lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

EUROPA INCERTA
Pubblicato il 28-06-2018


consiglio europeo

Nonostante il precedente incontro informale a sedici, si annuncia piuttosto difficile il Consiglio dell’Ue che si svolgerà oggi e domani a Bruxelles. L’Italia si presenta al vertice europeo compatta e pronta a giocarsi la carta estrema del veto se non verrà messo nero su bianco che tutti i Paesi dovranno condividere la responsabilità dei salvataggi in mare dei migranti. Il ‘modello Lifeline’ non dovrà restare un unicum, ma diventare un caso spartiacque. Del resto, il premier Giuseppe Conte, riferendo in Parlamento prima di partire per Bruxelles, lo ha detto chiaramente: “Sui migranti sono in gioco i valori dell’Europa unita”.

A poche ore dall’inizio del vertice, anche Angela Merkel, parlando al Bundestag, ha detto: “La migrazione potrebbe diventare una questione esistenziale dell’Europa. O la gestiamo o nessuno crederà più al nostro sistema di valori”. Poi ha aggiunto: “L’Italia ha diritto a che il fondo fiduciario per il Nordafrica venga finanziato meglio. E qui mancano i soldi. E questo va migliorato. Non possiamo lasciare soli i Paesi in cui si verifica la maggior parte degli arrivi. Questo è il nodo centrale del regolamento di Dublino 3”. La cancelliera ha anche sottolineato: “Chi chiede asilo non può scegliersi il Paese in cui chiederlo”. La Merkel ha fatto appello a delle soluzioni multilaterali e non unilaterali da parte dei Paesi membri.

Il governo italiano ha mostrato i muscoli, dunque, e per ridimensionare l’allarme-populismo più volte lanciato da diversi leader europei, Macron in testa, ha precisato subito: “Se i 27 non dimostrano solidarietà e condivisione, salta tutto. L’Italia farà la sua parte. L’esecutivo gialloverde, nonostante le differenze emerse in più occasioni nella sua compagine, questa volta arriva a Bruxelles compatto e pronto a parlare con una voce sola, ferma e risoluta”. Lo ha scandito chiaramente Conte in Parlamento, prima alla Camera e poi al Senato. Conte ha aggiunto: “Il vertice arriva in un momento in cui è sempre più evidente l’urgenza di rispondere agli aspetti reali della vita del cittadino con proposte concrete, senza tentennamenti e paure”. Anche Matteo Salvini ha ribadito: “Abbiamo finalmente una proposta italiana. Sarà il Consiglio europeo dove l’Italia va a sottoporre agli altri le sue proposte, non a commentare quelle degli altri. Questo è un cambiamento radicale mai vissuto negli ultimi anni”. Uniti dunque sugli obiettivi, mentre resta il doppio binario sulla comunicazione, quello più pacato e incline alla trattativa di Conte e quello più bellicoso del leader del Carroccio dall’altra. Anche oggi, Salvini è tornato ad attaccare il presidente francese dicendo: “Macron fa il matto perché è ai minimi della popolarità nel suo Paese. La carezza al Papa è una cosa che non si è mai vista”. Poi, in un’intervista alla Cnn, Salvini ha detto: “Macron parla di valori, ma è lui stesso il primo a non riconoscerli e perciò non ha lezioni da dare all’Italia”.

L’obiettivo di fondo dell’Italia è quello di aggirare il regolamento di Dublino, definito da Conte inadeguato, visto che è ormai chiaro, come hanno sottolineato fonti europee, che da questo vertice non usciranno novità su una sua riforma.

Non potendolo cambiare subito, la strategia è quella di superarlo di fatto, com’è successo oggi a Malta. Alzando il tiro, prima di tutto con la minaccia del veto, ma anche su altri dossier, come quello russo, con la decisione dell’Italia di chiedere il ripristino dei finanziamenti delle piccole e medie imprese da parte della Bei. E mostrandosi al contempo pronta, come in tutte le trattative, ad allentare la presa su alcuni temi cruciali per i partner europei, come i movimenti secondari, sui quali la Merkel si gioca il governo. Ma anche sui centri chiusi per migranti, a patto che vengano creati pure in altri paesi, come Spagna e Grecia. Una trattativa serrata nella quale le concessioni, nell’idea del governo, dovranno essere adeguatamente bilanciate con aperture anche su altri dossier, partendo dal bilancio Ue e dall’utilizzo dei fondi sociali europei da destinare al reddito di cittadinanza.

Se sui diversi temi in aula, dopo l’intervento di Conte, le critiche al governo non sono mancate, sulla necessità di superare il regolamento di Dublino l’accusa è stata piuttosto quella di aver scoperto l’acqua calda.

Matteo Renzi, parlando con i giornalisti al Senato, ha detto: “Io lo dicevo nel 2015 che andava cambiato il regolamento e proponevo la ricollocazione dei migranti. Allora Lega e 5 Stelle in Europa votarono contro queste scelte”.

Intanto, al suo primo vertice europeo, Conte si presenta annunciando l’incontro del 30 luglio a Washington con Donald Trump.

Il governo gialloverde ha deciso di affidare la replica, dopo il dibattito alla Camera e al Senato, a Paolo Savona, il ministro più temuto dall’Europa e dai mercati, che, parlando in Parlamento per la prima volta dalla sua nomina, ha assicurato: “Il governo sta scrivendo una nuova storia, conducendo una battaglia civile”.

Il messaggio agli italiani è chiaro: questo governo sta riuscendo dove altri governi hanno fallito. Presto sapremo le conclusioni del summit della Ue. Inoltre, le dodici motovedette donate dall’Italia alla Libia, come ha dichiarato Salvini, serviranno a fermare la scandalosa e disumana emigrazione di massa afro-asiatica?

Salvatore Rondello

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Commenti all'articolo
  1. Dopo diverse ore di trattative, protratte fino a tarda notte, è arrivato l’accordo tra i leader europei. L’annuncio sui social network del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: “i 28 leader hanno trovato un accordo sulle conclusioni del consiglio europeo, inclusa l’immigrazione”. Il Corriere della Sera – si legge su Pagine Ebraiche – riporta che rispetto al tema caldo dei migranti, “a prevalere sarebbe stato il principio di solidarietà tra i Paesi europei di ‘primo ingresso’”. “Da questo Consiglio esce una Europa più responsabile e solidale, l’Italia non è più sola”, ha detto il premier Giuseppe Conte. “Chi arriva in Italia arriva in Europa e tutte le navi che arrivano nel Mediterraneo devono rispettare le legge quindi anche le ong e non devono interferire con la guardia costiera libica”, ha precisato Conte, aggiungendo che c’è “si afferma chiaramente la necessità di riformare Dublino e quindi anche tenendo conto delle persone che vengono soccorse in mare”. Secondo il Foglio però l’accordo siglato non è un successo per l’Italia: il presidente francese Macron “ha abilmente trascinato Conte verso la soluzione proposta sin dall’inizio dalla Francia: quella degli hotspot sotto bandiera europea – chiamati ‘centri controllati’, cioè chiusi – nei paesi di primo ingresso – Italia, Spagna e Grecia – dove smistare e separare richiedenti asilo, che saranno condivisi in base alla solidarietà, e migranti economici, che saranno rimpatriati. L’Italia può scegliere di partecipare a questo esercizio ‘volontario’”, spiega il giornalista del Foglio David Carretta, aggiungendo però che c’è una conseguenza: “solo i paesi che hanno i ‘centri controllati’ potranno beneficiare della ripartizione dei richiedenti asilo tra alcuni paesi europei (anche qui è tutto volontario) e dei fondi dell’Ue per effettuare i rimpatri dei migranti economici”. I quotidiani riportano la soddisfazione di Macron per l’accordo siglato ma anche quella dei Paesi di Visegrad, oltre che quella italiana: visti gli interessi diametralmente opposti in campo, qualcosa non quadra.

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