sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Francia. Telefoni cellulari vietati per legge alle scuole elementari e medie
Pubblicato il 08-06-2018


cellulare a scuola

Telefoni cellulari vietati per legge in Francia alle scuole elementari e medie. La norma sarà operativa dall’inizio del prossimo anno scolastico dopo l’approvazione, all’Assemblea nazionale, di una proposta presentata dalla maggioranza di governo, La Republique en marche. L’esecutivo commenta: “E’ un segnale lanciato alla società”.

A favore del testo, oltre a Lrem, hanno votato i centristi del Movimento democratico e l’Unione dei democratici e degli indipendenti, mentre tutti gli altri gruppi parlamentari hanno denunciato l’iniziativa definendola una proposta “inutile”, un “imbroglio”, un'”operazione pubblicitaria”.

La nuova legge prevede il divieto di telefoni cellulari “tranne che per usi pedagogici” e tranne nei luoghi in cui “il regolamento interno lo autorizzi espressamente”. Bfmtv fa sapere che il cosiddetto “codice dell’istruzione”, che raccoglie tutte le leggi francesi del settore, dalla legge del 12 luglio del 2010 vieta già l’uso dei cellulari “durante ogni attività di insegnamento e nei luoghi previsti dal regolamento interno”; ma, rispondendo alle critiche dell’opposizione, il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer ha difeso la necessità di “una base giuridica molto più solida”.

La questione Il tema degli smartphone in classe molto discusso anche negli altri Paesi, le opinioni sono divergenti. C’è chi sostiene che questi dispositivi, se usati sotto la supervisione degli insegnanti, possano aiutare i ragazzi nell’apprendimento. Dall’altro lato invece c’è chi li considera una vera e propria distrazione, quindi dovrebbero essere banditi dagli istituti scolastici. Qualcuno ha evocato un problema di “salute pubblica”: i bambini devono “staccare” dagli schermi almeno per qualche ora.

Nel nostro Paese sembra aver intrapreso una strada contraria alle intenzioni di Emmanuel Macron. Fino a poco tempo fa infatti una circolare del 2007 dell’allora ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni, vietava l’utilizzo dei telefonini in classe. “Dovere specifico di ciascuno studente non utilizzare il telefono cellulare in classe e altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche” dichiarò il ministro all’uscita della circolare. In caso di violazione erano state previste delle “sanzioni disciplinari appositamente individuate per ciascun istituto scolastico”.

Regole ferree spazzate dal governo Gentiloni: l’ex ministra dell’istruzione Valeria Fedeli ha rimosso – non senza polemiche – il divieto e sdoganato l’uso del cellulare in classe. L’uso “responsabile dei dispositivi digitali (oltre ai cellulari sono compresi anche i tablet) è autorizzato solo a scopo didattivo, non per chiamate o messaggi”. Come ha ribadito più volte la ministra Fedeli “resta proibito l’uso personale dei dispositivi in classe se non condiviso con i docenti a fini didattici”.

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