venerdì, 20 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Manfredi Villani:
Ferrovie dello Stato, nomine di vertice
Pubblicato il 22-06-2018


Nelle FS sono attese le dimissioni dell’amministratore delegato Renato Mazzoncini. Il Consiglio delle FS ha convocato l’azionista del Tesoro per le nomine di vertice. La situazione di Mazzoncini si complicò con il blitz di Capodanno 2018, quando con le camere già sciolte e il governo Gentiloni in residuale carica per gli affari correnti, il Mazzoncini incassò, in anticipo di qualche mese, un nuovo mandato triennale come amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato. La proposta venne avanzata da Maurizio Gentile,amministratore delegato di RFI e da Graziano Delrio, ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. La partita si sarebbe potuta ritenere chiusa,almeno per un anno, perché il governo attuale M5S-Lega è alle prese con una serie infinita di nomine, da Rai a Cdp ed Eni, ma il rinvio a giudizio del manager ha letteralmente cambiato  lo scenario.

Ne consegue che il governo Giallo-Verde non ha intenzione di lasciarsi sfuggire l’occasione.E’ ben noto che lo statuto del gruppo FS impone al manager rinviato a giudizio di darne immediata comunicazione all’organo di amministrazione,cioè il cda, con “obbligo di riservatezza”, nella prima riunione utile e comunque entro i dieci giorni successivi alla conoscenza dell’emissione dei provvedimenti cautelari e l’esistenza di una delle ipotesi per il giudizio. Nel caso in cui la verifica sia positiva, l’amministratore decade dalla carica per giusta causa,senza diritto al risarcimento, salvo che il Cda, entro il termine di dieci giorni di cui sopra, proceda alla convocazione dell’assemblea, da tenersi entro i successivi sessanta giorni,al fine di sottoporre a quest’ultima la proposta di permanenza in carica dell’amministratore medesimo,motivando tale proposta sulla base di un preminente interesse della società alla permanenza della stessa.Nel caso in cui l’assemblea non approvi la proposta formulata dal consiglio di amministrazione, l’amministratore decade con effetto immediato dalla carica per giusta causa. Senza diritto al risarcimento danni. Per il momento il cda ha salvato la poltrona di Renato Mazzoncini ma la partita assembleare è tutta da giocare.Il consiglio di Ferrovie dello Stato, però, vorrebbe chiedere al Tesoro di rivedere la clausola etica.

Manfredi Villani

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