domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Giuseppe Saragat, padre della Democrazia
Pubblicato il 11-06-2018


34744335_2067692313518944_5583232686211727360_nRicorrono trent’anni dalla scomparsa del presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, uno dei protagonisti dell’Italia antifascista e repubblicana, ma anche di quel socialismo sempre in fermento e in lite con se stesso. Oggi l’Associazione socialismo e della Rivista Mondoperaio ha voluto ricordarlo alla Sala Koch del Senato, ma come ha precisato Gennaro Acquaviva “questa non vuol essere una commemorazione, ma un ricordo  dell’opera politica di Saragat”.
Presenti l’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato.
Proprio Alberti Casellati, ha voluto ricordare quanto questo presidente sia riuscito ad essere “una figura al di sopra dei Partiti e come sia riuscito a trovare risposte alla fermentazione degli anni 60”.
Il Presidente del Partito socialista, Carlo Vizzini, ha fatto presente quanto Saragat sia stato “protagonista indiscusso della prosecuzione della libertà”, sicuramente “non affascinò le masse, ma restò sempre coerente con le sue idee e i suoi valori”. Tra questi restava quello della Carta Costituzionale, lui diceva sempre che “come un religioso nel dubbio va a cercare la soluzione nella Bibbia, così se a qualcuno sorge un dubbio politico deve consultare la Carta”.
Il Professor Luciano Pellicani ha fatto presente che Saragat fu “l’ideatore della scissione di Palazzo Barberini, ma lo fece per allontanare l’ispirazione marxista-leninista e quindi rivoluzionaria del Partito socialista, puntando lucidamente sul socialismo umanitario di Turati”.
Lo storico Giuseppe Mammarella ha rimesso in luce il lungo cammino che portò all’elezione a Capo dello Stato “l’uomo migliore, nel momento peggiore, così come titolò il New York Times”. Il più “anticomunista dei socialisti fu eletto grazie al Pci che puntava di uscire dall’isolamento (nella logico di Amendol) e con l’appoggio del Vaticano che preferiva che i voti dei comunisti andassero a un laico piuttosto che a un cattolico”. Infine Federico Fornaro ha raccontato le traversie dell’incontro tra Nenni e Saragat per cercare di unire un partito ormai lacerato.
“Fate che il volto di questa democrazia abbia un volto umano”, è quanto riprende dalla parole dello stesso Saragat, il presidente Mattarella. Il Capo dello Stato ha reso omaggio all’uomo che già nel 1936 durante l’esilio teorizzava l’impossibilità di “avere progressi economici senza progressi sociali”. “Un uomo temprato dall’antifascismo, dall’esilio, catturato dai nazisti e imprigionato a Via Tasso”. Un uomo per il quale “democrazia e progresso sociale sono inscindibili come lo sono dalla libertà”. E infine un uomo che già allora sosteneva che “se manca un valore universale” dietro gli schieramenti politici “la democrazia non è possibile” nel Parlamento.

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