lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ci risiamo con le promesse: Meno tasse più sviluppo
Pubblicato il 20-06-2018


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Giro di vite contro l’evasione fiscale. Lo ha annunciato il Governo tramite il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Secondo il reggente di via XX Settembre, l’Esecutivo pentaleghista attuerà delle misure volte ad assicurare maggiori risorse allo Stato così da ridurre la pressione fiscale e sostenere la crescita economica. Da quanto promesso, quindi, l’Italia ha intrapreso il percorso sbandierato da quasi tutti i governi: meno tasse e maggiore sviluppo.

Il nostro Paese, infatti, è da anni malato di evasione fiscale. Basti pensare che nel 2016 sono stati circa 260 i miliardi sottratti al Fisco e spariti chissà dove. Un valore pari al 18 per certo del Pil nazionale certificato dal rapporto Eurispes. Le anomalie più evidenti le ha evidenziate il Mezzogiorno, con Calabria e Sicilia incontrastate. Ma non ha lasciato speranze neanche la situazione della Valle d’Aosta, dove i contribuenti hanno speso in media 130 euro per ogni 100 dichiarati. Siamo, insomma, il paese europeo dell’evasione fiscale.

La situazione descritta da Eurispes fa il paio con quella sottolineata oggi dalla Guardia di Finanza, che ha scovato evasioni per 2,3 miliardi di euro in un anno e mezzo. “Soggetti pericolosi – hanno evidenziato le Fiamme Gialle durante le celebrazioni del 224° anno della Fondazione Gdf – non la piccola impresa che dimentica di emettere scontrini”. Dietro a questo tipo di evasione, dunque, si celano individui senza scrupoli o vere e proprie organizzazioni criminali. Un cancro tutto italiano che il nuovo Governo ha promesso di estirpare.

La soluzione di Palazzo Chigi è arrivata come sempre da Matteo Salvini, ospite dell’evento. “Chiudere subito le cartelle esattoriali per cifre inferiori ai 100 mila euro”, il traguardo inseguito dal vice presidente del Consiglio per “liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse”. Facile, quindi. Complicato, però, comprendere come una “pace fiscale”, dunque un condono, possa portare allo Stato nuove entrate.

Salvini, tra l’altro, si era già spinto oltre, promettendo alla platea di Confesercenti qualche settimana fa “nessun limite alla spesa in contante: ognuno è libero di pagare come vuole e quanto vuole”, diceva il leader leghista strizzando l’occhio all’elettorato di centrodestra, da sempre morbido sul tema evasione. Pare quindi che le soluzioni sventolate agli occhi dell’opinione pubblica siano di facile presa, ma di difficile realizzazione. Emerge chiara anche la confusione del momento politico. Ma il messaggio rivolto all’elettore è chiaro: il più furbo vince.

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