sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

PERICOLO RAZZISMO
Pubblicato il 19-06-2018


salvini rom

La nave governativa rischia di infrangersi sullo scoglio più grande: il razzismo. Come previsto, la politica migratoria del ministro Salvini sconquassa l’Europa e mette in imbarazzo i 5 Stelle. Prima il cambio di rotta di Aquarius e la polemica con la Tunisia che “importa galeotti”, ora il censimento della popolazione Rom. Il leader leghista, che vola nei sondaggi, è il vero padrone del Governo. E la linea sovranista sembra pagare.

Malgrado le proteste giunte da ogni dove, ieri Salvini ha provato ad ammorbidire la sua posizione (senza riuscirci) sugli “zingari”. L’omologo grillino, davanti a telecamere e taccuini ha tentato di gettare acqua sul fuoco: “Mi fa piacere che Salvini abbia smentito ogni ipotesi di schedatura o censimento perché se una cosa non è costituzionale non si può fare”. Il problema è che oggi Salvini ha rincarato la dose: “Censimento dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto!”. E via col solito slogan: “Prima gli italiani e la loro sicurezza”. Di Maio costretto in un angolo.

Una cosa è certa. A tanti italiani sembrano piacere le posizioni assunte da Salvini. E mentre il presidente del Consiglio tace, sulla questione è intervenuta prepotentemente la vicenda drammatica di Caserta: tre giovani in auto che al grido “Salvini, Salvini” hanno sparato colpi di pistola ad aria compressa contro un gruppo di immigrati. Un gesto infame che potrebbe portare a casi di emulazione. In questo clima è lecito domandarsi pure cosa succederà alle 519 persone (e un cadavere) che sbarcheranno a Pozzallo. Tutti migranti salvati da varie imbarcazioni in navigazione nel Mediterraneo. Difficilmente il ministro dell’Interno potrà “dirottare” anche quest’imbarcazione. Lo sbarco è in programma per domattina al massimo. Fino all’ultimo, però, ci si può aspettare di tutto.

Per la crisi migratoria i prossimi giorni saranno decisivi. A fine mese andrà in scena il vertice Ue nel quale i grandi leader continentali getteranno le basi sul programma da tenere. Secondo il commissario europeo Moscovici “l’accusa di inazione, di lassismo dell’Europa, è un’accusa completamente di parte” ha detto rivolgendosi a Salvini. Il politico francese ha affermato che “siamo in un momento in cui questa crisi si sta affievolendo. Ciò che dobbiamo cercare di fare è proseguire questa diminuzione in modo ordinato e comune”. Insomma, l’Europa va in un senso opposto rispetto all’Italia. L’auspicio è che a un certo punto le strade si possano incontrare.

F.G.

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Commenti all'articolo
  1. L’intenzione di dar vita a un censimento della popolazione rom da parte del ministro dell’Interno continua a tenere banco. Nell’opinione pubblica, ma anche tra le diverse anime del governo. Spicca tra gli altri l’intervento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in serata ha affidato il suo pensiero a una nota: “Nessuno – vi si legge – ha in mente di fare schedature o censimenti su base etnica, che sarebbero peraltro incostituzionali in quanto palesemente discriminatori. Ben vengano invece iniziative mirate a verificare l’accesso dei bambini a scuola”. Scrive al riguardo il Corriere Della Sera: “Il destinatario non nominato è Matteo Salvini, che lunedì aveva appunto parlato di ‘censimento’ dei rom. Ma lui, il ministro dell’Interno non si scompone e anzi parla di ‘governo granitico’”. Intervistato da Repubblica, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani afferma: “La legge è uguale per tutti, chi delinque deve essere punito ma non perché è rom. Non ci può essere una discriminante basata sull’etnia o sull’appartenenza a una comunità”. Del tema si parla anche su molti giornali locali. In particolare in Toscana, dove il governatore Enrico Rossi e il sindaco di Firenze Dario Nardella stanno promuovendo una iniziativa nazionale contro il razzismo. “Applaudire a dichiarazioni come quelle di Salvini significa aver dimenticato quello che è successo in un passato ancora recente” dice Enrico Fink, direttore artistico del Balagan Cafè, a Repubblica Firenze. “I fantasmi del ’38 sono vivi” scrive l’antropologo ed ex consigliere comunale Ugo Caffaz sul Corriere Fiorentino.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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