venerdì, 17 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Ivan:
Padre non ascoltato dalla giustizia Italiana
Pubblicato il 19-06-2018


Salve, scrivo questa lettera affinché venga pubblicata il più possibile per sensibilizzare i tantissimi giudici che ogni giorno si trovano a decidere delle vite altrui e per cercare un aiuto da chiunque possa fare qualcosa per smuovere queste situazioni che nel 2018 non avrebbero motivo di esistere.
Sono stato per 8 anni con la mia ex moglie e abbiamo avuto 2 bambine che adesso hanno 9 e 5 anni. Quando abbiamo avuto la prima figlia non eravamo ancora sposati e quindi ancora non pronti ad una vita insieme. Abbiamo comunque deciso di vivere insieme e quindi siamo andati ad abitare in una casa di proprietà dei miei suoceri. Purtroppo l’idea non è stata delle migliori perché da subito hanno marcato il territorio facendomi capire che ero in una casa che era loro e che potevano andare e venire quando volevano e che potevano entrare in tutte le decisioni perché secondo loro il fatto che ci davano un tetto li poteva autorizzare a decidere anche delle nostre vite personali. Ho provato più volte a parlare (anche facendo capire che avrei mollato tutto) con la mia compagna, ma ricevevo sempre risposte negative. Mi diceva che erano anziani e bisognava capirli, mi diceva che in fondo non facevano nulla di male ed entrare in casa in qualsiasi orario e senza bussare o che era normale che dovevano decidere anche dei rapporti miei con i miei parenti. Sono andato avanti così per anni, solo per la voglia e il senso di famiglia che avevo dentro e anche perché avevo un terreno sul quale poter costruire una casa che sarebbe potuta essere la mia ancora di salvezza per uscire fuori da quei guai che ogni giorno mi facevano stare male. Stavo male perché non si limitavano soltanto ad entrare ed uscire di casa quando volevano o a prendere decisioni che non gli spettavano, ma criticavano, e anche tanto, perché davo tropo conto ai miei parenti, perché lavoravo, ma non andava mai bene quello che facevo, mentre la figlia invece se ne stava seduta sul divano giornate intere a fissare il televisore e il telefono. Io mi occupavo di cucinare e di accudire le bambine, portando via del tempo al mio lavoro (il quel periodo avevo un negozio di computer). Tutto questo ovviamente è documentato. Basta andare dai pediatri delle bambine o al centro per i vaccini e chiedere se esiste anche una sola firma della madre. Ovviamente io facevo tutto questo proprio per il senso di famiglia che mi è stato passato con la mia educazione. Inoltre mi piaceva moltissimo stare con le mie bambine e cucinare sempre cose diverse per loro. Preparare pappine nuove e genuine al posto dei soliti omogeneizzati e loro erano contentissime e aspettavano che arrivassi proprio per capire cosa di nuovo avrebbero mangiato. Purtroppo con la madre tutto questo non esisteva. Non ho mai capito il vero perché, ho sempre pensato che fosse rimasta con una mentalità da bambina. Per lei esistevano (ed esistono ancora oggi) solo feste e divertimenti, in questo era la prima della classe. Ma purtroppo in una famiglia non esiste solo questo. Dopo un paio di anni sono finalmente riuscito a costruire la casa nella quale (secondo me) tutto poteva essere diverso e tutto si poteva mettere nel migliore dei modi. Finalmente potevano stare in una casa nostra e senza nessuno che avrebbe deciso per noi o al posto nostro. Parlo con la mia ex moglie, gli dico che adesso abiteremo in una nostra casa e che ci butteremo tutto alle spalle, le chiedo di mettere in chiaro che dopo questo passo possiamo benissimo andare avanti con i nostri piedi e mi risponde che tutto sarebbe andato per il verso giusto. Traslochiamo e andiamo a vivere nella nuova abitazione, fatta con i miei sacrifici e quelli dei miei genitori che mi avevano visto molto depresso in quegli anni. Purtroppo neanche un giorno di tranquillità. Dalla prima ora lì dentro è stato un continuo andare e venire, un continuo criticare ogni dettaglio della casa, solo perché non avevo scelto gli artigiani consigliati da loro. E anche qui ci ritroviamo davanti alle scelte già fatte, anche contro le mie volontà. Faccio un esempio: volevano che installassi una tenda da sole in terrazzo, ma ho risposto che per adesso non potevo, che mancavano cose più urgenti e che avevo ancora molti debiti da pagare. Un giorno al ritorno dal lavoro trovo un operaio in terrazzo che buca tutto e monta una tenda scelta da loro e messa come volevano loro. Anche la mia ex moglie aveva gli stessi comportamenti, mi diceva sempre che la pittura era fatta male, che bisognava fare un altro bagno (in totale ne avevo già fatti tre in tutta la casa), e che dovevo continuare a sopportare i suoi anche dentro casa mia.
A questo punto ho detto basta. Vado da un avvocato e chiedo di separarmi. E’ troppo brutto vivere in questo modo, venendo calpestato da tutti anche dentro casa mia e non avere dalla mia parte nemmeno la persona che ha giurato di farlo per tutta la vita. Chiedo quindi ad un legale di liberarmi da queste persone e di liberare anche le mie bambine. Si avviano tutte le procedure e arriviamo alla prima sentenza. Mi presento e il giudice mi chiede se voglio bene alle mie bambine e se i motivi della separazione sono veramente quelli spiegati o no. Rispondo che amo le mie figlie e che i motivi sono solo ed esclusivamente quelli, anche perché ritengo siano più che validi. Poi fa le stesse richieste alla mia ex moglie, con l’aggiunta di una domanda. Gli viene chiesto di riferire se secondo lei io amavo le mie figlie. Lei ovviamente risponde di no e aggiunge che le bambine non avrebbero potuto stare senza di lei. Chiedo quindi al giudice come mai a me non ha rivolto la stessa domanda e se può concedermi di raccontare esattamente come stanno le cose, visto che da come parlava avevo capito che non aveva assolutamente letto le carte da me presentate. Mi risponde che in quel giorno ha troppo lavoro da portare a termine e che se per ogni causa bisogna sentire tutti allora non andrebbe a casa neanche la notte.
Morale della favola….veniamo buttati fuori e dopo qualche giorno arriva il provvedimento. Devo lasciare casa (anche se la mia ex moglie ne ha un’altra e nella quale le mie figlie hanno passato la maggior parte della loro vita), la macchina mi viene tolta (era intestata a lei per questioni assicurative, ma non ha mai guidato) e cosa più atroce di tutte mi vengono tolte le mie bambine. Cioè viene fatto passare per affidamento congiunto, un affidamento totale alla madre. Sarebbero state con me un weekend ogni 2 e 3 pomeriggi a settimana. Poi 15 giorni in estate e qualche altro a Natale e Pasqua. In un attimo mi sono trovato senza nulla, senza tutte le cose che avevo costruito con il mio sudore per decisione di una persona che non mi conosce, che non conosce le mie bambine e che non sa nulla di noi. Senza leggere effettivamente quali erano i motivi viene fatta una tale scelta. Mi sono ritrovato ad elemosinare le mie figlie in giorni ed orari stabiliti, per nulla compatibili con i miei orari lavorativi. Le mie piccole che erano abituate a far tutto con me, svegliarsi, lavarsi, mangiare, andare a scuola, ora si trovavano senza di me e con i nonni che invece dovevano essere allontanati e che per giunta iniziavano a mettermi in cattiva luce dicendo le cose più assurde su di me. Di tutte queste cose so tutto proprio perché le mie figlie non vivono bene in questo clima e mi raccontano tutto sfogandosi. Come è possibile ridurre una persona in questo modo? Per fortuna mi sono accomodato su un divano a casa dei miei, ma se non avevo loro dove andavo? La signora si tiene due case e io sotto i ponti. Riesco a lavorare perché cerco in continuazione passaggi, ma a chi è interessato se rimanevo senza mezzo per andare a lavorare.
Si dice sempre che in questi casi viene sempre tutelata la serenità dei figli. Secondo il giudice le ha tutelate lasciandole alla mamma e nella casa nella quale vivevano da qualche mese, ma perché non ha tutelato anche il mio lavoro? Senza soldi come pago il loro mantenimento? Questo è tutelare la loro serenità?
Ricordo che tutto questo è provato e riprovato, ma il giudice non ha avuto tempo per leggere le carte e le numerose lettere che ho fatto mettere agli atti per metterlo a conoscenza anche di quello che stava succedendo dopo la sua decisione. Dopo la prima sentenza infatti le bambine vivono con i nonni o, in alternativa, ii nonni vivono in casa mia. Obbligano la figlia a fare questo per fare uno sgarbo a me e farmi vedere chi comanda nella mia famiglia. Vi rendete conto? Nel 2018 succedono ancora queste cose. Cioè un giudice si può permettere di decidere della vita di molte persone in un minuto, senza prendere in considerazione quello che un genitore ha da dire. Vorrei capire perché sono stato trattato così. Sto ancora aspettando che qualcuno mi venga a dire cosa ho fatto di male e quali sono le mie colpe. Nessuno si è degnato di capire se dopo il mio trasferimento lavorativo potevo ancora continuare a raggiungere il posto di lavoro e quindi continuare a pagare il mantenimento, nessuno si è preoccupato di sapere se andavo sotto i ponti. Tutte cose fatte presenti al giudice tramite lettere dopo la sentenza, ma che non hanno mai trovato una risposta. Non mi è stata data nessuna colpa, infatti pago il mantenimento solo alle bambine, mentre alla mia ex moglie è stato consigliato di andare a lavorare. Quindi se non ho colpe (anzi sono la vittima), come mai è stato tolto tutto solo a me? Perché se mi sono sempre e solo io occupato delle mie bambine non sono stato ritenuto idoneo ad averle con me? Forse perché in Italia ormai funziona così? Senza capire i perché e senza poter pensare che anche un padre può essere il riferimento dei figli? Non metto in dubbio che molti padri si separano per stare con altre donne o per allontanarsi dai propri figli, ma non può esistere un padre onesto, innamorato perso delle sue figlie?
Ancora oggi comunque, quando hanno problemi di salute (una delle due spesso è soggetta a delle cure a Milano e ci spostiamo dalla Sicilia) o bisogna fare vaccini o hanno voglia di mangiare qualcosa di diverso delle solite cose surgelate o già pronte il padre è sempre presente. La madre e i nonni continuano invece a comprarle con feste e festini e continuano a mettergli in teste che io sono presente per le cose più brutte, mentre con loro solo divertimenti. A quale costo poi? La mia ex moglie non guida e non ha molti amici, ma per farle uscire e farle divertire non esita un attimo a portare con se le bambine quando si trova in compagni di persone poco affidabili (persone già segnalate e conosciute come alcolizzate). A me rimane solo di vivere nel terrore che un giorno possa succedergli qualcosa. In questi casi i giudici dove sono? Ho segnalato molte volte anche queste cose, ma dall’altra parte trovo solo un muro di gomma. Perché non è previsto un controllo post sentenza mirato a capire se la scelta è stata giusta oppure no? Perché non viene fatto nessun controllo per capire chi si occupa realmente dei figli e chi no? Perché nessuno ascolta o aiuta un povero padre a dare voce a questi problemi che purtroppo ancora oggi si verificano nel nostro paese, che si può ritenere avanzato in molte cose, ma non di certo in questo campo?
Ancora oggi dopo tantissimo tempo sono in attesa di risposte alle mie domande, ma ogni giorno che passa sono sempre più convinto che non arriveranno mai, perché in questo paese funziona così. Forse se ero un politico o ero pieno di soldi potevo sistemare la cosa all’italiana, ma purtroppo sono solo un povero padre al quale nessuno da ascolto. Eppure non ci voleva molto, basta volo leggere le lettere e i documenti forniti al giudice.
Proprio per le risposte che non arrivano e la sensazione di parlare del niente e con nessuno comincio seriamente a comprendere quei padri che decidono di farla finita una volta per tutte. Perché nessuno capisce quello che passiamo e quello che siamo costretti subire ogni santo giorno. Umiliati davanti ai nostri figli e senza neanche più un briciolo di voglia di continuare.

Grazie per aver letto questa mia,

Ivan

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento