martedì, 18 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Una terza via contro il populismo
Pubblicato il 20-06-2018


Se noi guardiamo bene quello che accade assistiamo a un nuovo gruppo di populisti che avanza utilizzando come base del consenso elettorale alcune frasi doc estrapolate da un programma molto ampio e poco diciamo cosi socialmente utile (alle ultime elezioni si guardavano bene dal prospettare l’uscita dall’euro con l’ipotesi di tagliare il valore della moneta italiana del 20-25% in una notte). Credo infatti che le nuove forme di populismo (il cui fattore comune è andare avanti per slogan slegati dall’effettiva realtà delle loro idee) che stanno avanzando negli ultimi anni in Italia ci obbligano a provare una terza via della politica differente dal populismo e dai partiti arroccati a difesa della loro identità spesso settaria. Una via intermedia che provi a recuperare alla politica una parte qualificata della società civile come avveniva quando schiere di intellettuali accettavano un seggio nei parlamenti per dare il loro contributo culturale.

Occorre dare corso e finalmente a un patto tra politica e cosiddetta società civile, quella parte che della società civile si è dimostrata attiva nel cambiamento. Parte della società civile che (come è il caso delle partite IVA) è stata tartassata dalla sinistra autoreferenziale che ha sempre visto la società divisa in noi e loro senza una valutazione effettiva della qualità dei soggetti proposti. Una sinistra che si è dimostrata spesso miope di fronte al cambiamento della qualità della vita delle classi sociali intermedie (in realtà molto più forte tra gli amministrativi e che proprio tra gli amministrativi alimenta la corruzione in qualche modo protetta da un patto di appartenenza) le classi medie sono state lasciate sole nella loro continua perdita di valore economico e sociale, non più invitate a partecipare al dibattito decisionale ed emarginate, spesso bollate come strutturalmente evasore ( come mai non si è mai generato lo stesso controllo che si faceva sulle partite IVA sul sistema della corruzione della funzione pubblica verificando i patrimoni dell’amministrazione corrotta e dei sindacati). Questo avere generato un sistema di controllo paranoico che di fatto ha un costo e ha portato negli ultimi anni a chiudere centinaia di migliaia di partite IVA è alla base della perdita di consenso della sinistra.

Secondo me oggi occorre smetterla di gestire un modello di comportamento che ha spostato il favore di coloro che fino ad alcuni anni fa costituivano una solida base per la crescita di questo paese ( la classe media) verso forme di populismo autoreferenziali ma che offrono ricette spesso senza senso (anche se in ultima analisi non applicabili e quindi fumose) per la sua sopravvivenza.

Ecco perché penso che oggi la proposta per una nuova area politica che metta insieme la società civile nella sua forma migliore e la politica possa essere la soluzione. Un patto politico dove diversi soggetti un gruppo politico istituzionale con un gruppo di ex partiti si colleghi in una lista unica con una formazione costituita in toto da cittadini che presentano curriculum di buona gestione della cosa pubblica o e soprattutto privata. Un gruppo di supporto civile che potrebbe per esempio chiamarsi giovani amministratori competenti da contrapporsi alla schiere di incapaci senza arte ne parte che spesso costituiscono il nuovo che avanza e che dopo tre giorni puzza e appena puzza viene sostituito da un altro peggiore nuovo che avanza il cui successo effimero è dato dalla pubblicità fasulla che viene fatta a partire da frasi fatte o spesso parole senza contenuto tipo rottamazione o l’Italia agli italiani o movimento di cittadini parole che in sostanza non significano nulla. Un modello, qui si prospetta, più stabile dove la politica offre la sua esperienza per creare una nuova classe dirigente politica a partire dall’acquisizione di esperienze della società civile, provando a rinnovarsi utilizzando quanto di meglio la nuova classe dirigente italiana portata dal mondo del lavoro produce.

Questo che dico appartiene ad un idea di un nuovo patto sociale dove molti degli errori della classe dirigente di sinistra non devono continuare a produrre effetti sbagliati. Danni prodotti dal modello fino ad oggi perpetrato sul lavoro che vede la prevalenza dell’idea che esiste un Italia divisa tra dirigenti (appartenenti sempre alla area di sinistra in quel momento prevalente) e gli altri, con questo schema annullando di fatto il valore e la portata potenziale che può avere la classe media nella produzione di nuove idee.

In termini concreti la proposta è una nuova formazione è che scelto un leader politico giovane (una figura capace come potrebbe essere un Marco Cappato con una sua visibilità ottenuta in anni di battaglie solitarie in grado di essere facilmente identificato con un idea (battaglia per il diritto ad un fine vita migliore) permetterebbe di presentarsi con una nuova immagine che può essere finalmente identificata per una battaglia finalmente con un obiettivo sociale e riformista.

Ormai occorre riconquistare consenso attraverso la creazione di una nuova immagine di attivisti in battaglie concrete per il miglioramento della vita. In questo la scelta prudente dei componenti di questa nuova formazione “ dei giovani amministratori competenti” costituirà la base per acquisire figure che delle battaglie per dare valore alla società (qualsiasi valore da un buon amministratore di un museo ad un ottimo dirigente scolastico) permetterà di costruire una nuova immagine della politica come palestra perché persone di qualità acquisiscano gli strumenti per agire politicamente e a più ampio raggio rispetto alle loro qualità di attivisti politici in ambiti limitati della società. Esiste un grande numero di persone oggi che provenendo dalla società civile svolgono un grande ruolo ma con mezzi limitati e spazi effimeri ecco io credo che costoro all’interno di un parlamento vedrebbero potenziate le loro possibilità di svolgere un ruolo concreto su scala non più limitata.

Organizzarsi per nuove battaglie sociali rivolte verso le nuove classi povere ex medie che miopi stereotipi continuano a considerare appartenente alla classe dei privilegiati stereotipi di comodo sponsorizzati dai sindacati per continuare a sposare e proteggere il sistema burocratico da cui tirano fuori la loro linfa. Battaglie cogenti nella società attuale come quella sulla gestione per esempio del sistema pensionistico, delle casse professionali, un sistema di aumento dei costi della previdenza delle casse che vede chiudere decine di migliaia di persone ogni anno, persone che costituiscono un enorme massa di esodati del settore privato che non hanno diritto alle pensione pur avendo versato contributi per anni e che sono costretti a chiudere la loro attività

E soprattutto occorre rilanciare la battaglia per una nuova battaglia su una nuova pace sociale che veda finalmente le classi produttive oggi tartassate cominciare a trovare una sponda politica costituita dal nuovo patto tra loro e i rappresentanti della politica.

Giovanni Luca Lucentini

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento