sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Francesco Ruvinetti:
O si agisce o si perisce
Pubblicato il 11-06-2018


Caro Direttore, il tempo per noi si va esaurendo: o si agisce o si perisce. Non è una frase fatta, ma la realtà presente. Scriveva Turati nel 1921 a Livorno che “il nucleo solido” del nostro divenire, “è l’azione”. Agiamo quindi e in fretta.

Il Pd si va liquefacendo giorno dopo giorno, la sinistra nel suo insieme non è mai stata così debole e priva di pensiero; noi stessi, dopo 14 anni di Segreteria Boselli, abbiamo raggiunto lo 0,9% dei consensi alle lezioni del 2008; in quelle del 2018, dopo 10 anni con Nencini, lo 0,6. E’ vero, come ha detto lo stesso Nencini a Bologna, che il PSI è crollato subito dopo il 1992: ma è altrettanto vero che, da allora, tutti i tentativi di rinascita sono falliti. E ora siamo al limite della sopravvivenza.

Ma abbiamo una ultima occasione che non possiamo fallire: dobbiamo indicare all’insieme del popolo della sinistra un percorso, un cammino percorribile per noi e per gli altri. O aspettiamo la Leopolda? L’appello lanciato va bene, così come l’Avanti digitale; ma a ciò deve seguire l’azione concreta. Dobbiamo farci sentire ed, anche, ascoltare. Su questo si deve misurare la capacità di un gruppo dirigente. Le scuse, che, naturalmente, sono tante e giustificate non bastano più.

Prepariamo una grande iniziativa che si discosti dalle altre fin qui fatte e per pochi eletti. Chiamiamo a raccolta l’intero popolo che ancora crede nel socialismo liberale e raccogliamolo in una sala (ognuno di noi può pagare le spese) gremita con 800-1000 compagni; invitiamo forze politiche, sociali e culturali e predisponiamo a tambur battente (se non ci abbiamo ancora pensato meglio andare a casa) una serie di relazioni sui diversi temi della politica internazionale e del destino dell’Occidente alle prese con la stupidità di Trump, delle istituzioni, dell’immigrazione della tolleranza o intolleranza religiosa, dell’economia e della finanza (finanza che si può controllare solo con la creazione di una BCE indipendente simile alla FED americana), sull’Europa e sul riformismo dei meriti e dei bisogni.

Su di un vero riformismo come quello che Filippo Turati ha indicato in “Rifare l’Italia” e nel suo discorso al Congresso di Livorno: “Ond’è che quando avrete fatto il Partito comunista, quando avrete – e non mi pare che ancora vi ci si avvii molto rapidamente – impiantato i Soviety in Italia,….”; proviamo a dare una scossa a questo paese privo di pensiero e idee; proviamo, per un momento, a pensare grande. Solo così, con una vera rinascita del pensiero e dell’azione si può sconfigge quelli che Alexander Hamilton chiamava “i ciarlatani” che “abbracciano nella loro pratica tutti quei cacciatori di popolarità i quali, conoscendole meglio, trafficano con i lati deboli dell’umanità.”

Francesco Ruvinetti

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Commenti all'articolo
  1. Caro Francesco, raccolgo volentieri il suo invito. Questo partito ha bisogno di una vera scossa e in realtà le praterie dinnanzi a noi sono immense, basti pensare a Sanchez in Spagna o a cio’ che fra qualche tempo accadrà in Inghilterra.
    Sono uno, credo dei pochissimi, che quest’anno ha deciso di prendere la tessera del Partito. La prima tessera di partito della mia vita. Tutto cio’ arriva dopo tanti anni di riflessioni, travagli, cattive strade, impasse ma poi mi sono ricordato del mio bisnonno socialista, muratore e tubercolotico che non prese mai la tessera del Fascio. Ho pensato ai suoi sacrifici, alla sua speranza continua nei valori del socialismo, alle difficoltà che dovette affrontare. Credo che al giorno d’oggi i valori del Socialismo siano un’eresia necessaria e costruttiva e di speranza. Tutto qui.
    Grazie

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