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Opinioni e commenti
 

Usa fuori dal Consiglio dei diritti umani
Pubblicato il 20-06-2018


haley pompeoNon è la prima volta, gli Stati Uniti avevano già boicottato il Consiglio dei Diritti Umani durante l’amministrazione di George W. Bush, rimanendone fuori per tre anni e tornando a farne parte con Obama. Washington avrebbe potuto anche scegliere di stare all’interno dell’organizzazione come osservatore non votante, ma ha preso invece una decisione definitiva, rimanendo fuori dall’organo che ha sede a Ginevra e di cui fanno parte 47 nazioni. Ma in queste ore la decisione definitiva dii lasciare il Consiglio dei diritti umani così come annunciato dall’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Nikki Haley, che ha accusato l’istituzione di essere “un protettore dei molestatori dei diritti umani e un pozzo nero di pregiudizi politici”. Il ritiro è arrivato mentre l’amministrazione Trump è sotto il fuoco di un’intensa critica per la sua politiche di “tolleranza zero” adottata al confine con il Messico, dove nelle ultime settimane le autorità stanno separando i bambini dai genitori che cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti.
L’ambasciatrice ha citato tra le azioni del Consiglio da inserire nella “lista nera”, oltre il pregiudizio nei confronti di Israele, l’ammissione tra i suoi membri del Congo, così come l’incapacità di affrontare le violazioni dei diritti umani in Venezuela e in Iran. “Quando abbiamo chiarito che avremmo fortemente perseguito la riforma del Consiglio – ha aggiunto – paesi come Russia, Cina, Cuba ed Egitto hanno tentato di minare i nostri sforzi”. “Voglio chiarire che questo passo non significa che ci ritiriamo dai nostri impegni sul fronte dei diritti umani”, ha affermato da parte sua Mike Pompeo: “Anzi, facciamo questo passo perché il nostro impegno non ci consente di rimanere parte di un’organizzazione ipocrita e egoista che si fa beffe dei diritti umani”. Nell’ultimo anno Haley ha criticato più volte l’organo Onu per il trattamento riservato ad Israele. “Quando questo organo approva più di 70 risoluzioni contro Israele, un Paese con una forte posizione sui diritti umani, e solo sette risoluzioni contro l’Iran, che invece ha una pessima reputazione in materia, sai che qualcosa è profondamente sbagliato”, ha detto nei mesi scorsi.
Mosca ha reagito alla decisione denunciando il “volgare cinismo” degli Stati Uniti e il loro “disprezzo” per le Nazioni unite, definendo l’uscita dall’Unhcr una decisione “errata”. “Gli Stati Uniti hanno ancora una volta inflitto un grave colpo alla loro reputazione di difensori dei diritti umani, hanno mostrato il loro disprezzo per l’Onu e le sue strutture”, ha dichiarato in una conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
Dopo tanto tempo sono d’accordo Londra e Mosca. Il ministro degli esteri britannico, Boris Johnson ha ammesso: “È deplorevole  non è un segreto che anche il Regno Unito ha chiesto delle riforme in seno al Consiglio dei diritti umani, ma restiamo impegnati nel lavorare dall’interno, per rafforzare questo organo”. La Casa Bianca è da tempo che pensava di togliersi dal consiglio dei diritti umani dell’Onu, e già le prime minacce avvennero l’anno scorso, quando venne trasferita l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, riconoscendo la Città santa come capitale di Israele.
Il solo ad appoggiare la decisione è il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha commentato la mossa di Washington: “Una decisione coraggiosa contro l’ipocrisia e le bugie dell’organismo internazionale. Il consiglio – ha proseguito – è un’organizzazione parziale, ostile, anti-israeliana che ha tradito la sua missione di proteggere i diritti umani”. Secondo Netanyahu, il Consiglio non si è soffermato sulle violazioni dei diritti umani, bensì su Israele: “Quel Consiglio si è ossessivamente fissato con Israele, l’unica vera democrazia del Medio Oriente. Israele ringrazia il presidente Trump, il segretario Pompeo e l’ambasciatore Haley per la loro coraggiosa decisione contro l’ipocrisia e le menzogne del cosiddetto Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani”.

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Commenti all'articolo
  1. Il Corriere della Sera e il Foglio commentano la scelta degli Stati Uniti di abbandonare il Consiglio Onu per i Diritti umani, considerato dall’amministrazione Usa di parte e pieno di pregiudizi contro Israele. “L’Unhrc, questa la sigla del consiglio, ha sempre funzionato in modo distorto: – riporta il Corriere – egemonizzato da Paesi spesso governati da dittatori assai poco rispettosi dei diritti umani, ha fatto della condanna di Israele la sua costante”. Nei suoi primi dieci anni di attività questo organismo dell’Onu, ricorda ancora il quotidiano, ha condannato 68 volte Israele, 20 volte la Siria, 9 volte la Corea del Nord, 6 volte l’Iran “e mai altri Paesi come Venezuela, Arabia Saudita e Cina che in materia di diritti umani non hanno di certo tutte le carte in regola”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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