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Opinioni e commenti
 

OLTRE IL PRESENTE
Pubblicato il 27-06-2018


futuro apre

“Al manifesto di Calenda, una buona base di discussione, il 7 luglio aggiungeremo le nostre riflessioni”. Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario del Psi, rispondendo al manifesto di Carlo Calenda e riferendosi alla kermesse socialista ‘Via dal Presente’ prevista il 7 luglio a Roma, dove saranno presenti ospiti dei partiti di centrosinistra come base di lavoro programmatico dopo il voto del 4 marzo.

L’ex ministro Carlo Calenda ha inviato oggi una lettera sul Foglio per presentare  il suo manifesto politico in cui parla di un  “fronte Repubblicano”, un’alleanza contro i sovranismi. Calenda non nomina il Pd, a cui è iscritto, guarda “oltre il Pd” per un fronte che contrasti la “minaccia mortale” dei sovranismi.

Nencini aggiunge: “Resta il fatto che alla destra radicale bisogna contrapporre un movimento nuovo che tragga ispirazione dal rigore di Mazzini, dal gusto per la libertà di Turati, dai pionieri dell’europeismo e dal civismo democratico. E per essere pronti alle Elezioni Europee bisogna mettersi in cammino in questi giorni. Spero che il Pd abbia la stessa fretta che abbiamo noi. Invitiamo Calenda il 7 a esporre il manifesto repubblicano alla nostra kermesse. Sarà un utile momento di confronto”  conclude il segretario socialista.

Una sinistra umanitaria che voglia essere competitiva dovrà confrontarsi con i profondi cambiamenti che hanno lacerato antiche consuetudini e, al contempo, creato opportunità inimmaginabili. Questi i punti che saranno presentati e approfonditi alla convention del 7 luglio: il portolano da cui avviare la riflessione. Eccolo, in pillole:

1. Valori alti: il senso mazziniano per la responsabilità e il dovere, la spinta turatiana verso i diritti e le libertà.

2. Vivere nella contemporaneità ma abbandonando l’idea illuministica del progresso illimitato. Le radici vanno innaffiate, non tagliate. O si protegge la comunità o rischiamo di annegare nella globalizzazione.

3. Diritto di cittadinanza alla parola ‘patria’, spesso invisa alla sinistra, e bandire la parola ‘Paese’ in sostituzione del termine Italia. Non si tratta di chiudersi nei confini nazionali. Al contrario, l’affermazione dell’identità è indispensabile per tutelare le differenze. Valorizzare il ‘comune sentire’ è condizione per convivere con le diversità.

4. Europeisti, ma a favore di un’altra Europa: riequilibrio a vantaggio del fronte mediterraneo, Commissione intesa come governo europeo, politica estera comune, un unico ministro del tesoro dell’U.E. E scelte orientate a bloccare la balcanizzazione dell’Europa.
Revisione del Trattato di Dublino in tema di migranti. E comunque chi vive in Italia dovrà svolgere lavori socialmente utili a vantaggio della comunità che li ospita.

5. Declinare meriti e bisogni al tempo della rivoluzione tecnologica. Sostenere gli studenti che si trovano nella condizione del bisogno e hanno merito (sostegno all’affitto, borse di studio, viaggi di studio all’estero); assunzione di 500.000 giovani nella pubblica amministrazione per valorizzazione ambiente, difesa paesaggio, tutela beni artistici e culturali (costo 10 miliardi di Euro); servizio civile obbligatorio; trarre da una maggior tassazione del gioco d’azzardo le risorse per aumentare le pensioni minime; costruire nuovi alloggi popolari per soddisfare le lunghe liste di attesa di famiglie italiane.

6. Ripensare l’architettura istituzionale sostenendo con forza il tentativo di dare un taglio costituente all’attuale legislatura: elezione diretta vertici delle città metropolitane, accorpamento regioni, definizione ruolo e poteri delle province, fusione piccoli comuni. Nelle elezioni comunali, consentire il voto ai sedicenni. Infine, separare le carriere dei magistrati.

7. Introdurre forme di finanziamento pubblico alle fondazioni dei partiti.

8. Aumento della tassazione delle società multinazionali della conoscenza (Apple, Facebook….). Minore tassazione del lavoro. Patrimoniale per le grandi ricchezze da finalizzare alla riduzione del debito pubblico. Allargamento di Industria 4.0 alle imprese artigiane.

A una destra radicale e populista si reagisce battendo nuove strade che ci mettano in sintonia con gli italiani senza rinunciare a uguaglianza e libertà.

L’ex ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda nella lettera al Foglio ha elencato in punti programmatici da mettere al centro di una nuova alleanza tra tutte le forze “progressiste”. Un “manifesto” quello di Calenda, fortemente europeista ma contiene anche diversi temi cari alla sinistra più tradizionale: Calenda parla dell’importanza dello “Stato forte” (a patto che non sprechi soldi per salvare Alitalia, aggiunge) e della protezione delle fasce più deboli della popolazione.

Nella prima parte del suo “manifesto”, Calenda analizza l’attuale situazione e scrive che negli ultimi anni le forze che lui chiama “progressiste” non hanno saputo gestire i cambiamenti tecnologici e sociali che sono avvenuti. Questi cambiamenti sono stati accolti come “univocamente positivi, inevitabili e ingovernabili”. “I progressisti”, continua Calenda, “sono inevitabilmente diventati i rappresentanti di chi vive il presente con soddisfazione e vede il futuro come un’opportunità”.

Per cambiare questa situazione Calenda propone cinque punti intorno ai quali costruire una nuova alleanza. Secondo Calenda è necessario mantenere l’Italia “in sicurezza”, cioè con i conti pubblici in ordine, saldamente inserita nell’attuale contesto di politica internazionale (nell’euro, nell’Unione Europea e nella NATO) e con un maggiore controllo sui flussi migratori; bisogna migliorare gli strumenti di aiuto agli “sconfitti dalla globalizzazione”, coloro che hanno visto i loro redditi calare e che si trovano in difficili situazioni economiche; è necessario attuare una politica di investimenti pubblici nell’innovazione; bisogna riformare l’Unione Europea, in particolare riducendo le regole sui bilanci e aumentando le tutele sociali; infine, bisogna investire nell’educazione e lottare contro “l’analfabetismo funzionale”.

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Commenti all'articolo
  1. Francamente mi sembra solamente una serie di propositi astratti, alcuni dei quali rivolti al palese inseguimento delle formazioni destrorse e populiste. Occorre parlare di cose concrete, che la gente capisca bene e che siano di sinistra. Esempio:
    1) proporre di creare la Repubblica Federale d’Europa ( dove i tedeschi siano come gli Sloveni, gli Italiani come i Danesi e le tasse, i servizi, cioè i diritti ed i doveri, uguali per tutti);
    2) chi abbia lavorato 40 anni può andare in pensione ( dove prendere le risorse vedi punto 3);
    3) tutti devono pagare le tasse altrimenti perdono il diritto a far parte del vivere civile, non possono più avere la patente di guida: basta coi condoni;
    4) si può dare asilo a chi lo richieda nei limiti delle capacità dello stato.
    Solo un piccolo esempio da un comune cittadino, voi potete fare meglio.

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