giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Noura Hussein, corte annulla pena capitale
Pubblicato il 26-06-2018


husseinUna Corte d’Appello in Sudan ha annullato la condanna a morte di Noura Hussein. La notizia viene rilanciata in queste ore da fonti giornalistiche internazionali ed ha cominciato a diffondersi su tutti i social media. Per le organizzazioni non governative che si sono battute in questi mesi e per le oltre 400mila persone che in tutto il mondo hanno sottoscritto gli appelli per fermare l’esecuzione della sposa-bambina, è un successo quasi insperato. Ma che dimostra come la mobilitazione internazionale può spesso rappresentare uno strumento importante nella battaglia per il rispetto dei diritti umani.

Noura Hussein è stata costretta dai genitori a sposarsi all’età di 15 anni ma per tre anni è riuscita a trovare riparo presso una sua zia. Finché il padre, ricorrendo a un inganno, l’ha riconsegnata al marito. Noura si è opposta in ogni modo a consumare il matrimonio con un uomo che non aveva scelto, finché il marito non decide di violentarla facendosi aiutare da alcuni cugini. Ma, il giorno dopo, quando l’uomo prova di nuovo a stuprarla, Noura prende un coltello per difendersi e lo pugnala a morte.

Lo scorso 10 maggio un tribunale la condanna alla pena capitale e da subito su Twitter gli hashtag #JusticeforNoura e #SaveNoura diventano sempre più popolari, mentre si moltiplicano petizioni e appelli a cui aderiscono anche celebrità internazionali. Il caso di Noura non è così singolare in un paese dove è lecito sposarsi già a 10 anni, ma mai in passato una storia come la sua era riuscita a trovare così tanta attenzione e solidarietà in tutto il mondo. Anche questo deve aver influito nel giudizio della Corte d’Appello che ha annullato la pena di morte e l’ha commutata in cinque anni di reclusione. Zainab Ahmed, la madre di Noura, ha detto alla BBC di esser felice che la vita di sua figlia fosse stata risparmiata. Ma per i suoi avvocati la battaglia ancora non è finita e hanno già annunciato di appellarsi anche contro la condanna al carcere.

Massimo Persotti

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Commenti all'articolo
  1. Intanto due coniugi iraniani, che volevano colpire un raduno di oppositori al regime a Parigi con mezzo chilo di esplosivo da utilizzare nel corso di un raduno cui ha partecipato tra gli altri l’ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, sono stati arrestati in Belgio. “Una soffiata nella giusta direzione ha permesso di sventare il progetto criminale” riporta La Stampa. Decisivo, viene sottolineato, lo scambio di informazioni tra i servizi di Belgio, Francia e Olanda.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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