domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Federazione Giovani Socialisti
L’Italia che bullizza sui profughi
Pubblicato il 12-06-2018


«Abbiamo assistito, per troppe ore, a uno spettacolo esecrando» commenta Roberto Sajeva, segretario dei Giovani Socialisti «da un lato il neoministro degli interni che sbandierava un suo torvo ritratto con hashtag per fomentare urla belluine, dall’altro l’Europa che tergiversava, vile. Nel frattempo centinaia di disperati bloccati in alto mare.

L’Italia svolge da anni un lavoro solitario nel soccorrere, controllare, curare e organizzare la maggior parte degli immigrati che fuggono da un’Africa messa a ferro e fuoco dal neocolonialismo anche europeo.
La cattiva gestione, criminale e clientelare, dei profughi ha causato tensioni e tragedie nel nostro Paese. Il problema non poteva essere più rimandato, neanche dalle sperdute sinistre mal risvegliatesi dopo le scorse elezioni.
Ridicolo però, da parte di Salvini, alzare la voce contro uno Stato poco più popoloso di Catania, che ovviamente non può essere rimproverato di nulla, considerando gli scarsissimi mezzi e spazi di cui dispone. L’Italia dovrebbe farsi interprete di Paesi come Malta, Tunisia, Grecia e via cantando, non bullizzarli. Se questa prepotenza e questi toni erano davvero necessari, sarebbe stato necessario rivolgerli alla Francia per esempio. Prima responsabile di buona parte delle vicende umanitarie d’Africa. Dalle ex colonie alla Libia che vorrebbe ancora dominare, proprio per far danno a noi e senza neanche migliorare le vite degli africani, anzi. C’era un nuovo interlocutore in Spagna, tra l’altro. Che si è infatti rivelato più sensibile di chi lo ha preceduto.
Se questa è la diplomazia del nuovo Governo io non credo che otterremo grandi risultati. Questa prova di forza rischia di tramutarsi in un boomerang per i populisti. Polizia europea di frontiera? Ancor meno sovranità. Collaborazione più seria sullo smistamento degli immigrati? Meno margini di trattativa sui parametri economici.

A margine della vicenda geopolitica, mentre l’Aquarius è ancora in mare, lo sfacelo di un’Italia sempre su di giri, traboccante di invasati che se la prendono con i disgraziati, di razzisti e di bruti ma anche di insopportabili soloni che nulla sanno del mondo, arroccati nel privilegio e nel classismo di una presunta superiorità intellettuale. Non possiamo che cercare conforto nella nostra comunità atlantidea, ancora ricca di uomini e donne dotati di onestà intellettuale e spirito umanitario. Oggi è il caso davvero di ringraziare la compagna Francesca Rosa D’Ambra, una delle mie due vicesegretarie, che svolge un lavoro prezioso nelle operazioni di terra, in Calabria.»

Pubblichiamo anche la dichiarazione del segretario del PSI, Riccardo Nencini:

«Le Convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia prevedono obbligo di solidarietà in mare. Salvini se ne frega e immagina di risolvere il problema con i muscoli. Anche Spagna e Francia chiusero i loro porti. Si nascosero dietro la posizione geografica: i loro porti sono più lontani dei nostri dal luogo in cui i migranti si imbarcano. Resta il fatto che la solidarietà non si misura in chilometri. Stanichev (PSE) ha richiamato duramente il governo italiano. Bene. Meglio se l’avesse fatto anche con spagnoli e francesi».

Federazione Giovani Socialisti Italiani

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