sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Eugenio Galioto:
 Populismo nemico della sinistra
Pubblicato il 25-06-2018


“Più la sinistra insulta, più i cittadini ci premiano” – con queste parole Salvini ha commentato il crollo delle roccaforti “rosse” della Toscana a seguito della debacle elettorale di ieri.

Il problema è che ha profondamente ragione. Il M5S ha costruito la sua forza sulla lotta alla corruzione e ai privilegi della “Casta”; la Lega sulla lotta alla spesa sociale per i migranti e alla genuflessione dell’Italia nei confronti dell’Europa. E la sinistra? A quale crociata contro il nemico ha fatto appello?
La sinistra da anni è stata capace solo di produrre una rivolta “etica” contro quei cittadini che hanno preferito scegliere, delusi dall’operato della sinistra al governo, altri offerenti nel mercato politico.

Messi in soffitta la lotta di classe e la lotta al “padrone”, oggi il nemico della sinistra è rappresentato dalla parte della popolazione più impoverita che ha assistito in questi anni alla riduzione drastica delle proprie tutele e dei propri diritti sociali in nome del sacrificio sull’altare del mercato e dei vincoli europei.

Il nemico della sinistra è quella parte di elettori che “sedotti dal populismo”, “imbarbariti”, “fascistizzati”, “divenuti razzisti” non mostrano la fedeltà che alla sinistra si deve. Quasi fosse un obbligo naturale e scontato.
Mi spieghi qualcuno perchè una sinistra che ha smesso da tempo di fare gli interessi dei ceti popolari, che ha privatizzato e fatto macellerie sociali, che ha precarizzato il lavoro e smantellato il welfare State, che ha rotto con la “rappresentanza di classe” nei luoghi del lavoro e nella società e che, anziché ammettere i propri errori, preferisce insultare chi non la vota, dovrebbe ancora avere consenso?
Forse la lezione della Toscana oggi potrebbe servire a qualcosa. Quanto meno a prendere atto che l’arroganza di chi crede di detenere una rendita di posizione (per superiorità morale o per l’eredità di un passato glorioso) va ceduta definitivamente se si ha intenzione di ripartire. E che ripartire oggi può avere un solo significato: tornare a rappresentare gli interessi degli ultimi, degli sfruttati, di coloro che il neoliberismo e la sua crisi hanno lasciato indietro.

Eugenio Galioto

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