domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

POVERA ITALIA
Pubblicato il 18-06-2018


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Nel 2017, 2,7 milioni di persone in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. La situazione è emersa dal rapporto Coldiretti intitolato: “La povertà alimentare e lo spreco in Italia”, presentato alla giornata conclusiva del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino. Secondo la Coldiretti ad avere problemi per mangiare sono dunque oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta.

La Coldiretti ha precisato: “Nel 2017 circa 2,7 milioni di persone hanno beneficiato degli aiuti alimentari attraverso l’accesso alle mense dei poveri o molto più frequentemente con  pacchi alimentari  che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea)”.

“Se si vuole ritrovare la missione originaria della sinistra – è il commento su Facebook di Luigi Iorio, responsabile del Psi per le politiche per il lavoro – bisogna ricominciare a comprendere le difficoltà di questo tempo. Capire il perché quasi tre milioni di cittadini si ritrovano alle mense per poveri. Comprendere le ragioni di una povertà sempre diffusa, connettersi alle paure e alle difficoltà di chi non arriva a fine mese. Solidarietà e lotta alla povertà – conclude – devono essere la mission dei socialisti nel 2018, il resto è solo tattica, confusione e caccia a poltrone”.

Più specificatamente la Coldiretti ha segnalato: “Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Contro la povertà si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti”.

La Coldiretti ha spiegato: “Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che dal Villaggio #stocoicontadini di Torino hanno lanciato per la prima volta l’iniziativa della ‘spesa sospesa’ a favore della Caritas. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i 150 banchi del mercato per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare raccolto vengono consegnati alla Caritas che si occupa della distribuzione alle famiglie in difficoltà.

Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha dichiarato: “In un’occasione di incontro tra campagne e città come è il Villaggio Coldiretti non potevamo non pensare a chi in questo momento vive grandi sofferenze a causa della crisi economica che ha colpito duramente soprattutto le fasce più deboli della popolazione. E’ però necessario intervenire anche a livello strutturale per rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile di chi oggi vive sotto la soglia di povertà”.

Oltre al lodevole spirito di solidarietà che dovrebbe sopperire le emergenze, il presidente della Coldiretti ha sposato la tesi, portata avanti da questo giornale in più occasioni, sulla necessità di mettere in atto una più equa distribuzione della ricchezza come prevede l’ideologia socialista.

Salvatore Rondello

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