ha affermato che che si tratta di “un grande momento che potrebbe davvero portare cambiamenti nella politica europea sulle migrazioni”. La sua prima reazione quando ha sentito la notizia, ha detto, è stata “finalmente!”. È stato “così deprimente”, ha aggiunto, ascoltare per anni che le frontiere marittime dell’Europa non possono essere difese, al punto “che praticamente passa la voglia di vivere”.

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Commenti all'articolo
  1. Tutti i quotidiani italiani riportano con una certa preoccupazione lo scontro in corso tra Parigi e Roma legato ai migranti. Il presidente francese Macron ha definito di “cinica e irresponsabile” la decisione del governo italiano di negare un porto alla nave Acquarius con 629 migranti. Addirittura “vomitevole”, secondo Gabriel Attal, portavoce di En Marche, il partito fondato da Macron. Dura la replica del Presidente del Consiglio Conte: “Non accettiamo lezioni ipocrite da Paesi che hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. E ora è in forse il vertice in calendario tra 48 ore tra lo stesso Conte e il presidente francese. Lo scontro sulla nave Acquarius ha provocato una chiara divisione con francesi e spagnoli da una parte e Italia, e paesi come l’Ungheria dall’altra, spiega il Corriere mentre dalla Germania “è arrivato l’appello all’unità della Cancelliera Angela Merkel, che vedrà Conte a Berlino lunedì: ‘Sull’immigrazione illegale dobbiamo rispondere in modo unitario. Questo tema ha il potenziale di danneggiare l’Europa’. Prova allora a far da paciere il commissario europeo all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos: ‘Nessuno crede che quanto accaduto sia solo una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E una responsabilità europea e richiede una risposta europea’”. Sulla prima del Corriere, Paolo Lepri analizza la situazione e sottolinea la necessità che tra Francia e Italia ci sia un’alleanza non uno scontro: “è inutile dire che l’iniziativa del ministro Salvini di negare l’approdo alla Aquarius è stata un gigantesco sasso gettato in un Mediterraneo nel quale l’Italia non ha mai ricevuto la solidarietà necessaria. Quando le muraglie di acqua prodotte da questo tsunami si ritireranno, non sarà facile ricostruire. Dovremmo però avere le idee più chiare: questa battaglia non si può vincere da soli. Forse sarebbe stato troppo ‘buonista’ sperare che Salvini gettasse il suo macigno sul tavolo del Consiglio europeo invece che nel mare. Ma, qualsiasi siano gli obiettivi di un’azione, è necessario tessere una strategia delle alleanze”. E la Francia, spiega Lepri, deve essere fra queste.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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