sabato, 18 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
L’Europa Unita è una cosa seria
Pubblicato il 06-06-2018


Quelli, che pretendono di essere giudicati politici, senza avere un modello di società, come bussola, vanno avanti alla cieca o a zonzo. Qualcuno ha detto che, chi non sa, parla a vanvera. Da un po’ di tempo , si sente parlare di Europa ad “ ogni piè sospinto” e davanti ad ogni bar. La storia si ripete. Ricordo quando tutti si atteggiavano ad allenatori di calcio. Poi, la moda faceva parlare tutti di globalizzazione.

Da alcuni mesi, tutti parlano di Europa Unita, come fosse un campionato di calcio, e della Germania, come i tifosi napoletani parlano della Iuventus ( ha rubato le vittorie). Per parlare dell’ E.U. , bisognerebbe conoscere la sua gestazione, il suo sviluppo, le variazioni del contesto geopolitico globale e i fattori, che influenzano le dinamiche economiche nazionali e internazionali. Se si trascura uno di questi termini, si possono esprimere opinioni, ripetere ciucciagini televisive, ma non valutazioni serie. Il Manifesto di Ventotene fu opera di antifascisti, il che fa capire che un nazionalista è, naturalmente, nemico dell’Europa Unita. Nei vari punti del Manifesto si parla di: lottare le diseguaglianze e i privilegi sociali; sostenere poteri sovranazionali in contrapposizione ai nazionalismi; costruire un’Europa libera e unita; creare una forza per i rapporti con i popoli asiatici e americani. Appena si mise in moto il processo, si avvertirono, però, due tendenze: quella verso “ l’Europa dei mercanti” e quella verso “ l’Europa dei popoli”. Purtroppo, si è affermata quella dei Mercanti, voluta e perseguita dalle destre economiche, liberiste e speculative. Perciò, trovo insopportabile ascoltare, i sostenitori del liberismo e dell’economia virtuale, criticare un prodotto della loro visione politica.

Non mi sorprende chi segue l’ideologia nazionalista, alla Le Pen, che, essendo contraria allo spirito del Manifesto di Ventotene, non può essere favorevole alla sua concretizzazione. Una volta scelta la strada per l’Unione Europea, doveva essere chiaro, alle forze politiche italiane, che bisognava relazionarsi con altre culture e non pensare che gli altri popoli diventassero italiani. Ogni Stato doveva aspirare a vedere la sintesi dei valori buoni dei popoli europei. Purtroppo, nel corso degli anni, il nostro Paese ha continuato a conservare le sue caratteristiche negative: un numero eccessivo di partiti; un numero stratosferico di sigle sindacali; una giustizia lenta e tollerante; un’ estensione delle associazione delinquenziali in ogni regione ( Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona e Mafia vanno dove c’è ricchezza); dopo tangentopoli, un’organizzazione amministrativa costosa e opaca; una burocrazia soffocante. Tutto ciò ha reso efficace il titolo di un libro “ I sette peccati capitali dell’economia italiana” di Carlo Cottarelli . Intanto, il sistema economico mondiale andava cambiando. Non più somma di padroni nazionali, facilmente controllabili dai relativi Stati e dalle classi lavoratrici organizzate, ma gruppi internazionali tanto potenti, da dominare la politica dei Paesi. Intanto, i settori manifatturieri sono andati perdendo peso e la loro minore incidenza ha fatto diminuire il numero dei lavoratori sindacalizzati.

L’esplosione del settore bancario, di quello assicurativo e di quello finanziario ha reso difficile , se non impossibile, il controllo da parte degli Stati. Se, con le conoscenze adeguate, riuscissimo a dimostrare cosa sarebbe successo al nostro Paese, senza l’E.U, faremmo andare in crisi tutti i pappagalli che alzano il dito contro la Germania, sicuri di essere applauditi. Nei settori finanziari, non ci sono differenze nazionali. Possiamo dire che l’Europa Unita realizzata è quella Bancaria, Finanziaria, Assicurativa. Le imprese, che operano in questi settori sono multinazionali e non hanno bisogno di protettori perché hanno il potere di influenzare gli umori, che sono la “materia prima” dell’economia virtuale. Quante Banche che noi pensiamo essere italiane hanno Sedi a Dublino e in altri Stati Europei? Purtroppo, la causa del disagio italiano risiede nella debolezza e scarsa qualità della politica, non nella cattiveria della Germania. Confrontiamo De Gasperi, Nenni, Togliatti, Malagodi, La Malfa, Saragat, ecc con Renzi, Salvini, Berlusconi, Martina,Di Maio, Grillo,ecc. Dalle stelle alla stalla. Inoltre, ieri i politici cercavano ispirazione nei testi di grandi uomini, mentre oggi il teorico di un partito si chiama Casaleggio. Il fatto stesso che per avere un Presidente del Consiglio si sia ricorso a uno come Conte, dimostra il livello dei nostri rappresentanti. In Italia, stiamo viaggiando nel senso opposto a quello che l’esplosione della globalizzazione richiedeva. Purtroppo, la disperazione e la povertà nella quale milioni di italiani vivono hanno trasformato la società in una miscela esplosiva, per cui fanno più effetto le battute e le critiche che i ragionamenti. La politica, da arte nobile, è stata trasformata in macchiette da avanspettacolo. Forse , Flaubert pensava a una politica come quella italiana, della seconda Repubblica, quando disse: -Il maggior nemico dell’economia è la politica. Purtroppo, non si intravede la fine della nottata e chi dovrebbe svegliarsi continua a sognare soluzioni senza identità.

Luigi Mainolfi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento