sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Domodossola, limiti di orario alle slot
Pubblicato il 05-06-2018


Macchinette slot machinesDopo il Tar Piemonte anche il Consiglio di Stato dà il via libera al regolamento del Comune di Domodossola sui limiti orari per sale e apparecchi da gioco. La norma, approvata nel 2016, prevede che l’attività delle sale sia possibile solo dalle ore 10 alle 24, il funzionamento degli apparecchi è invece consentito dalle 14 alle 18 e dalle 20 alle 24. I giudici di Palazzo Spada, riporta Agipronews, nella sentenza che respinge l’appello della società Euro Slot, confermano che il regolamento comunale è stato correttamente elaborato sulla base della legge regionale del 2016 e su quanto deciso in Conferenza Unificata nel 2017, dopo l’entrata in vigore della norma: gli enti locali come Regioni e Comuni hanno la facoltà di stabilire fasce orarie per le diverse tipologie di gioco. «La limitazione oraria stabilita dal Comune di Domodossola è proporzionata perché comporta il minor sacrificio possibile per l’interesse dei privati gestori delle sale da gioco in relazione all’interesse pubblico perseguito», scrive il Collegio della Quinta sezione. La misura, peraltro, non è discriminatoria come sostenuto dalla società ricorrente, perché la norma comprende «tutti gli esercizi commerciali nei quali possono essere installati apparecchi da gioco», come bar e tabaccherie, e non si limita a “contenere” l’attività delle sale dedicate. La scelta del Comune è dunque proporzionata perché «capace di conseguire l’obiettivo: mediante la riduzione degli orari è ridotta l’offerta di gioco». L’argomentazione della società, secondo cui i soggetti affetti da ludopatia sarebbero indirizzati verso altre forme di gioco  più rischiose, per i giudici prova «che comunque è opportuno limitare già una delle possibili forme di gioco se altre ve ne sono a disposizione». Secondo il Consiglio di Stato, poi, la limitazione degli orari a Domodossola è proporzionata anche perché comporta «il minor sacrificio possibile per l’interesse dei privati gestori delle sale da gioco in relazione all’interesse pubblico perseguito: resta consentita l’apertura al pubblico dell’esercizio», mentre sono limitati «i tempi di funzionamento degli apparecchi prevalentemente nel periodo mattutino. La ragione è comprensibile: si inducono i soggetti maggiormente a rischio ad indirizzare l’inizio della giornata verso altri interessi, lavorativi, culturali, di attività fisica, distogliendo l’attenzione dal gioco». Inoltre, riporta Agipronews, la flessione delle giocate e la riduzione dei ricavi degli operatori, «non può essere ritenuta conseguenza diretta ed immediata della sola limitazione degli orari disposta dal Comune. Varie sono le circostanze idonee ad influire sul numero di giocate e, tra queste – è da sperare – anche la riduzione dei giocatori patologici che misure come quelle disposte dal Comune di Domodossola intendono conseguire». L’Amministrazione, infine, non era tenuta a coinvolgere le associazioni di settore nella stesura del regolamento: «Il Comune era libero di individuare i titolari degli interessi coinvolti dalle misure regolamentari da interpellare» e per i giudici la consultazione con le associazioni di commercio e artigianato è stata sufficiente.

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