giovedì, 21 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Nato-Italia. Dietro la facciata restano i nodi al pettine
Pubblicato il 14-06-2018


Visit by the NATO Secretary General to Italy

Un giro di orizzonte molto interessante, un incontro “eccellente”. Queste le parole del Segretario Generale della Nato dopo il faccia a faccia con il nuovo Premier italiano, Giuseppe Conte.

La visita di due giorni in Italia di Jens Stoltenberg, domenica e lunedì appena trascorsi, ha così registrato il primo contatto diretto tra Bruxelles ed i massimi esponenti del nuovo esecutivo M5S-Lega, che diverse preoccupazioni, specie per estemporanee sortite di alcuni dirigenti politici in campagna elettorale, aveva, non soltanto sotterraneamente, suscitato nel quartier generale di Bruxelles, come anche oltreoceano.

A Palazzo Chigi, nelle dichiarazioni alla stampa, si sono, invece, ascoltati molti, reciproci complimenti. Dal Segretario della Nato a Conte per l’alto incarico ricevuto, e per essere stato rassicurato sulla conferma da parte italiana del significativo ruolo di Roma nell’Alleanza Atlantica, con soprattutto la riaffermazione degli obblighi assunti.

Dal Presidente del Consiglio a Stoltenberg per l’attenzione ed il riconoscimento da parte Nato della professionalità dei nostri militari protagonisti nei diversi teatri e missioni, specie in Kosovo, così come per l’impegno di Roma, in via di puntualizzazione, ad adeguare il contributo finanziario all’organizzazione. Una sollecitazione, quest’ultima, peraltro giunta nuovamente ed in forma frizzante quanto ruvida, via Twitter e non solo, dopo il burrascoso G-7 canadese, a tutti i 28 alleati dal Presidente statunitense, Donald Trump.

Nelle dichiarazioni alla stampa, però, emergeva naturalmente una serie di sottotesti, ben oltre la riaffermazione di una efficace difesa alleata rispetto alle minacce globali del terrorismo internazionale e l’auspicio concorde che l’’hub’ regionale Nato per il Fronte Sud, il JFC di Napoli, possa essere pienamente operativo prima del prossimo vertice dell’Alleanza, fissato l’11-12 luglio nella nuova sede brussellese.

In effetti, le questioni reali da affrontare tra le due parti, verificando il grado di comprensione ed eventuali dissensi, erano sostanzialmente tre: la questione di un eventuale disimpegno italiano dall’Afghanistan, così come adombrato in vari momenti pre-elettorali da alcuni militanti grillini di alto rango (una poco chiara “revisione” di ‘Resolute Support’, ma anche della nostra presenza in Iraq).

In secondo luogo, la ripetuta richiesta di Lega e Cinque stelle di una riduzione, più o meno selettiva fino al superamento, delle sanzioni imposte alla Federazione Russa – esplicitata in modo soft nelle dichiarazioni programmatiche in Parlamento del Premier Conte, ma ben più nettamente nel ‘Contratto di governo’ tra i due partner governativi.

Ancora, la esigenza di porre la massima attenzione al bacino del Mediterraneo, con l’auspicio pressante – a quanto si registra – del nuovo governo giallo-verde di una piena assunzione di responsabilità ed un più alto grado di cooperazione tra Nato ed Unione europea, in direzione della lotta al traffico di esseri umani e, dunque, di solidarietà e supporto alle difficoltà di Roma nel dissuadere al massimo l’attività migratoria, specie nei mesi estivi, dal Nord Africa verso le coste italiane.

Stoltenberg ha mostrato apertura e disponibilità sui temi proposti, ma riguardo i rapporti Nato-Mosca, deterioratisi grandemente a partire dalla vicenda dello status della Crimea del 2014, ha puntualizzato di voler sempre operare in direzione dell’approccio stabilito a suo tempo. Quindi, dosando opportunamente la doppia chiave comune per riaprire ed intensificare il dialogo con il Cremlino, ricordata ed apprezzata anche dal Presidente del Consiglio italiano: rigore e “fermezza” nella difesa dei principii essenziali degli standard democratici non rispettati – secondo gli alleati occidentali – da Mosca, e contemporanea apertura di tutti i canali di comunicazione e dialogo per migliorare le relazioni bilaterali (e segnatamente quelle commerciali – e della “società civile” per Conte – a cui i due alleati del governo di Roma tengono molto) e multilaterali dei 29 con la Russia.

Il Segretario Generale della Nato, nel suo giro di colloqui nella Penisola, si era incontrato con il nuovo titolare degli Esteri, il tecnico ben conosciuto a livello internazionale e già agli Affari Europei con il governo Monti, Enzo Moavero Milanesi, e dopo il vertice con Conte, a Via XX Settembre, con la neo Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta ed il Capo di Stato Maggiore, Generale Claudio Graziano, ed i vertici militari, peraltro già visti in ‘prima assoluta’ alla Ministeriale dell’Alleanza dello scorso venerdì 8, in Belgio. Per comprendere quali tra le issues particolarmente care al nuovo esecutivo di Roma avranno un concreto seguito, al momento, bisognerà soltanto attendere la riunione di luglio dei Capi di Stato e di Governo della Nato.

Roberto Pagano

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