giovedì, 16 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Giovani Socialisti e le delocalizzazioni
Lettera aperta al Ministro dell’Istruzione
Pubblicato il 21-06-2018


estratto libroAlla c.a. del Ministro della Istruzione dell’Università e della Ricerca
Viale Trastevere, 76/a
00153, Roma
LETTERA APERTA
Oggetto: formazione sulla delocalizzazione – Leonardo, le stanze delle tecnologia – Editore De Agostini II Libro: Cesare Benesetti e Corinna Romiti.

On. Ministro,
con la presente i Giovani Socialisti Italiani intendono porre una riflessione in relazione al tema di cui all’oggetto.
Premesso che il metodo di insegnamento scolastico rappresenta un elemento fondamentale per la formazione delle nuove generazioni, i tempi raccontano di giovani sempre meno laureati – soprattutto al sud – e di un allivellamento verso il basso della formazione tale da regalarci anche tra i professionisti “orrori” grammaticali e verbali seppur, restiamo comunque il Paese che esporta raffinate menti e metodi di insegnamento, come il celeberrimo metodo Montessori.
Proprio la professoressa Montessori nel suo decalogo aveva dedicato uno spazio significativo all’ “auto-costruzione, libertà e attività spontanea”.
Questo riferimento non è casuale e si pone a nostro modesto parere in contrasto con il libro di testo di cui all’oggetto.
La nostra preoccupazione è nata leggendo quanto segue in riferimento al fenomeno della delocalizzazione:
“La delocalizzazione è un bene anche per il Paese in cui la produzione viene trasferita perché in quell’area vengono creati nuovi posti di lavoro che, per quanto pogo pagati, sono sempre meglio della disoccupazione.”
Parliamo di un libro rivolto a bambini di scuola media che a questa età sono una spugna e apprendono a una velocità pazzesca.
Il rischio è quello di far passare inosservato dietro il concetto dell’ insegnamento-ragionamento quello che realmente c’è dietro il meccanismo della delocalizzazione.
Se di ragionamento trattasi bisognerebbe in maniera imparziale e oggettiva spiegare tutti i dettagli della delocalizzazione produttiva e non limitarsi ad aggettivare con un pressapochismo qualunque dicendo “La delocalizzazione è un bene” … accettando che un lavoro per “quanto poco pagato” è sempre meglio della disoccupazione.
Per un Paese come l’Italia che si fonda sul lavoro e sui diritti ai lavoratori è un affermazione inaccettabile. Il pericolo è quello di far metabolizzare ai ragazzi che sia meglio un lavoro di 20 ore al giorno, in nero, sotto pagato all’estero per giunta, rispetto alla disoccupazione.
Una casa editrice del genere non può e non deve fare affermazioni di questo genere, in totale spregio a quella cultura che promuove il lavoro e tutela i lavoratori.
Viviamo in un tempo in cui la disoccupazione giovanile raggiunge percentuali altissime, i ragazzi non studiano, emigrano in cerca di un lavoro oppure rimangano a fare lavori sottopagati costretti dalla necessità.
Ci meravigliamo poi delle tendopoli di Rosarno ? con quei poveri ragazzi pagati tre euro al giorno per raccogliere arance ?? poi magari facciamo anche la “legge sul caporalato”.
Il fenomeno della delocalizzazione non può essere aggettivato così semplicisticamente, stiamo parlando di un fenomeno politico-economico.
Si rischia di insegnare ai ragazzi che è meglio lavorare da schiavi che non lavorare, così come afferma la frase del libro.
Sarebbe stato più corretto parlare di un fenomeno che ha sì lati positivi, ma anche lati negativi così da rendere necessario un controllo e una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori tanto in riferimento alle aziende con sede nel nostro Paese che di quelle all’estero, purchè i lavoratori abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento. L’imprenditore va posto dunque nelle giuste condizioni per poter decidere di delocalizzare, ma ha il dovere giuridico e soprattutto sociale di tutelare il lavoro, la vita, la dignità di tutti i propri dipendenti, senza discriminazioni alcune. Sensibilità, razionalità, solidarietà e, soprattutto, mediazione al passo col progresso.
Concludiamo questa lettera con l’auspicio che questo Ministro voglia porre attenzione su questo aspetto che rischia di non essere solo un caso isolato.
Di una cosa siamo certi, ovvero che i ragazzi sono una risorsa e una speranza per il futuro e se formati nel modo corretto, alla fine, saremo noi grandi a doverli ringraziare di averci insegnato qualcosa.

Con osservanza.

Fgs Campania
Fgs Umbria
Fgs Calabria
Fgs Liguria
Fgs Bari
Fgs Modugno
Fgs Foggia
Fgs Frosinone

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Cari giovani, da Socialista “datato” sono orgoglioso di appartenere a un Partito dove anche voi ne fatte parte.
    Giusta la vostra analisi e sensata la richiesta di intervento da parte del Ministro per rimediare ad una distorta informativa contenuta in un testo scolastico destinato, appunto a ragazzi in fase di delicata formazione.
    Non vi chiedete come mai la nostra Società va verso la disfatta culturale oltre a quella economica?
    Se la Sinistra Riformista non avverte questo pericolo sarà la fine, saremmo costretti a rivivere tempi bui dettati da forme diverse da quelle del passato, ma con eguale effetto sulla vita dei cittadini.
    A voi giovani capaci di analisi e di proposte riparatrici, farvi avanti con coraggio nel Partito e nella Società per ribaltare la situazione.
    Non accettate supini il sopruso da chi non ha i titoli morali di governare la nostra Società in virtù di un consenso sottratto con l’inganno !
    Siate i promotori di un movimento propositivo e di riscossa per il primato di una Società Giusta per tutti, per tutti i Cittadini del Mondo.
    Buon lavoro giovani Compagni, un Caloroso Saluto !

Lascia un commento