martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Stadio della Roma. Si allargano le indagini
Pubblicato il 14-06-2018


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Dal penale alla politica. Dopo gli arresti e gli avvisi di garanzia piombati ieri sulla Capitale, oggi la vicenda corruttiva legata allo Stadio della Roma ha preso le sembianze di caso politico. Il presidente del consiglio di amministrazione di Acea, Luca Lanzalone, ha presentato le dimissioni. Il Movimento 5 Stelle, dopo averlo portato nei salotti  romani, lo ha scaricato. “Noi non proteggiamo chi sbaglia, non ci facciamo infettare”, le parole di Di Maio, impegnato a respingere gli assalti dei suoi sostenitori delusi.

Tenta di resistere anche Virginia Raggi. Dal giorno della sua elezione in poi la sindaca ha infilato una gaffe dopo l’altra. La poltrona scricchiola e l’elettorato grillino inizia a nutrire forti dubbi. La vicenda stadio, con il post entusiasta pubblicato poche ore prima della retata, è solo l’ultima di una serie infinita di brutte figure. Anzalone, dopo Marra, era diventato una specie di braccio destro per Virginia. E come Marra è finito in manette. Un boomerang tremendo per chi si è sempre dichiarato paladino dell’onestà. Raggi non è indagata per questo episodio. Ma proprio non ci voleva questa vicenda per la sindaca, che già la settimana prossima dovrà presentarsi in udienza perché imputata di falso.

Sembra, dunque, che anche esponenti di peso dei 5 Stelle siano coinvolti. Pure l’integerrimo Paolo Ferrara, capogruppo in Campidoglio, è finito in alcune intercettazioni scomode che hanno convinto la Procura a iscriverlo nel registro degli indagati. Anche lui giustizialista della prima ora, avrebbe agevolato il costruttore Parnasi (ora in carcere) in cambio di un restyling delle strade di Ostia. Si vedrà. Intanto Ferrara si è autosospeso.

Gli altri partiti non sono, comunque, esenti da colpe. Il vice presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia, è ai domiciliari. L’ex assessore Civita del Pd anche. Entrambi avrebbero ricevuto favori personali da Parnasi. Il segretario romano del Pd, Andrea Casu, rivendica lo spirito garantista dei dem, ricordando però quanto detto dalla Raggi in occasione di Mafia Capitale. A quel tempo l’allora consigliera grillina chiese subito le dimissioni del sindaco Marino. Oggi, invece, con le medesime responsabilità politiche, resta incollata alla poltrona. Tempi che cambiano.

Continua intanto ad allungarsi la lista degli indagati. Anche il direttore della Soprintendenza Paesaggio di Roma, Francesco Prosperetti, ha ricevuto una informazione di garanzia. Prova di quanto sia ormai incancrenita la macchina amministrativa capitolina. E mentre il ministero dei Beni Culturali dispone un’ispezione sugli atti dello stadio, potrebbero presto partire nuovi provvedimenti giudiziari. Da più parti emerge la sensazione di essere solo all’inizio.

F.G.

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