domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

AMICI COME PRIMA
Pubblicato il 14-06-2018


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Dopo che la tensione tra Francia e Italia era salita alle stelle, oggi si apre una tregua tra i due paesi con le cancellerie impegnate a far tornare i rapporti a un livello di normalità. Nella notte tra il presidente Conte e il presidente francese Emmanuel Macron vi è stata una lunga e cordiale telefonata. Confermata la visita di Conte che sarà domani a Parigi. Il presidente francese – si legge in una nota diffusa dall’Eliseo – nel corso del colloquio telefonico ha “sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano”. “Il Presidente francese – si legge in una nota – e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno confermato l’impegno della Francia e dell’Italia a prestare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo”.

Il presidente francese nel colloquio ha detto di “aver sempre difeso la necessità di una maggiore solidarietà europea con il popolo italiano”: lo si legge in una nota dell’Eliseo. “L’Italia e la Francia – prosegue la nota – devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per condurre una politica migratoria efficace con i Paesi d’origine e di transito, attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e attraverso un meccanismo europeo di solidarietà e di assistenza dei rifugiati”.

Con Macron, ha detto Conte, “siamo tutti e due consapevoli che Italia e Francia lavorino fianco a fianco, anche con gli altri partner Ue”. Conte è tornato sulla chiamata con il presidente francese: “c’è stato un chiarimento in cui ha precisato che le espressioni ingiuriose rivolte all’Italia e al popolo italiano” non erano state da lui pronunciate. Conte ha ribadito che i toni con Macron erano “molto cordiali”.

Il premier italiano ha anche ricordato che nell’incontro con Macron si parlerà anche della modifica “del Regolamento di Dublino, come pure dell’unione bancaria e monetaria”. “Quel che pensiamo – ha detto la ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau – è che l’Europa non sia stata abbastanza vicina all’Italia nella crisi migratoria. Il peso dell’accoglienza e dell’esame delle domande di asilo ha poggiato troppo sull’Italia, ci sarebbe voluta una presenza europea molto più forte. Bisogna mettere a punto un meccanismo europeo per aiutare l’Italia, un’idea che la Francia ha sempre difeso, e per fare questo dobbiamo lavorare insieme”.

Ma Di Maio continua a puntare i piedi e a fare i capricci: “Finché non arriveranno le scuse” dal Presidente francese Macron, “noi non indietreggiamo” aveva detto questa mattina il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Rtl, spiegando che “questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro” circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. “È finita l’epoca in cui si pensava che l’Italia la puoi sempre abbindolare”, ha sottolineato. “Scuse o non scuse – ha detto il Ministro degli Interni Salvini – bado alla sostanza non alla forma. Bene il chiarimento con la Francia”. Mentre da Moavero, ministro degli etseri, i toni sono più pacati: “Tocca alla Francia vedere di riportare a toni più urbani le sue dichiarazioni sulla questione migranti”. “Per quanto riguarda invece le questioni di fondo – ha aggiunto Moavero – dobbiamo discuterne nelle sedi europee”.

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