sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Le due italie, l’enorme gap tra Nord e Sud
Pubblicato il 04-06-2018


Italia-Sud

Nel 2016 il  reddito medio degli italiani   è stato di  20.940  euro ma la fotografia del Paese mostra un gap enorme tra nord e sud. Lo dicono i dati del Mef contenuti nel dossier ‘Statistiche sulle dichiarazioni fiscali, analisi dei dati Irpef – anno d’imposta 2016’, dove sono riportati i dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017. Nel  nord-ovest   il reddito medio è di  23.860 euro, mentre al  sud  si ferma a 16.550 euro, con una differenza di ben 7.310 euro. In pratica i redditi nell’area settentrionale sono del 44,2% in più  rispetto a quelli del meridione. Nel mezzo c’è il resto dell’Italia, con il nord est che arriva a 22.420 euro, il  centro  si ferma a  21.780 euro.  Le isole superano di poco il minimo delle regioni del sud, fermandosi a quota 16.660 euro. Rispetto alla media nazionale gli abitanti delle regioni meridionali dichiarano un reddito del 21% inferiore, seguiti dagli isolani (-20,4%); mentre per i residenti del nord-ovest si registra un gettito del 13,9% superiore, seguiti dai vicini del nord est (+7,1%). Ad avvicinarsi di più al dato medio sono i contribuenti del centro Italia, con un +4%.

Al primo posto, tra le regioni, si classifica la  Lombardia  con 24.750 euro, seguita dalla provincia di Bolzano 23.450 euro; mentre la Calabria ha il reddito medio più basso con 14.950 euro. Tra i primi e gli ultimi c’è una differenza di ben 9.800 euro, che porta i lombardi ad avere un reddito del 65,5% superiore rispetto ai calabresi.

Tornando ai dati divisi per macro aree, l’incremento maggiore di redditi in termini assoluti è quello registrato dagli abitanti del nord est che, rispetto all’anno precedente, hanno visto crescere le entrate di 360 euro. Al secondo posto il centro, dove i lavoratori nel 2016 hanno percepito 257 euro in più rispetto al 2015. Segue la zona più ricca della penisola, con un aumento di 225 euro; mentre agli ultimi posti si posizionano le isole, con un incremento di 175 euro, e il sud con 167 euro. Il confronto tra i due anni mostra che il gap tra i più ricchi ed i più poveri è ulteriormente aumentato, passando da 7.252 euro a 7.310 euro (+0,8).

Se il nuovo Governo introdurrà la flat tax, il divario tra Cetro-Nord e Sud crescerà ulteriormente. Il meridione con la ‘flat tax’ pagherà più tasse, mentre il Centro ed il Nord pagheranno meno tasse. Si porrà, dunque, un problema di giustizia fiscale, ma anche di conflittualità con il dettato costituzionale che prevede la progressività delle imposte applicate con modalità direttamente proporzionali alla capacità contributiva dei contribuenti.

Salvatore Rondello

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