sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Antonio Ciuna:
Il fine nobile della politica
Pubblicato il 13-06-2018


 Gentile Direttore Mauro Del Bue,

Il fine nobile della politica dovrebbe essere il soddisfacimento dei bisogni degli esseri umani. La Politica in senso generale può essere e deve essere democratica e presuppone di realizzare la dignità di tutti e favorire complessivamente lo sviluppo umano.

Anche se l’affermarsi in politica,in questi ultimi anni,di nuovi leaders mondiali con ideali legati solo ai propri interessi nazionali,si riteneva comunque che questi nuovi leaders non si sarebbero spinti in politica nazionale e internazionale oltre certi limiti per non compromettere la stabilità economica di molte nazioni in tutto il mondo.

Dando uno sguardo al passato della storia,l’umanità si è sempre avventurata, nel corso dei secoli , in conflitti sanguinosi per motivi di nuove conquiste territoriali nonché per acquisire nuovi importanti fini economici e politici nell’esclusivo interesse delle allora classi dominanti dei nobili e del clero. Tali conflitti hanno sempre provocato enormi perdite di vite umane e impiego di enormi risorse finanziare. Tali pesanti fardelli hanno sempre gravato in massima parte sulle classi meno ambienti della società.

Dopo la 1° guerra mondiale le nazioni del mondo, al fine di prevenire le guerre e accrescere il benessere e la qualità della vita  degli uomini, nel 1919 fondarono la Società delle Nazioni. Non tutte le nazioni parteciparono a detta Società Internazionale fra le quali pesò non poco l’assenza degli Stati Uniti d’America. La Società delle Nazioni fino al 1939 svolse un ruolo importante nel prevenire e gestire i potenziali conflitti nascenti negli Stati di tutti i Continenti, ma nel tempo le sanzioni che venivano applicate alle nazioni inadempienti non ebbero efficacia e con lo scoppio della 2° Guerra Mondiale la Società delle Nazioni cessò la sua attività e venne sostituita nel 1945 con la fondazione dell’O.N.U.

Suscita non poca perplessità l’agire politico in economia, dell’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America Trump,il quale per ridurre il pesante deficit commerciale con i Paesi dell’Estremo Oriente e per proteggere i prodotti dell’industria americana,stoltamente e denza rispettare le leggi della economia ha iniziato ad applicare i dazi sulle merci importate dall’estero.

Tale politica, anche se all’inizio potrà apportare un temporaneo beneficio ad alcune industrie nazionali,provocherà le reazioni delle altre nazioni del mondo le quali saranno costrette ad applicare per ritorsione i dazi sulle merci provenienti dagli Stati Uniti d’America .e i prodotti industriali alla fine non saranno più competitivi competitivi.

Inevitabilmente alla fine si otterrà il risultato di ritornare al punto di partenza e si creeranno relazioni commerciali più ristrette e si provocherà un impatto negativo su tutte le altre economie.

I dazi in genere hanno effetti controproducenti sulle economie nazionali e rendono più costosi i beni e i servizi importati,per cui salirà l’inflazione interna e provocherà la perdita di potere di acquisto per le famiglie. Le uniche ad avvantaggiarsi saranno le imprese protette le quali verosimilmente matureranno più profitti e faranno più investimenti e quindi saranno più che compensati dalle perdite che subirà il resto dell’economia.

Antonio Ciuna 

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