sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Governo verso fiducia. Scintille tra Berlusconi e Salvini
Pubblicato il 04-06-2018


berlusconi-salvini-625x350Primo banco di prova per il Governo, dopo le Conferenze dei capigruppo di Senato e Camera di oggi pomeriggio, probabilmente si voterà la fiducia a Palazzo Madama domani, mentre a Montecitorio mercoledì.
Ma nel frattempo per Salvini resta il ‘nodo’ Berlusconi, il leader di Forza Italia, dopo aver sostenuto il suo alleato, adesso cambia idea e annuncia di votare contro il nuovo Esecutivo. Silvio Berlusconi in occasione della Festa della Repubblica ha detto: “Questo non è un governo scelto dagli italiani, fatto da programmi opposti all’insegna del populismo”. “Per questo – avverte il Cav – noi non possiamo che votare ‘no’ alla fiducia a questo governo”. In tal senso Berlusconi infatti dice: “Noi siamo per l’Europa, perché ha il grandissimo merito di averci garantito, dopo due guerre mondiali, settant’anni di pace e la libera circolazione delle persone, delle imprese e dei capitali”. Mi auguro che dai propositi si passi ai fatti. “Siamo in campo e per questo rivolgo a voi appello accorato – conclude Berlusconi – oggi l’alternativa che abbiamo davanti è o noi o loro”.
Tuttavia Salvini ha provato a ricucire i rapporti: “Ho sentito spesso Berlusconi. Penso e spero di portare in governo delle parti del programma del centrodestra che non siamo riusciti a realizzare perché non ci è stato permesso. Gli elettori di Forza Italia sappiano che farò di tutto per portare anche la loro voce al ministero dell’Intero e dentro il governo. Per quello che mi riguarda la coalizione c’era, c’è e ci sarà”.
Più conciliante l’ex Capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta che richiama il leader del Carroccio al suo dovere: “Salvini voleva andare dal notaio prima delle elezioni per garantirsi da un possibile inciucio con la sinistra di Berlusconi. Rispondo con un sorriso. Forse bisognava andare dal notaio non per Berlusconi, ma per Salvini perché l’inciucio lo ha fatto lui con i 5 stelle e ce lo aveva in testa fin dalla campagna elettorale”.
E puntualizza: “A Salvini voglio dire due cose. Come ministro degli Interni lo preferirei al Viminale dalla mattina alla sera e non in giro a far campagna elettorale. La sua posizione politica ha cambiato natura. Un ministro degli Interni deve fare quello e non il capo politico. È un problema di principio”. Infine Renato Brunetta conclude: “Anche io giro il Veneto per sostenere i candidati della Lega ma io sono un parlamentare e non il ministro degli Interni. Poi gli dico, torna a casa Matteo, ‘il centrodestra aspetta a te’, il governo coi grillini non porterà nulla di buono per il Paese. Se necessario fai un giro o due con i tuoi amici grillini e poi ti renderai conto che sono eversivi nei confronti della democrazia e dell’economia”.
La sfida tra ‘noi e loro’, anticipata da Berlusconi, ha assunto per certi versi quella tra forzisti e leghisti. L’ex ministra del Turismo nel IV Governo Berlusconi, Michela Vittoria Brambilla, risponde alle recenti affermazioni xenofobe del neo ministro Lorenzo Fontana. “Il ministro Fontana si deve occupare delle famiglie arcobaleno, è il ministro della Famiglia. Che cosa sia una famiglia non ce lo dicono le parole. La famiglia è lì dove c’è amore e si crescono i figli”. “Penso che non si possa fare il ministro senza avere davanti agli occhi il quadro complesso della società italiana”, dice Brambilla. “Ci sono diritti garantiti dalla legge – ha specificato – che vanno salvaguardati, senza riserve. Ecco perché Forza Italia, di ispirazione liberale, in Parlamento controllerà. Come sentinelle, vigileremo su tutti i diritti di tutte le famiglie”.

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