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Opinioni e commenti
 

Regeni, inganno delle immagini delle telecamere della metro del Cairo
Pubblicato il 28-06-2018


Incomplete o manomesse? O incomplete perché manomesse?

striscione-regeniDi certo, quelle immagini che la procura del Cairo aveva messo a disposizione di quella di Roma con enorme ritardo (la prima promessa di consegnarle risaliva al 25 luglio 2016), non contengono nulla che possa chiarire cosa successe a Giulio Regeni dopo che uscì dalla sua abitazione al Cairo, al tramonto del 25 gennaio 2016, destinato a una festa di compleanno cui mai arrivò.

Le telecamere a circuito chiuso avrebbero forse potuto, se il loro contenuto fosse stato messo a disposizione immediatamente, mostrare Giulio venire avvicinato e poi rapito nella stazione d’ingresso o in quella di uscita della linea 2 della metropolitana del Cairo, o nelle loro prossimità.

Invece, come scrive la procura di Roma in un comunicato sottoscritto anche da quella del Cairo, non solo nelle poche immagini messe a disposizione (il cinque per cento di quelle riprese dalle telecamere interne alla linea 2 il 25 gennaio 2016) non si vede mai Giulio ma ci sono diversi “buchi temporali in cui non vi sono né video né immagini”.

Insomma, per farla breve, dopo 29 mesi di quelle immagini non è emerso “alcun materiale di interesse investigativo”.

E bisognerà capire il perché di quei “buchi temporali”. Dunque, indagini sulle indagini. E perdite di tempo, cui le autorità del Cairo ci hanno abituato da due anni e mezzo.

Riccardo Noury
Redazione Pressenza

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Commenti all'articolo
  1. Intanto sembra intensificarsi l’influenza turca su Gerusalemme, attraverso (è La Stampa a scriverne) “donazioni ad associazioni islamiste vicine ai Fratelli musulmani che operano a Gerusalemme Est, acquisto di proprietà in città, organizzazioni di tour ‘turistici’ da parte di organizzazioni islamiste legate all’Akp, il partito di Erdogan”.
    A segnalarlo ad Israele sono state anche Giordania e l’Autorità nazionale palestinese, preoccupata – ancora La Stampa – “di vedersi estromessa in quella che è la battaglia simbolica più importante nel mondo islamico”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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