martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Rivolta M5S contro Di Maio, interviene Di Battista
Pubblicato il 21-06-2018


di-battista-di-maioPronta la resa dei conti anche in casa pentastellata. Nel mirino c’è il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che a norma dello statuto del MoVimento è “capo politico”, colpevole non solo di aver permesso che la Lega fagocitasse il Movimento Cinque Stelle, ma anche per la gestione del partito da parte dell’attuale direttivo. Crescono i malumori soprattutto per le nomine di governo decise dal capo, già oggetto di critiche nell’ultima assemblea dei deputati, quella in cui era stato ratificato il nuovo direttivo. In cui soprattutto i nuovi eletti avevano lamentato di essere stati esclusi dall’esecutivo, a scapito dei veterani. E di non aver avuto voce in capitolo sui nomi del direttivo, di fatto calati dall’alto. E così avevano invocato “più condivisione”.
Da qui l’idea di una raccolta firme per cambiare gli statuti dei gruppi di Camera e Senato. Attualmente il nome del presidente del gruppo è “proposta” dal capo politico e quindi ratificata a maggioranza assoluta dai membri. Ma il capo, cioè Di Maio, conserva il potere di revocare il presidente e può proporgli i nomi che andranno a costituire il direttivo. Praticamente un dominus incontrastato.
Nel mirino dei cinquestelle però non c’è solo il Vicepremier, ma anche uno dei suoi fedelissimi, il suo braccio destro e oggi ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.
Nel frattempo torna a farsi sentire l’ex parlamentare grillino, Alessandro Di Battista, che dalle americhe lancia un nuovo messaggio a supporto del Movimento ormai oscurato completamente dall’altro Vicepremier, Matteo Salvini. “Trovo fuorviante incentrare tutto il dibattito politico esclusivamente sul tema dell’immigrazione. Questo sta facendo tirare un sospiro di sollievo a un mucchio di persone. Parlo dei colletti bianchi che delinquono, dei politici corrotti, di banchieri senza scrupoli, dei ras delle cliniche private, di criminali vari. Costoro gongolano nel vedere tutta questa attenzione concentrata su un solo tema. Costoro gioiscono nel constatare in Italia l’esistenza di una guerra tra poveri che non fa altro che alimentare il loro potere”. Poi parla proprio dei ministri grillini, salva solo Di Maio: “Dai ministri del Movimento 5 Stelle pretendo un atteggiamento di lotta ancora più ostinato. Quello che sta dimostrando Luigi tra l’altro, il quale combatte sempre come un leone”.
In ogni caso stupisce la continua ‘interferenza’ del Dibba, da un lato perché aveva annunciato la sua uscita di scena dalla politica, dall’altro perché è sempre stato l’altra faccia della medaglia dell’eletto Di Maio. Dibba, è stato sempre il “prescelto” nella leadership pentasteallata e rappresenta una parte notevole degli elettori e dei simpatizzanti M5S, quella barricadiera. Esattamente l’opposto della tenuta istituzionale di Di Maio.

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