lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Stadio Roma, Raggi: “Non so nulla. Ma chi sbaglia paga”
Pubblicato il 13-06-2018


Virginia-RaggiAncora tumulti sulla Capitale, ancora una volta nel mirino le infrastrutture. L’operazione denominata “Rinascimento” sulla costruzione del nuovo Stadio dell’As Roma ha portato all’arresto per corruzione di politici e imprenditori. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale hanno eseguito una misura cautelare emessa dal gip di Roma nei confronti di 9 persone nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura capitolina, concernente “un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”, nel quadro delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo impianto.
“Non so nulla. Sono appena uscita da una conferenza stampa”, ha risposto Virginia Raggi interpellata dai cronisti all’uscita dalla sede della Stampa Estera sulla posizione di Paolo Ferrara. La sindaca stamane ha tenuto una conferenza a tutto campo a due anni dal suo mandato alla sede della Stampa Estera. Subito dopo però il primo commento della Raggi è stato: “Chi ha sbagliato pagherà. Noi siamo dalla parte della legalità. Se è tutto regolare, spero che il progetto possa andare avanti”.
Tuttavia nell’ambito dell’inchiesta figurano nomi eccellenti e tra gli indagati anche il capogruppo M5S Campidoglio, Paolo Ferrara. Anche se la rete di corruzione è trasversale che tocca sia Campidoglio che Regione Lazio, e ‘tripartisan’ coinvolgendo esponenti locali di spicco del Pd, M5S e Forza Italia. Arrestati l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collaboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l’attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd).
Il procuratore Paolo Ielo ha precisato: “La Roma (Calcio, ndr) non c’entra nulla con tutta questa vicenda. Sono 16 gli indagati, 6 di questi sono in carcere, 3 ai domiciliari. Il reato contestato è corruzione continua nel tempo e nello spazio del gruppo Parnasi. Corruzione sistemica. Il tutto nasce da indagine su Scarpellini. I privati sono la parte forte del versante della corruzione: è un fatto poco comune, perché quelli del versante pubblico sono ai domiciliari, quelli del versante privato sono in carcere. Le informazioni più importanti arrivano dalle intercettazioni ambientali di Parnasi. E poi da quelle telefoniche”. Nell’ambito dell’indagine, oltre alla contestazione dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, ci sarebbero due contestazioni per traffico di influenze, quattro contestazioni per emissione di fatture per operazioni inesistenti, cinque episodi di corruzione, due contestazioni per finanziamento illecito ai partiti. Le tangenti sarebbero state date in tre diverse modalità: in contanti, tramite le assunzioni di amici e parenti e tramite l’assegnazione di consulenze.

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