lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Commissioni parlamentari. La maggioranza fa il pieno
Pubblicato il 22-06-2018


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Così diversi che hanno fatto il pieno. Lega e 5 Stelle hanno incassato tutto quello che potevano e, come previsto, hanno fatto man bassa delle presidenze delle 28 commissioni permanenti di Camera e Senato. Restano da assegnare le presidenze delle commissioni di garanzia, ossia la commissione sui servizi segreti (Copasir) e quella sulla Vigilanza Rai che solitamente sono destinate alle opposizioni. Un accordo tra Pd e Fi, prevede la presidenza del Copasir per i democratici con Lorenzo Guerini e quella della Vigilanza Rai per gli azzurri (i candidati sono Paolo Romani o Maurizio Gasparri). Tuttavia da parte della maggioranza giallo-verde si era ventilata nei giorni scorsi l’ipotesi di affidare la presidenza del Copasir al piccolo alleato del centrodestra Fratelli d’Italia, che non fa parte del governo ma che nel voto di fiducia si è astenuto, lasciando così il Pd fuori da tutti i vertici delle commissioni.

La tensione è dunque altissima in vista dell’elezione prevista per la prossima settimana, tanto che nel Pd minacciano fuoco e fiamme se il Copasir dovesse andare a Fratelli d’Italia. Sarebbe per altro un precedente assoluto, dal momento che la presidenza della commissione sui servizi segreti è sempre stata attribuita all’opposizione non per prassi ma per legge: lo prevede infatti la legge istitutiva del Copasir stesso.

La carica dei nuovi e quella dei leghisti anti-euro nelle commissioni che si occuperanno della manovra finanziaria, il primo banco di prova del governo. Dunque le presidenze delle commissioni parlamentari rispecchiano l’andamento del nuovo esecutivo gialloverde. Su 28 neopresidenti ben dieci sono alla loro prima esperienza in Parlamento. Alcuni erano stati indicati come possibili ministri da Luigi Di Maio e poi non essendoci riusciti sono stati ricompensati con la poltrona più alta dalla commissione in cui siedono. Altri parlamentari sarebbero dovuti diventare viceministri o sottosegretari, ma anche in questo caso, non avendola spuntata, ecco il dirottamento sulle presidenze. Ed è il caso dei leghisti Claudio Borghi (Bilancio) e Alberto Bagnai (Finanze), troppo estremisti per stare nella squadra dell’esecutivo ma funzionali per questo incarico.

La suddivisione tra le due forze di maggioranza è stata quasi scientifica sulla base del ‘peso’ numerico dei gruppi parlamentari. Altro che Cencelli. Alla Camera nove presidenze sono andate ai 5Stelle e cinque alla Lega. Stesso discorso al Senato: otto per i grillini e sei per la Lega. Di conseguenza alcune commissioni vedono la presidenza M5s sia per Montecitorio sia per palazzo Madama. È il caso di due commissioni di peso, soprattutto in questa particolare fase politica in cui i grillini soffrono l’esuberanza di Matteo Salvini sul tema immigrazione, e si tratta della commissione Affari esteri che ha come presidenti Marta Grande e Vito Petrocelli, rispettivamente alla Camera e al Senato, e Politiche Ue con Sergio Battelli ed Ettore Antonio Licheri. Quest’ultimo è alla sua prima legislatura, vincitore in un collegio uninominale in Sardegna.

Negli organi che si occupano dei temi economici c’è stata un’equa suddivisione degli incarichi, ma la Lega ha schierato due fedelissimi del segretario che non hanno mai nascosto le loro idee in contrasto con la moneta unica. Alla Bilancio della Camera è stato eletto presidente il leghista Claudio Borghi, alla sua prima legislatura ma molto vicino ai vertici. Il suo nome circolava per un incarico nel sottogoverno. Il suo corrispettivo al Senato è il grillino Daniele Pesco che lo scorso anno con l’attuale sottosegretario Alessio Villarosa ha lavorato sul dossier banche. In commissione Finanze della Camera ce l’ha fatta Carla Ruocco, anima critica M5s che sarebbe dovuta diventare viceministro all’Economia. Alberto Bagnai, alla sua prima legislatura, ma da molto tempo vicino alle idee della Lega, è invece il numero uno in commissione Finanze a Palazzo Madama.

Per quanto riguarda le commissioni Affari costituzionali e Giustizia si è scelto di affidare nello stesso ramo del Parlamento le presidenze allo stesso colore politico. Ai grillini sono andate quelle della Camera con Giuseppe Brescia e Giulia Sarti, mentre ai leghisti quelle del Senato con Stefano Borghesi e Andrea Ostellari, quest’ultimo alla sua prima esperienza in Parlamento.

I 5Stelle hanno puntato, quasi per dovere, su coloro che erano stati annunciati in pompa magna ministri prima del voto del 4 marzo. Quindi il senatore Mauro Coltorti è diventato presidente della commissione Trasporti e Pierpaolo Sileri, che doveva diventare ministro della Salute, è ora presidente della commissione Igiene e sanità. La Lega invece in commissione Ambiente ha scelto il deputato 31enne Alessandro Benvenuto, tra i più giovani eletti in questa legislatura. Anche lui alla sua prima esperienza alla Camera e già, come tanti altri, nel rispetto del nuovo mood, ricopre un ruolo tra i più importanti nella vita parlamentare.

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