martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Istat, oltre cinque milioni di italiani in povertà assoluta
Pubblicato il 26-06-2018


povertàDall’indagine sulla povertà in Italia elaborata dall’Istat è emerso un nuovo record negativo: oltre cinque milioni di italiani vivono in povertà assoluta. L’anno scorso sono stati stimati in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti (il 6,9% del totale) rispetto a 1 milione e 619mila famiglie del 2016 (il 6,3% del totale).

Questo dato corrisponde a 5 milioni e 58 mila persone in povertà assoluta (l’8,4% del totale) rispetto a 4 milioni e 742mila persone del 2016 (il 7,9% del totale). In sostanza dall’anno scorso c’è stato un aumento di circa 300.000 persone residenti in Italia finite in povertà assoluta rispetto al 2016.

L’Istat ha commentato: “Si tratta di un trend iniziato con la crisi ma l’elemento preoccupante è la ripresa della crescita della povertà dopo la pausa del 2014”. Il dato del 2017 dimostra come rispetto al 2016 la povertà assoluta sia cresciuta in termini sia di famiglie sia di individui. In crescita anche la povertà relativa. Nel 2017 ha riguardato 3 milioni 171mila famiglie residenti (12,3%, contro 10,6% nel 2016), e 9 milioni 368mila individui (15,6% contro 14,0% dell’anno precedente).

L’incidenza di povertà assoluta è aumentata di due decimi di punto rispetto al 2016 sia per le famiglie sia per gli individui è dovuta all’inflazione registrata nel 2017. Lo ha sostenuto l’Istat  nel rapporto sulla povertà in Italia, presentato oggi. Entrambi i valori sono i più alti della serie storica, che prende avvio dal 2005.

Nel 2017  l’incidenza della povertà assoluta fra i minori è rimasta elevata risultando pari al 12,1%  (1 milione 208mila, era il 12,5% nel 2016); quindi, si è attestata al 10,5% tra le famiglie dove è presente almeno un figlio minore, rimanendo molto diffusa tra quelle con tre o più figli minori (20,9%). L’incidenza della povertà assoluta è  aumentata prevalentemente nel Mezzogiorno  sia per le famiglie (da 8,5% del 2016 al 10,3%) sia per gli individui (da 9,8% a 11,4%), soprattutto per il peggioramento registrato nei comuni Centro di area metropolitana (da 5,8% a 10,1%) e nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (da 7,8% del 2016 a 9,8%). La povertà è aumentata anche nei centri e nelle periferie delle aree metropolitane del Nord.

L’incidenza della povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento. Il valore minimo, pari a 4,6%, si registra infatti tra le famiglie con persona di riferimento ultra sessantaquattrenne, quello massimo tra le famiglie con persona di riferimento sotto i 35 anni (9,6%). A testimonianza del ruolo centrale del lavoro e della posizione professionale, la povertà assoluta diminuisce tra gli occupati (sia dipendenti sia indipendenti) e aumenta tra i non occupati; nelle famiglie con persona di riferimento operaio, l’incidenza della povertà assoluta (11,8%) è più che doppia rispetto a quella delle famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (4,2%). Cresce rispetto al 2016 l’incidenza della povertà assoluta per le famiglie con persona di riferimento che ha conseguito al massimo la licenza elementare: dall’8,2% del 2016 si porta al 10,7%. Le famiglie con persona di riferimento almeno diplomata, mostrano valori dell’incidenza molto più contenuti, pari al 3,6%.

L’incidenza della povertà assoluta, spiega l’Istat, è calcolata sulla base di una soglia corrispondente alla spesa mensile minima necessaria per acquisire un paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una famiglia con determinate caratteristiche, è considerato essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile. Sono classificate come assolutamente povere le famiglie con una spesa mensile pari o inferiore al valore della soglia (che si differenzia per dimensione e composizione per età della famiglia, per ripartizione geografica e per tipo di comune di residenza). Gli indicatori vengono inoltre forniti a livello di famiglie e caratteristiche della persona di riferimento all’interno della famiglia, e a livello di individui, classificati come poveri se appartenenti a famiglie povere.

Nonostante la crescita economica, incredibilmente crescono anche i poveri per effetto di una pessima distribuzione della ricchezza e per la robotizzazione dei processi produttivi. Per risolvere il triste fenomeno sociale, il nuovo governo, finora vorrebbe avanzare nuove proposte assistenziali per i più poveri ma non è ancora chiaro dove troverà i mezzi finanziari.

Salvatore Rondello

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