lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La fiducia tradita
Pubblicato il 21-06-2018


Che Roma fosse una realtà tremendamente complessa da governare lo abbiamo sempre saputo. Che avesse bisogno di un deciso  cambio di passo per modernizzare ed offrire un nuovo decoro alla sia Amministrazione lo abbiamo sostenuto fino a farne l’asse portante della nostra ultima campagna elettorale. Senza, purtroppo, essere riusciti dar forza e capacità di persuasione al nostro messaggio. E questo è storia.

Ma chi – sull’ondata di un ribellismo montante e di martellanti slogan tendenti a “far piazza pulita” – le elezioni le ha vinto, oggi  – a oltre  due anni di distanza  – ce lo vuole presentare un minimo di bilancio di metà mandato? Certo che no – Ed è, almeno umanamente, comprensibile. A nessuno piacerebbe raccontare la cronaca di un clamoroso fallimento. Fallimento su tutta la linea. E poi: chi ci dovrebbe narrare le magnifiche sorti e progressive dell’Amministrazione dei 5  Stelle?  La Sindaca Raggi no, poverina: lei non sa, non c’era, e se c’era dormiva…Lei non guida la Giunta, lei “ è parte lesa”!

Si potrebbe dire che o è una bugiarda che mente per la gola, o è consapevole di essere così impreparata e così inadatta al ruolo da accettare supinamente di essere “surrogata” ad ogni piè sospinto.

In entrambi i casi un disastro. Qui non si tratta  di speculare su clamorosi fatti di cronaca giudiziaria. Su questo siamo e restiamo garantisti. Chi ha violato la legge pagherà: quando lo dicono Di Maio e Salvini scoprono solo l’acqua calda perché è ovvio che sia così. No. Qui si tratta di una valutazione tutta politica, che interroga severamente chi ha chiesto ai cittadini romani un mandato per essere ben governati, per il cambiamento (finora solo in peggio), per l’onestà, per restituire la dignità alla Capitale d’Italia.

Per onestà – almeno intellettuale – e per decoro – almeno morale – Movimento 5 Stelle e Sindaca Raggi chiedete scusa, togliete il disturbo e restituite la sovranità al corpo elettorale, così platealmente ingannato e tradito.

Giovanna Miele

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