martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Graziano Luppichini:
Un appello a tutti i socialisti
Pubblicato il 11-06-2018


Faccio un appello a tutti i Compagni (ed anche agli amici di FB) che si dichiarano apertamente socialisti pur militando in formazioni diverse dal PSI o sostenendo liste civiche che appaiono più o meno assimilabili, per valori e principi a quelli espressi dal PSI nei sui oltre 125 anni di storia. Di fronte a quanto sta avvenendo in giro per l’Italia, cerchiamo tutti, io per primo, di essere meno impegnati sulla tastiera in polemiche sterili ed inutili ed un po’ più presenti sul territorio in mezzo alle persone, per capirne i bisogni e per proporre qualche soluzione possibile esprimendo le idee di cui siamo capaci e che troppo spesso riserviamo solo ai circuiti dei social. Non credo serva ancora, dopo questi anni di suicidio mediatico, continuare a scontrarsi ed a faticare sulla tastiera (vale per tutti, lo ripeto), mentre il resto della realtà ci sfugge ed altri, con maggior maestria e mezzi economici, governano in maniera rozza, ma evidentemente appetibile ed apprezzabile. Smettiamola di ricercare quello che non può esserci, guardando ad un tempo che fu e lavorariamo per rinforzare ciò che tutti insieme, prima dentro di noi e poi con gli altri, dobbiamo costruire. In gioco Compagni, non c’è solo il PSI che amiamo più di tante altre cose, ma la sopravvivenza di una politica di “sinistra”, e delle stesse Istituzioni democratiche in balia, lo dico fuori dai denti, dei “novelli fascisti” che oggi gestiscono il potere senza idee, ma con la supponenza che solo chi parla alle pance e non ai cervellli può avere. Superiamo le divisioni che ci caratterizzano, e che non hanno nulla che può servire agli italiani; lasciamo da parte il rancore, perché, come diceva Sandro Pertini, “… sul risentimento niente di buono si costruisce, né in morale, né in politica!”; lavoriamo per una nuova politica, quella con la P maiuscola, per un nuovo centrosinistra autenticamente riformista e di stampo europeo, affrontando con consapevolezza le sfide che abbiamo davanti e che, per insipienza o superficialità, abbiamo abbandonato lasciando smarrito il nostro elettorato che non ci riconosce più. Solo così potremo dire di aver quantomeno salvato la nostra dignità e l’eredità che Nenni, Saragat, Lombardi e Craxi ci hanno lasciato. Viva il Socialismo.

Graziano Luppichini

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