mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

STALLO SUPERATO
Pubblicato il 29-06-2018


Giuseppe-ConteDopo una lunghissima riunione, al summit dei ventotto Paesi Ue, si è approdati ad un accordo. L’Unione Europea è salva e potrà proseguire il suo cammino.

Il premier Giuseppe Conte, lasciando all’alba il vertice europeo, visibilmente soddisfatto, ha elencato, un articolo dopo l’altro, il testo delle conclusioni del summit per dimostrare come i partner Ue abbiano recepito e sottoscritto molte delle richieste del piano in dieci punti presentato da Roma. Conte ha detto: “E’ stato un lungo negoziato. Da questo Consiglio europeo esce un’Europa più responsabile e solidale: l’Italia da oggi non è più sola”.

Il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, dopo una maratona di trattative durata tredici ore, con un laconico messaggio su Twitter poco dopo le 4,30 della notte, ha annunciato il superamento dello stallo di ieri al vertice di Bruxelles: “I leader dell’Europa a 28 hanno raggiunto un accordo sulle conclusioni del Consiglio europeo, incluso il tema delle migrazioni”.

Era stata proprio l’Italia ad opporsi alle conclusioni del Consiglio. Nella giornata di ieri, proprio la posizione italiana aveva fatto saltare la prevista conferenza stampa dello stesso Tusk con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Roma infatti aveva chiesto che fosse subordinata a un’intesa su tutti i contenuti del documento, compresa la questione della gestione dei flussi migratori. Il premier italiano, scontrandosi fra gli altri con il primo ministro svedese, Stefan Lofven che gli ha rinfacciato un atteggiamento non appropriato, ha rivendicato: “Sono un giurista e questo documento ha un solo numero di protocollo, dunque va approvato in toto o l’Italia non ci sta”.

Nella prima giornata del vertice si sono inseguite le indiscrezioni, diffuse prima da parte francese e poi da parte delle fonti governative italiane, sui possibili contenuti dell’accordo cui stavano lavorando il presidente Emmanuel Macron e il leader italiano. Illustrandoli, Conte all’alba di venerdì ha spiegato: “E’ passato il principio che il tema della regolazione dell’emigrazione e della gestione dei flussi migratori deve essere affrontato secondo un approccio più integrato, come avevamo richiesto, che riguardi sia la dimensione esterna, sia quella interna, sia il controllo delle frontiere”. Inoltre, ha sottolineato, “è affermato il principio chi arriva in Italia arriva in Europa”. Testualmente, in realtà, in questo punto delle conclusioni è scritto che la sfida dell’immigrazione “non riguarda un singolo Stato membro, ma l’Europa nel suo insieme”.

Conte ha continuato: “Nel paragrafo 3 è affermato il principio che tutte le navi che solcano il Mediterraneo devono rispettare le leggi, quindi anche le Ong, e non devono interferire con le operazioni della guardia costiera libica”. Questo punto nella prima bozza non c’era.

Il premier Conte ha poi citato il paragrafo 5, che afferma: “Il principio di un nuovo approccio per quanto riguarda il salvataggio in mare: d’ora in poi si prevedono azioni basate sulla condivisione e quindi coordinate tra gli Stati membri”. Conte ha continuato: “Sempre al paragrafo 5 è prevista poi la possibilità di creare, di istituire dei centri di accoglienza per consentire lo sbarco, e se del caso il transito dei migranti anche verso paesi terzi sotto il coordinamento e la cooperazione dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati e dell’Organizzazione internazionale per le Migrazioni”. Questo punto riguarda le “piattaforme di sbarco regionali” al di fuori dell’Europa, e in particolare in Nordafrica, di cui già si parlava nella prima bozza di conclusioni. Tra le altre rivendicazioni di palazzo Chigi, i 500 milioni di finanziamento del fondo per l’Africa e la dichiarazione di principio sulla necessità di riformare il regolamento di Dublino.

Infine, il punto della possibilità di creare centri di accoglienza negli Stati membri ma su base volontaria. Si tratta, in sostanza, della prefigurazione di quella “coalizione dei volenterosi” di cui parlava nei giorni scorsi la cancelliera Merkel: un accordo fra gli Stati membri che vorranno effettivamente condividere la gestione dello smistamento dei migranti dopo il loro salvataggio in mare e sbarco nei “centri di accoglienza” (o, come vengono chiamati nelle conclusioni, “centri controllati”) che funzioneranno “con il pieno sostegno dell’Ue”.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, all’uscita dal Consiglio, ha detto: “L’accordo sulle conclusioni del Consiglio europeo sull’immigrazione, raggiunto stamattina dopo una lunga notte di negoziati, è una tappa importante perché siamo riusciti a ottenere una soluzione europea e un lavoro di cooperazione. L’Europa vivrà ancora per lungo tempo la sfida dell’immigrazione: dobbiamo farvi fronte a restando fedeli ai mostri valori. In molti avevano previsto che non ci sarebbe stato un accordo, che sarebbe stato il trionfo delle soluzioni nazionali. Stasera siamo riusciti a trovare una soluzione europea”.

Angela Merkel ha definito ‘un buon segnale’ il fatto che sia stato raggiunto un accordo a 28. La cancelliera, che rischia la tenuta del suo governo, è riuscita ad ottenere il riferimento ai movimenti secondari. Infatti, nel documento si legge: “I paesi devono prendere tutte le misure necessarie e collaborare strettamente tra di loro per contrastare i movimenti secondari”. Si tratta ora di capire se basterà a Horst Seeheofer, il ministro tedesco falco.

Secondo il premier polacco, Mateusz Morawiecki, la chiave che ha aperto la porta ad un’intesa, è stata la volontarietà di partecipare ai meccanismi che sono stati introdotti. Di sicuro i leader sono riusciti a trovare un compromesso su cui pochi avrebbero scommesso alla vigilia della riunione e l’Italia porta a casa un segnale forte dopo una trattativa a tratti anche dura, portata avanti dall’inizio con l’intenzione di chiudere a 28.

Dal vertice è anche venuto il via libera al rinnovo delle sanzioni alla Russia, che ora dovranno essere adottate formalmente. Quindi, non è stata accolta la proposta dell’Italia, fortemente voluta da Salvini, di ridurre le sanzioni alla Russia. Anzi, c’è stata un’estensione delle sanzioni.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha manifestato scetticismo sugli accordi di Bruxelles, dicendo: “Non mi fido delle parole vediamo che impegni concreti ci sono perché finora è sempre stato ‘viva l’Europa viva l’Europa, ma poi paga l’Italia. Vediamo che principi, che soldi e che uomini ci sono, fermo restando che i principi fondamentali era e continua ad essere la protezione delle frontiere esterne, non lasciare sola l’Italia, in investimento vero in Africa e non a parole”. Poi, Salvini ha annunciato: “Le navi delle Ong non vedranno più l’Italia se non in cartolina, ribadendo il no all’accesso ai porti per le navi umanitarie. Ora ci sono due navi davanti alla Libia di Proactiva Open Arms. Chiedo che oggi stesso pubblichino l’elenco dei finanziatori. Loro e le altre Ong, fanno politica, mi danno del razzista e del fascista ma, come dicono i militari italiani e libici, aiutano gli scafisti. L’unico modo per bloccare l’esodo è permettere a quelle ragazze e a quei ragazzi di avere un futuro nelle loro città”. Il vicepremier e ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, ospite di “Circo Massimo” su Radio Capital, ha così commentato i risultati del vertice europeo.

Oggi le Borse europee si presentano toniche in mattinata, in recupero dopo le recenti perdite, spinte anche dall’accordo raggiunto nella notte a Bruxelles sui migranti.

Un accordo, tuttavia, non del tutto chiaro e lacunoso che ha lasciato aperte molte problematiche gestionali. Sicuramente positivo è stato il segnale unitario dell’Ue.

Salvatore Rondello

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Commenti all'articolo
  1. La questione migranti continua ad essere al centro del dibattito politico nazionale. “Io i porti non li chiuderei”, ha affermato il presidente della Camera Roberto Fico, in visita allo hotspot di Pozzallo. “Le ong che hanno lavorato qui a Pozzallo hanno fatto un lavoro straordinario, me lo hanno confermato il questore, il sindaco e la prefettura”, aggiunge Fico, in controtendenza rispetto alle posizioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini che più volte ha attaccato le ong. Proprio il ministro risponde al presidente della Camera, parlando “di opinioni personali” e affermando che “i ministri fanno i ministri. E quindi le scelte sono quelle che gli italiani stanno toccando con mano da quasi un mese”. Intanto le scelte di tutti i paesi europei sui migranti, scrive Roger Cohen, stanno portando sempre più a una divisione all’interno del Vecchio Continente. “La Germania, l’Italia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria – sottolinea Cohen – annunciano l’intenzione di abbandonare l’area Schengen e di reintrodurre le dogane e il controllo passaporti. La libera circolazione delle persone, fondamento dell’Unione europea, viene meno”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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