lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Contributo al dibattito
La strada a sinistra
Pubblicato il 01-06-2018


Documento politico presentato alla direzione del 31 maggio 

Il documento che segue non è stato posto in votazione ma presentato come contributo al dibattito.

La netta sconfitta elettorale del 4 Marzo spinge, una volta per tutte e tutti insieme, a ripensare totalmente la funzione sociale e politica della sinistra. Si è perso consenso tra le fasce tradizionalmente rappresentate e non si è stati ancora in grado di intraprendere una strada per ricreare una connessione con la società, rasentando l’irrilevanza nel voto di opinione. Le politiche del governo uscente non sono state percepite dagli elettori.

La stessa azione sviluppata dagli eletti di centrosinistra nel corso di questa interminabile crisi di governo è stata carente, tanto che non è lontano dalla logica indicare la corresponsabilità della nostra parte politica nella crisi istituzionale senza precedenti cui stiamo assistendo in questi giorni, come fa Pietro Ignazi sulla Repubblica del 28/05/2018, riferendosi al maggiore tra i partiti di centrosinistra. La corsa ad esprimere solidarietà al Capo dello Stato serve a poco ora, o quanto meno rischia di essere poco credibile, dopo 85 giorni a “godersi lo spettacolo sul divano, mangiando pop corn”. Bene si è fatto a segnalare le analogie tra la fase che si sta vivendo e gli anni ’20, a patto, però, di non ricordare unicamente il lato della demagogia e del populismo fascista. Quella, infatti, fu una storia impastata anche dell’ignavia, del tatticismo, dell’autoreferenzialità delle classi dirigenti e politiche democratiche e liberali del tempo.

Siamo, insomma, all’anno zero. Abbiamo il dovere di ricominciare ad ascoltare i delusi, gli scontenti, avviando un dialogo con la società, i suoi individui e i suoi corpi intermedi, riattivando canali di collegamento con essi aggiornati al nostro mondo. I partiti, profondamente in crisi di identità, oggi non bastano più. Occorre voltare pagina: nuovi modi di comunicare, un nuovo lessico, una riorganizzazione degli istituti partecipativi. Occorre un rinnovamento vero non di facciata.

Per fare tutto ciò, abbiamo bisogno, anzitutto, di discutere con profondità, rigore e franchezza tra noi. Riunire organismi durante la settimana, in una giornata lavorativa, non aiuta questo esercizio.

Occorre un congresso straordinario, è improcrastinabile inoltre la convocazione di un Consiglio nazionale da tenere già nelle prossime settimane per capire insieme le ragioni del nostro futuro politico.

Un Consiglio nazionale che possa approvare definitivamente l’impianto definitivo del documento in merito alla riorganizzazione del partito.

Un Consiglio nazionale che discuta serratamente sulla linea politica da assumere, sulle persone da coinvolgere e sui modi da adottare per dare corso ad un rilancio vero del Partito.

Un Consiglio nazionale che possa stabilire e confermare, nell’eventualità di un ritorno a brevissimo alle urne, regole e modalità per la conduzione delle negoziazioni con le altre forze politiche e per la selezione di candidature in linea con l’ambizione non della conservazione del presente ma della costruzione del futuro.

Sia il tema della riorganizzazione del partito che il cambio di linea politica comunque non possono non passare da un congresso straordinario.

E siamo consapevoli del fatto che costruire il futuro è un compito delicato, per il quale non possiamo permetterci più errori.

Si parla tanto di Fronte Repubblicano. Ma si tratta più di una prospettiva ideale tendente a solleticare l’immaginario collettivo che di una vera proposta per affrontare le elezioni. Il fronte repubblicano non può e non deve essere l’ennesima scorciatoia elettorale.

Il Psi deve ritrovare un propria soggettività in termini di proposta.

Al di là quindi delle mere enunciazioni di principio, che non ci possiamo permettere in questa fase drammatica, c’è una priorità che come riformisti possiamo proporre: aprire un dialogo con le forze che si dichiarano di sinistra, dentro e fuori la coalizione elettorale dello scorso 4 marzo.

Il seminario “La strada a sinistra” del 16 maggio scorso, promosso internamente al partito, è un esempio, forse parziale, sicuramente migliorabile, del lavoro da fare.

Firmatari

Luigi Iorio
Federico Parea
Elisa Gambardella
Francesco Bragagni

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