domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Una guida contro le molestie a lavoro
Pubblicato il 05-06-2018


raffaele guarinielloLe molestie sessuali come questione impellente nel mondo del lavoro affliggono tutte o quasi le società umane. Esse come fattispecie giuridica si configurano nel quadro della normativa prevista dal Codice penale (art. 609 bis e sgg.) contro la «violenza sessuale». La 107esima sessione della Conferenza Internazionale, in corso a Ginevra dal 28 maggio all’8 giugno, presenta all’ordine del giorno proprio la questione relativa «alle violenze e alle molestie contro le donne e gli uomini nel mondo del lavoro».
Il rapporto, presentato durante la Conferenza ginevrina, nasce dalla decisione che il Consiglio di amministrazione si propone nell’ottobre 2015 con la finalità di definire una normativa internazionale sulla «violenza e molestie sul lavoro». Esso assume un significato particolare per la raccolta dei dati condotta l’anno successivo in ottanta Paesi del mondo, dove sono analizzati gli aspetti più gravi di molestie e di violenze nel mondo del lavoro. Segue una parte centrale in cui viene esaminato il quadro giuridico e normativo di questi Paesi con riferimento alla legislazione del lavoro, i contratti collettivi e le attività di sensibilizzazione per contrastare la piaga della violenza delle molestie contro donne e uomini nel mondo del lavoro.
Il rapporto della Conferenza è ora arricchito dall’e-book Molestie e violenza anche di tipo sessuale nei luoghi di lavoro (Wolters Kluwer per Ipsoa, Milano 2018) di Raffaele Guariniello, l’ex magistrato ora in pensione ma sempre impegnato nella difesa dei diritti umani. Egli ha sempre rivolto una particolare attenzione al mondo del lavoro, come dimostra il suo impegno a favore dei consumatori e a tutela dell’ambiente, della libertà commerciale, delle malattie professionali, della sicurezza sul lavoro e contro la sopraffazione di genere.
Il titolo dell’e-book, enfatizzato con quel «anche», è significativo per sottolineare una grave questione, ben regolamentata dall’ordinamento italiano, ma poco nota alla diretta interessata e spesso dai suoi difensori. Proprio il Testo unico sulla Sicurezza sul lavoro, di cui Guariniello ha scritto un analitico commento edito l’anno scorso sempre dal medesimo editore, è una guida per coloro che si sentono minacciati e vilipesi in fabbrica oppure in ufficio. Nel Testo egli riporta una sentenza della Cassazione penale del 12 luglio 2012, secondo cui «lo strumento tradizionale di tutela accordato per assicurare protezione alle vittime di molestie sessuali sui luoghi di lavoro è costituito dall’art. 2087 c.c. predisposto a carico del datore di lavoro onde garantire l’obbligatoria sicurezza e protezione del lavoratore». Pertanto il datore di lavoro, venuto a conoscenza delle molestie sessuali, è considerato responsabile per la mancata adozione di misure idonee (sospensione, licenziamento, etc.) a salvaguardare l’integrità fisica e «la personalità morale dei dipendenti».
In quest’ottica Guariniello pone l’accento sulla prevenzione degli abusi e sull’obbligo agli imprenditori di una equa valutazione dei rischi e dell’osservanza delle norme in materia sanitaria sulla base della normativa nazionale ed europea. Egli sostiene infatti che le violenze e le molestie sessuali possono previste con il rispetto della normativa vigente, che in Italia è all’avanguardia per l’imposizione ai datori di lavoro di determinate regole e per la specificazione di obblighi preventivi: una nota è esemplare in questo senso, là dove afferma che «la tolleranza e il far finta di niente non sono contemplati». Da questo assunto normativo deriva l’obbligo per gli organi di vigilanza di garantirne il rispetto con l’intervento oculato del Ministero del Lavoro e delle Regioni chiamate a formare nuovi ispettori e a potenziare la loro professionalità.

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