sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pediatri, no a smartphone e tablet prima dei 2 anni
Pubblicato il 15-06-2018


bambini-smatphoneLa Società italiana pediatria ha pubblicato per la prima volta un report sull’uso dei device da parte dei bimbi da 0 a 8 anni: sconsigliati per calmare o distrarre i piccoli. Se l’uso di applicazioni educative promuove l’apprendimento nei bambini in età prescolare e nei primi anni delle elementari, i medici osservano però che un’elevata quantità di tempo speso davanti allo schermo è correlata a scarso profitto in matematica, a bassi livelli di attenzione e anche a minori relazioni sociali con i coetanei. Inoltre, l’utilizzo dei touchscreen potrebbe interferire con lo sviluppo cognitivo dei bambini, perché questi hanno bisogno di un’esperienza diretta e concreta con gli oggetti in modo da affinare il pensiero e la capacità di risolvere i problemi.
No a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire. Limitare l’uso a massimo un’ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli i 5 e gli 8 anni. Sono queste alcune delle raccomandazioni contenute nel primo documento ufficiale sull’uso dei media device da parte dei bimbi da 0 a 8 anni di età redatto dalla Società italiana di pediatria e pubblicato sulla rivista Italian Journal of Pediatrics. Nel Position Statement dei pediatri italiani vengono illustrati gli effetti negativi e positivi dell’uso dei device tecnologici sulla salute fisica e mentale dei bambini, ma anche sulle capacità di apprendimento e sul rendimento scolastico.
In Italia otto bambini su dieci tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori utilizza infatti lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, mentre il 70% al secondo anno. Il documento sconsiglia, inoltre, programmi con contenuti violenti e soprattutto ribadisce il “no” al cellulare “pacificatore”.

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