giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Def. Gli impegni cancellati del Governo
Pubblicato il 20-06-2018


camera

Camera e Senato hanno dato il via libera alla  risoluzione di maggioranza del Def. L’Aula di Palazzo Madama ha votato il Documento di economia e finanza con 166 sì, 127 contrari e 6 astenuti. Poco prima, anche la Camera aveva approvato la risoluzione di maggioranza sul Def. L’assemblea ha votato il documento con 330 sì, 242 no e 4 astenuti.

I temi che dovranno essere affrontati con la prossima legge di bilancio sono: la lotta alla povertà, lo stimolo alle politiche attive, il superamento della legge Fornero, misure per la scuola. Tra le misure da adottare, il relatore al documento, Federico D’Incà, intervenendo a Montecitorio, ha indicato ‘un mix virtuoso di maggiori investimenti pubblici, riduzione della pressione fiscale e il sostegno ai redditi più bassi’. Federico D’Incà ha aggiunto: “Va semplificato, in particolare, il rapporto tra l’Agenzia delle entrate e il contribuente e vanno abolite le misure penalizzanti per i contribuenti onesti. Futuri provvedimenti per estendere il reddito di cittadinanza restano senz’altro necessari e occorre ampliare la portata dei Bes. Infine occorre assumere tutte le misure per favorire il disinnesco delle clausole di salvaguardia, inerenti l’aumento dell’aliquota Iva e accise”.

In aula, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha spiegato: “La ripresa continua ma a ritmi più contenuti rispetto al 2017. L’obiettivo prioritario deve essere aumentare il tasso di crescita potenziale e chiudere il divario con il resto dell’Europa. Dobbiamo accrescere la competitività e la dinamica produttiva, e la strategia per raggiungere l’obiettivo richiede di attuare le riforme strutturali, previste nel programma di governo, attivare lo stimolo endogeno di crescita, per non limitarci a subire passivamente gli choc, positivi e negativi, che vengono dalla congiuntura internazionale. Fondamentale è inoltre il rilancio degli investimenti pubblici. Quanto ai tassi di crescita per il 2019 e gli anni seguenti, previsti nel Def a legislazione vigente, sono ancora alla nostra portata ma richiedono un’adeguata strategia di politica economica; non corrispondono più al quadro tendenziale. Lo scenario tendenziale dell’indebitamento netto sarà oggetto di una seria riflessione in sede di predisposizione del quadro programmatico”.

Un alto funzionario dell’Unione Europea, in vista della riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin che si terranno a Lussemburgo la prossima settimana, ha spiegato: “Abbiamo letto tutti l’intervista concessa dal ministro dell’Economia italiano  Giovanni Tria   al ‘Corriere della Sera’ e siamo molto contenti di quello che ha detto. Durante l’Eurogruppo, Tria verrà ascoltato ma ci sarà solo un’introduzione generale alle sue politiche, come per il ministro spagnolo. Entrambi introdurranno le rispettive politiche ma non ci saranno grandi discussioni: di solito non avviene. Naturalmente non parleremo ora di flessibilità: non abbiamo ancora visto il budget. Ci sono regole sulla flessibilità che valgono per tutti. Darò la stessa risposta, finché non avremo il bilancio”.

Nel frattempo, Matteo Salvini è tornato a parlare di temi fiscali ed economici tra cui flat tax e calo imposte, ma ha affrontato anche la questione delle cartelle Equitalia.  Il vicepremier e ministro dell’Interno ha detto: “Da subito, chiudere tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100.000 euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse”.

Quanto alla flat tax, Salvini ha confermato che si farà. Rispondendo a chi gli ha chiesto se le parole del ministro dell’Economia sulla necessità di tenere d’occhio i numeri per le coperture delle misure economiche del governo possano essere interpretate come uno stop alla flat tax, Matteo Salvini ha detto: “Paletti del ministro Tria su vincoli di bilancio?  La flat tax si farà, rispettando tutte le normative vigenti”. Salvini ha negato di aver detto: “Quando sento parlare Tria mi sembra di sentire Padoan”. La stampa di oggi gli ha attribuito questo virgolettato. Salvini ha chiarito: “Sui giornali si leggono tante… non posso dire cazzate, che non è governativo, ma non ho mai detto nulla del genere, altrimenti Tria non l’avremmo scelto”.

Il ministro dell’Interno, poi, ha plaudito l’operato della Guardia di Finanza dicendo: “La Guardia di Finanza ha scovato 12.000 evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di 2 milioni di euro a testa. Ora tocca al governo semplificare il sistema fiscale, ridurre le tasse”.

Invece, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ad un convegno della banca sulle nuove prospettive dell’assicurazione ha evidenziato: “Il ministro Tria ha detto le cose che andavano dette un mese fa e ci avrebbe evitato l’innalzamento dello spread e la caduta delle Borse. I mercati hanno bisogno di certezze. La nostra dipendenza dagli investitori stranieri è troppo elevata per questo serve che il debito pubblico si riduca e servono spazi per accelerare gli investimenti del Paese. Debito e disoccupazione sono priorità assolute”.

Messina ha poi sottolineato che le dichiarazioni del ministro Tria sono state: “Tranquillizzanti, ma non sufficienti per la fiducia degli investitori. Occorrerà attendere la manovra finanziaria in autunno quando si capirà se si fa sul serio nel far scendere il debito”.

Dunque, le attese dei mercati e della UE sono concentrate ad ottobre quando dalla legge di bilancio sarà chiara la volontà del nuovo Governo. Intanto il Def approvato in Parlamento, sostanzialmente è quello presentato dal governo Gentiloni a fine aprile ed inviato anche all’UE.

Salvatore Rondello

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