domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lifeline, Odissea verso la fine
Pubblicato il 27-06-2018


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La Lifeline attraccherà a Malta. Dopo lunga attesa lo ha annunciato il premier maltese Joseph Muscat. Anche l’Olanda ha appena confermato che darà assistenza, fa sapere sempre Muscat: sono così otto i Paesi che collaboreranno per assistere i 234 migranti a bordo, fatto che rende l’accordo raggiunto “un caso unico” per una nave “in cui il capitano ha disobbedito agli ordini”. Il premier maltese aveva infatti posto come condizione la disponibilità da parte di dei paesei europei con concedere aiuto nell’accogliere i migrati a bordo della Ong.

Questi saranno ricollocati, dopo le cure, in otto Paesi dell’Ue che hanno dato l’assenso. Sono, oltre alla stessa Malta, Francia, Italia, Irlanda, Portogallo, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Mentre, ha aggiunto Muscat, “Altri Stati membri si sono rifiutati di accogliere i migranti”. Anche il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer sarebbe favorevole all’accoglienza dei profughi della Lifeline, ma ad una serie di condizioni, prima fra tutte che la nave non venga più usata successivamente.

Il premier maltese ha ringraziato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, per aver proposto di ridistribuire i naufraghi. La Lifeline invece, ha spiegato, “sarà sequestrata per l’avvio di un’indagine: il capitano dell’imbarcazione ha ignorato le leggi internazionali, non si è trattato di uno scontro tra due Stati membri”.

A puntare il dito contro il ministro dell’Interno tedesco è Axel Steier, co-fondatore di Mission Lifeline, in una nota apparsa sul sito della della Ong che sottolinea come, ancora dopo sei giorni, gli Stati europei non siano giunti a una soluzione umanitaria. “Se la situazione sulla nave si aggraverà nelle prossime ore a causa della stanchezza e della debolezza delle persone soccorse e del generale peggioramento delle condizioni meteorologiche, sarà assoluta responsabilità del ministro Seehofer trarne le conseguenze. Si comporta come una versione tedesca del suo collega italiano Salvini e rende il governo tedesco complice della mancata assistenza a persone in pericolo”.

“Con più di 200 persone a bordo – si legge nell’appello della Ong -, oggi è il sesto giorno in cui Lifeline è bloccata in mare, con il peggioramento delle condizioni meteorologiche e una situazione di salute sempre più labile delle persone soccorse. Stando ai resoconti dei media, era vicina una soluzione allo stallo, con diversi Stati dell’Ue che hanno negoziato con Malta per aprire i porti e distribuire le persone nei diversi Paesi. Diversi paesi e comuni si sono offerti di accogliere persone, e in Germania, dopo Berlino, Schleswig Holstein ha proposto di accogliere anche le persone soccorse dall’equipaggio di Lifeline. Ma il ministro degli interni tedesco Horst Seehofer – si legge ancora – sta bloccando qualsiasi soluzione, combattendo il gioco di potere interno al suo partito sulla vita e sulla sicurezza delle persone”.

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