sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Caporalato, migranti a pane e acqua nel trapanese
Pubblicato il 14-06-2018


caporalatoMigranti trattati peggio delle bestie. Li prelevavano all’alba da un capannone nelle campagne di Marsala, dove vivevano in pessime condizioni igienico sanitarie, oppure erano reclutati direttamente nei centri di accoglienza per migranti. Lavoravano per 3 euro all’ora nelle campagne di Marsala e di Mazara del Vallo, ricevevano pane duro a pranzo e a cena, venivano sfruttati anche per 12 ore al giorno. È quanto sono stati costretti a subire diversi lavoratori immigrati, clandestini e regolari, reclutati da due agricoltori di Marsala (Trapani), padre e figlio, rispettivamente di 68 e 35 anni, arrestati oggi dalla Polizia di Trapani. Sono state le intercettazioni e le telecamere installate dagli investigatori a inchiodare i due responsabili. Dalle indagini della Polizia di Stato è emerso che gli arrestati sfruttavano la manodopera almeno da tre anni, facendo fare turni di lavoro massacranti che iniziavano alle 5 del mattino.
Una vera e propria forma di schiavitù, anche nei piccoli ‘dettagli’. L’inchiesta, durata sei mesi, ha anche evidenziato i lavoratori si rivolgevano ai due uomini chiamandoli ‘padrone’ mentre, questi, a loro volta li chiamavano con i nomi della settimana: ‘giovedì’, raccontano gli inquirenti, era per esempio uno degli uomini sfruttati.
Ora i due ‘padroni’ sono finiti ai domiciliari su ordine del GIP di Marsala con l’accusa di sfruttamento della manodopera aggravato e in concorso e il Giudice ha disposto anche il sequestro preventivo di due vigneti e di un vasto oliveto, di proprietà degli arrestati, dove venivano fatti lavorare gli immigrati.

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