sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

La triplice alleanza senza Berlino, l’Italia verso Est
Pubblicato il 08-06-2018



kurz salvini orbanSempre più ad Est. La posizione dell’Italia in Europa prende la piega tanto temuta da Bruxelles. Una linea sovranista ed euroscettica, cara ai paesi di Visegrad e all’Austria di Kurz, oltre che vicina alle idee di Putin. L’alleanza potrebbe portare l’Italia al fianco dei populisti di tutta Europa, creando così enormi difficoltà all’Unione Europea.

Già nei giorni scorsi Salvini, appena nominato ministro dell’Interno e vice premier, aveva parlato dell’Ungheria come partner ideale per cambiare l’Europa. L’intesa tra il leader leghista e Orban è ormai ben salda. La visione del continente è la stessa: alzare muri per evitare l’ingresso dei clandestini e fermare la libera circolazione delle Ong nel Mediterraneo e nell’Europa dell’Est.

Difficilmente i grandi paesi europei chiuderanno un occhio. Orban, le cui posizioni preoccupano da sempre la Commissione, ha voluto sottolineare a suo modo la nascita del legame con il nuovo governo italiano. “Le cose procedono secondo i miei gusti – ha detto oggi il premier ungherese – nella politica europea sono apparsi protagonisti duri”.

Al duo Salvini-Orban si è unito nelle ultime ore anche Sebastian Kurz, il cancelliere nazionalista austriaco. Oggi il primo ministro ha dichiarato guerra all’Islam decretando la chiusura di sette moschee, l’espulsione di alcuni imam poco graditi e la revisione dei permessi di soggiorno. “L’Italia è un alleato forte” ha detto il ministro dell’Interno austriaco, inviato da Kurz alla riunione in Lussemburgo con gli omologhi europei.

Austria e Ungheria conoscono perfettamente la situazione italiana. Sanno che il tema dell’immigrazione ha giocato un ruolo decisivo nell’ascesa della Lega. E intendono sfruttarlo a proprio vantaggio, arruolando tra le proprie fila un alleato forte come l’Italia. I punti in comune sono tanti, i programmi simili. Con queste premesse non dovrebbe essere difficile consolidare dei legami politici.

Rafforzando i rapporti con Visegrad e l’Austria, l’Italia rischierebbe grosso a Bruxelles. Rappresenterebbe un cambio di linea troppo radicale da parte di uno dei paesi fondatori dell’Unione. Giuseppe Conte non sembra poterselo permettere. Il problema, però, è rappresentato dalla scarsa autonomia che sta dimostrando di avere il premier. E gli accordi sull’immigrazione passano per il Viminale.

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