sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps, come funziona la pensione di cittadinanza
Pubblicato il 04-06-2018


Inps

COME COMUNICARE LA MALATTIA

L’Inps è un ente pubblico che si occupa dei lavoratori dipendenti/autonomi e dei pensionati. Relativamente agli occupati del settore pubblico/privato, chi si ammala è obbligato a comunicare l’insorgenza dell’evento all’Inps. Ai lavoratori, infatti, inidonei temporaneamente a svolgere l’attività lavorativa a causa di una malattia (come l’influenza o la frattura di un arto) viene riconosciuta un’indennità economica dall’Inps. Nella fattispecie l’Istituto si fa carico di una parte della retribuzione che spetta al lavoratore dipendente nel corso della sua assenza dal posto di lavoro. L’importo ed il periodo temporale coperto da questa assistenza economica varia in funzione di alcuni parametri. Innanzitutto viene considerato il settore lavorativo di appartenenza (agricoltura, industria e terziario o lavoratori marittimi). Ma rileva pure la tipologia di accordo contrattuale (tempo determinato o indeterminato). E si tiene conto anche di ulteriori specifiche posizioni professionali (apprendisti, disoccupati, lavoratori sospesi o autonomi iscritti alla gestione separata). Le predette categorie di lavoratori vengono comunque accomunate dall’iter procedurale seguito per notificare l’assenza dal posto di lavoro. Vediamo brevemente come bisogna comunicare la malattia all’Inps.

Occorrente: Certificato medico; Dati anagrafici; Indirizzo di domicilio; Pec o fax o raccomandata a/r (eventuale); Certificato di ricovero e dimissioni (eventuale).

L’azione di partenza che il lavoratore ammalato deve compiere è quella di recarsi a visita dal proprio medico di famiglia, per richiedere il rilascio del certificato di malattia. Il compito di inoltrare all’Inps tale referto in modalità telematica compete direttamente al professionista. Durante questa fase iniziale, il lavoratore deve prestare molta attenzione nel comunicare al proprio medico ogni suo dato anagrafico corretto e l’indirizzo preciso del domicilio presso cui è degente. Quest’ultima informazione servirà per controllare l’effettiva indisposizione del lavoratore attraverso un’eventuale visita fiscale. Che potrà essere disposta in determinate fasce orarie ed ha l’obiettivo di verificare la reale incapacità lavorativa temporanea dell’ammalato. Se durante il periodo di malattia si rende necessario il cambiamento dell’indirizzo per la reperibilità, il lavoratore è espressamente tenuto a comunicare all’Inps di appartenenza l’avvenuta modifica tramite Pec, fax o raccomandata con ricevuta di ritorno (a/r).

Dopo aver inviato la comunicazione online della malattia all’Inps, il lavoratore infermo non avrà più l’obbligo di far giungere il referto sanitario al proprio datore di lavoro. Quest’ultimo ha difatti la possibilità di visionare tale attestazione legale ricorrendo agli appositi servizi informatici resi specificamente disponibili dall’Inps.

Nell’ipotesi in cui il medico di famiglia si trova nell’impossibilità di eseguire la trasmissione obbligatoria della comunicazione telematica attestante la temporanea incapacità lavorativa, l’ammalato dovrà far pervenire il referto di malattia all’Inps ed il relativo attestato al datore di lavoro entro 48 ore dal rilascio.

Nel caso, invece, si tratti di un ricovero in ospedale o di un accesso al pronto soccorso, l’attestazione sanitaria di ricovero e dimissione rilasciata dalla struttura ospedaliera purtroppo difficilmente viene inoltrata telematicamente. Di conseguenza tali eventi si dovranno comunicare in modo cartaceo, anche se trascorsi oltre 2 giorni dal rilascio. Ad ogni modo la comunicazione andrà effettuata prima del termine di prescrizione della prestazione sanitaria.

Sempre con riferimento ai certificati di malattia riguardanti la giornata passata in ospedale o al pronto soccorso, giova fare una importante precisazione. Vengono considerati efficaci dall’Inps soltanto le attestazioni contenenti precipue tipologie di elementi. Quelli in particolare attinenti alle informazioni anagrafiche relative al lavoratore ammalato, alla data di rilascio, alla firma leggibile dello specialista e alla diagnosi medica comportante la temporanea incapacità lavorativa.

Se la malattia insorge in un Paese straniero, occorre distinguere tra due procedure alternative. Qualora ci si trovasse in uno Stato appartenente all’Unione Europea, bisogna applicare le medesime leggi esistenti nel Paese di residenza del lavoratore ammalato. Se l’evento si manifesta all’interno di un Paese extracomunitario che non ha stipulato con l’Italia degli accordi ad hoc in materia, la competenza è dell’Ambasciata italiana. Tale rappresentanza diplomatica dovrà pertanto farsi carico delle azioni necessarie per legalizzare il certificato di malattia.

In conclusione, si consiglia quindi, di non dimenticare mai: di prestare molta attenzione all’esattezza delle informazioni e dei dati inseriti nel certificato medico; e di comunicare l’eventuale modifica relativa all’indirizzo di domicilio con un congruo anticipo.

Pensione di cittadinanza

COME FUNZIONA

Nel contratto del ‘Governo del cambiamento’, sottoscritto da Movimento 5 Stelle e Lega, c’è la pensione di cittadinanza, lo strumento con il quale si farà in modo che nessun pensionato si trovi a vivere in condizioni di povertà. L’importo di riferimento per questa interessante misura è di 780 euro. Ciò significa che qualora il pensionato si trovi al di sotto della soglia di povertà avrà diritto a un’integrazione della pensione fino al raggiungimento del suddetto importo. Quindi chi ha problemi economici e ad esempio percepisce un assegno di soli 400 euro, che non gli permette di vivere una vita dignitosa, beneficerà di un incremento di 380 euro, così da arrivare ai 780 euro suddetti. L’importo di riferimento dovrebbe subire un incremento a seconda del numero di familiari a carico ad esempio per la coppia si sale a 1.170 euro. Questo aspetto però non è stato approfondito dal testo del contratto di Governo, quindi per saperne di più dovremo attendere la sua attuazione.

Naturalmente la pensione di cittadinanza non sarà riconosciuta a tutti coloro che percepiscono una pensione inferiore all’importo minimo prestabilito, ma solo a chi ha un reddito e un patrimonio insufficiente per vivere una vita dignitosa e di conseguenza si trova in una condizione di povertà. Uno strumento senza dubbio ambizioso come tra l’altro lo è l’introduzione del reddito di cittadinanza ma allo stesso tempo oneroso. Per quanto riguarda il reddito e la pensione di cittadinanza una buona parte del finanziamento dovrebbe arrivare dall’Europa. Come si legge nel contratto di governo, infatti, M5S e Lega contano di avviare un dialogo nelle sedi comunitarie per chiedere l’applicazione del provvedimento A8-0292/2017 con cui il Parlamento europeo garantisce l’utilizzo del 20% del Fondo Sociale Europeo per l’istituzione del reddito di cittadinanza (che comprende anche la pensione) anche in Italia, unico Paese dell’UE insieme alla Grecia a non aver ancora adottato uno strumento simile per il contrasto alla povertà.

Inail

MALATTIA PROFESSIONALE

Per malattia professionale s’intende quella patologia strettamente connessa al tipo di lavoro e all’influenza negativa che esercita sulla propria vita in termini salutari. A differenza dell’infortunio che ha effetto immediato sul lavoratore, la malattia professionale si manifesta con il passare del tempo, e agisce sull’organismo in modo lento e progressivo.

Si parla di malattia professionale quando si è esposti ad agenti pericolosi o tossici che a lungo andare possono compromettere la salute sica dell’individuo.

Si pensi ad esempio all’operaio edile che lavora in magazzini dove vi è un continuo rumore assordante derivato dalle macchine utilizzate. Col passare del tempo, l’esposizione a questi rumori continui, potrebbe far emergere problemi di sordità, strettamente connessi al contatto prolungato con l’ambiente lavorativo. Ecco che si parla di Ipoacusia, malattia che comporta un indebolimento acustico graduale con reali conseguenze per tutto l’apparato uditivo.

Da cosa può essere provocata una malattia professionale

– Rischio ambientale: come inalare sostanze tossiche in modo continuo, oppure essere esposti a rumori meccanici o essere esposti a radiazioni

– Atti ripetuti: frequenti movimenti che caratterizzano la lavorazione e provocano a lungo termine dolori muscolo/scheletrici che comportano limitazioni a livello articolare.

Chi può richiedere la malattia professionale

I lavoratori più colpiti dalle conseguenze salutari derivanti l’ambiente

lavorativo, sono quelli facente parte del settore agricolo e industriale. Ad essi, dopo aver accertato la malattia professionale, spetta un’indennità riconosciuta dall’Inps attraverso riabilitazioni di carattere economico, sanitario e riabilitativo.

La tutela dell’Inail è prevista sia per i lavoratori pubblici che privati ed è estesa sia per le categorie autonome come gli artigiani o gli agricoltori diretti.

Cosa si deve fare per denunciare la malattia professionale

1. Avvertire il medico curante, che dopo un’analisi approfondita del disagio salutare e delle cause derivate, emette un certificato di malattia professionale che dovrà essere portato al proprio datore di lavoro entro 15 giorni dall’emissione del referto.

2. Consultare le tabelle formulate dall’Inps dove sono indicate le malattie professionali riconosciute e controllare tutti i dettagli presenti, come nome della malattia, derivazione, indennizzo. Le tabelle prefigurate si dividono per i due settori, industriale e agricolo e sono presenti all”indirizzo ufficiale dell’Inail.

3. Dopo aver consegnato il certificato al datore di lavoro, quest’ultimo ha tempo 5 giorni per inoltrarlo all’Inail in modalità telematica, attraverso una apposita procedura attiva sul sito Inail che offre il modo di descrivere minuziosamente la situazione lavorativa, come il luogo di lavoro, le possibili esposizioni, l’orario di durata delle mansioni…ecc..

4. L’Inail, a seguito dell’invio della documentazione completa da parte del datore di lavoro, invita il lavoratore a presentarsi presso una delle proprie sedi per effettuare una visita medica di controllo. Se impossibilitati ad eseguire questi step, è possibile scaricare il modulo direttamente dalla pagina web dell’Inail per avviare l’iter di certificazione della malattia.

Carlo Pareto

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