giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Macerata, in azione i furbetti del terremoto
Pubblicato il 18-06-2018


terremoto

I furbetti del terremoto. Pur non vivendo abitualmente nei comuni del cratere sismico, avevano chiesto e spesso ottenuto il contributo di autonoma sistemazione. In tutto ammontano a oltre mezzo milione di euro i fondi percepiti indebitamente. Di ciò dovranno rispondere le 120 persone denunciate dalla Guardia di Finanza di Camerino (Macerata) che ha già provveduto a sequestrare 120mila euro. Sono questi i numeri dell’operazione ‘Anubi’, messa in piedi dalle Fiamme Gialle nel periodo in cui sono cominciate le erogazioni del cosiddetto Cas. Si tratta di una misura pensata per aiutare i cittadini la cui abitazione si trova in un’area in cui è vietato l’accesso (zona rossa); oppure è stata distrutta in tutto o in parte; o è stata sgomberata dopo le forti scosse di terremoto che hanno colpito l’Italia centrale nei mesi scorsi. Gente, insomma, che è stata costretta a trovarsi un nuovo alloggio.

Nel cratere sismico alcuni comuni sono mete turistiche sia estive sia invernali, nei quali non sono rare le seconde case, abitate solo per pochi periodi dell’anno da cittadini che normalmente vivono altrove. Ed è proprio questo il punto: a costoro il contributo di autonoma sistemazione non spetterebbe. In questo senso, gli accertamenti svolti prima su iniziativa e poi sotto il coordinamento del procuratore Giovanni Giorgio hanno fatto emergere diverse irregolarità. Le autodichiarazioni sono state messe a confronto con gli esiti delle indagini di polizia giudiziaria. Risultato: 120 persone sono state denunciate per aver illecitamente percepito oltre mezzo milione di euro di contributi. Tra queste, alcune vivevano e lavoravano in altre località già prima del 2016; altri avevano persino affittato l’alloggio a studenti universitari o lavoratori; altri ancora, per ottenere un contributo più alto, avevano dichiarato nella domanda la presenza di parenti che in realtà abitavano da tempo altrove, qualcuno persino all’estero.

Indagini che hanno fatto emergere una moltitudine di soggetti, che avevano dichiarato falsamente di essere in possesso dei requisiti normativamente previsti, ovvero di essere stati costretti a trovare una nuova sistemazione alloggiativa, in quanto la propria abitazione era risultata inagibile a causa del sisma. In realtà, si è appurato che già da prima degli eventi sismici del 2016 alcuni vivevano e lavoravano in altre località, perfino fuori dalle Marche, altri avevano addirittura concesso l’abitazione in locazione a studenti universitari o lavoratori, altri ancora, per far lievitare il contributo, avevano inserito nella domanda la presenza di parenti che in realtà vivevano stabilmente già da diversi anni altrove (in alcuni casi all’estero) per motivi di lavoro o studio. E poi c’era anche chi ha continuato a vivere stabilmente presso la propria abitazione, pur dichiarando di alloggiare altrove.

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