giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sanità. Un aiuto per i “forzati del low cost”
Pubblicato il 27-06-2018


dentista

Sono, purtroppo, aumentati gli italiani che, in difficoltà per i costi delle prestazioni sanitarie, rimandano – a volte, addirittura “sine die” – visite specialistiche, prelievi, analisi. Quadro, quest’ultimo, confermato indirettamente dai dati – diffusi proprio oggi – dell’ indagine nazionale ISTAT sulla povertà: da cui emerge che, in Italia, ci sono oltre 5 milioni di poveri assoluti (quasi il 10% della popolazione), che non riescono ad acquistare mensilmente quei beni, e servizi, essenziali per un livello di vita accettabile (quasi 1 milione e 800.000, le famiglie in tale condizione: non solo al Sud,. ma anche nei centri e periferie delle aree metropolitane del nord).

Sulla spesa degli italiani per la salute, una delle indagini specifiche più aggiornate è il Rapporto CENSIS- Rbm Assicurazione Salute 2018, presentato recentemente a Roma al “Welfare Day” : da cui emerge che, intanto, la complessiva spesa sanitaria privata degli italiani arriverà, a fine anno, a ben 40 miliardi di euro (era 37,3 miliardi nel 2017), e, nel periodo 2013-2017, è aumentata del 9,6% rispetto al quadriennio precedente. Pur con forti difficoltà, e a volte procrastinandole, l’ italiano medio, insomma, fa di tutto per affrontare le spese per la salute. Nell’ ultimo anno sono stati 44 milioni i cittadini che han speso soldi di tasca propria (quasi 1000 euro a testa annui) per pagare prestazioni sanitarie, per intero o in parte con il ticket: e 4 cittadini su 10 hanno speso 8 miliardi per prestazioni odontoiatriche (in gran parte, com’è noto, non assicurate dal SSN).

Per quanto riguarda quest’ ultime, un’ altra ricerca sempre del CENSIS, realizzata insieme all’ANDI, Associazione Nazionale Dentisti Italiani, e presentata a maggio scorso a Cernobbio, attesta che la spesa odontoiatrica degli italiani, pur con forti sacrifici, in complesso è anzi ripresa a crescere, dopo gli anni più bui seguiti alla crisi mondiale del 2008-‘ 09: ma pesano fortemente le disuguaglianze. Ben 17 milioni di italiani, quasi un terzo della popolazione, non fanno visite di controllo (addirittura il 70% dei bambini di 6-14 anni). E sono 3,7 milioni i “forzati del low cost”, che scelgono lo specialista solo per il costo basso, senza badare a qualità e sicurezza. Proprio la consapevolezza di tutto questo spinse, nel 2008, l’allora segretario socialista Boselli a includere, nel programma della sinistra riformista per le elezioni politiche, il progetto d’allargare il più possibile le prestazioni odontoiatriche pubbliche. Ma il 26 febbraio scorso, Raffaele Iandolo, da gennaio nuovo presidente della Commissione Albo Odontoiatri della FNOMCEO, interveniva sul tema individuando negli alti costi delle prestazioni odontoiatriche, nella scarsità di fondi pubblici (tranne che in poche Regioni più virtuose) e nelle difficoltà, per il settore pubblico, di tener sotto controllo i costi, i principali fattori che in Italia rendono effettivamente difficile estendere anche all’odontoiatria la copertura del SSN.

Un’alternativa apprezzabile a questa situazione oggi viene da realtà come le imprese con finalità sociali: che negli ultimi anni hanno iniziato a diffondersi anche in Paesi ai primi posti per benessere sociale (la Francia, ad esempio), e in Italia stanno sviluppandosi specialmente proprio nel settore odontoiatrico. A Roma, ad esempio, sono attive cooperative sociali come “Odontocoop”: che da anni realizza iniziative sociali, mediche e formative insieme alle istituzioni locali.. Due dei 4 Centri OIS realizzati da Odontocoop (a Centocelle e al quartiere San Paolo) son stati da tempo riconosciuti dalla Regione Lazio come ambulatori odontoiatrici a tutti gli effetti, e negli ultimi anni hanno attuato progetti di assistenza odontoiatrica domiciliare in alcuni Municipi, e ( con la Regione) di case famiglia per ragazzi con problemi dentali, e incontri sulla prevenzione delle malattie dentali in centri anziani, scuole, asili.

Ma di particolare significato pubblico è la convenzione stipulata recentemente tra i Centri OIS e l’ Ente Nazionale Sordi, basata sull’impiego dell’ innovativo servizio “E- Lisir” (“Evoluzione Lingua Italiana dei Segni con Interprete in Rete). E-lisir è nato, pochi anni fa, sostanzialmente come un App volta a promuovere l’autonomia delle persone con deficit uditivo in tutte le sfere della quotidianità, senza dover sempre ricorrere a interpreti o accompagnatori (oggi la Capitale è la prima città italiana a offrire il servizio E-lisir : in dieci PIT , Punti d’ Informazione Turistica, nonchè in vari uffici comunali, nel I Municipio, alla Casa della Salute, all’ Università Tor Vergata,ecc…).

Con questa convenzione, i pazienti sordi che si recano in uno dei centri OIS possono utilizzare un apposito servizio di videocomunicazione, che permette di collegare il Centro con un Videocentro E-Lisir dotato di interpreti LIS qualificati. Il compito di questi ultimi è rendere più facile la comunicazione tra il paziente e l’operatore sanitario di OIS (dentista, igienista dentale, ecc…), traducendo le istanze del paziente dalla Lingua dei Segni in lingua verbale e, viceversa, traducendo in LIS le indicazioni dell’operatore. Il l paziente trova ad OIS un tablet, che sarà collegato attraverso un App all’interprete LIS, che lo accompagnerà per tutta la durata della visita.In questo modo il paziente sordo otterrà informazioni chiare, dettagliate e aggiornate, in tempo reale, anche in assenza di accompagnatori che svolgano la funzione di interprete.

Si tratta, come si vede, d’ un ‘iniziativa di speciale rilievo sociale, che può migliorare molto il livello di vita delle persone non udenti (anche per le possibili connessioni tra benessere comunicativo e miglioramento della salute anche dentale).

Fabrizio Federici

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