“Il fatto non sussiste”. Archiviazione per Brizzi

brizzi

“Il fatto non sussiste”. La procura di Roma chiede l’archiviazione per Fausto Brizzi, il regista indagato per violenza sessuale dopo le denunce presentate da tre giovani donne. L’uomo era finito sotto inchiesta nello scorso mese di aprile sull’onda del caso Weinstein scatenato da Asia Argento.

Gli episodi finiti sotto indagine sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2017. Secondo quanto raccontato dalle ragazze, Brizzi le avrebbe molestate nel suo loft dove si erano recate per un provino. Nessun riscontro alle accuse è stato mai trovato. Le presunte violenze rivelate dalle donne ai microfoni delle Iene non sono bastate. Verso l’archiviazione, dunque, la posizione del regista.

Dopo la notizia dell’indagine la vita di Brizzi è stata rovinata per sempre. Quella privata, prima di tutto,  malgrado la vicinanza dimostrata pubblicamente dalla moglie Claudia Zanella con una lettera pubblicata dal Corriere della Sera. Nonostante il linciaggio mediatico, l’attrice ha provato a tenere unita la sua famiglia e, soprattutto, a non esporre la figlia. Il tempo le ha dato ragione. I processi formulati nei salotti tv e sulle riviste di gossip non hanno intaccato il rapporto. La credibilità dei mass media italiani, invece, è crollata vertiginosamente.

Le ricadute, inutile dirlo, sono state anche di natura professionale. La reputazione di Brizzi è stata sbriciolata in un attimo. Chi prima non poteva fare a meno delle sue sceneggiature lo ha ripudiato. Decine le collaborazioni andate in fumo a causa della notizia dei presunti stupri. Una nota casa di produzione con la quale il regista lavorava da anni ha fatto uscire al cinema un film di Brizzi senza citare Brizzi. Un incredibile risvolto effetto solo di una macchina del fango che quando viene messa in moto non si ferma più.

Il caso di Brizzi è solo l’ultimo riconducibile ad un modus operandi ben radicato nel nostro Paese che difficilmente lascia scampo ai malcapitati. Basti pensare agli imprenditori, giornalisti, industriali, politici e comuni cittadini che negli anni sono stati prima accusati e – dopo essere finiti in prima pagina – archiviati o assolti. Sarebbe inutile prendersela con chi spiffera le indagini ai giornali o con chi cavalca le inchieste come fossero già sentenze. Ormai ci siamo (purtroppo) abituati. Nessuno si aspetta, inoltre, un’assunzione di responsabilità. Basterebbe, però, una presa di coscienza. Un atto dovuto in questi casi sarebbe chiedere scusa.

F.G.

Parterre – Farnesina Social Garden, ultimi eventi prima di settembre

Ultima settimana di appuntamenti con la musica, il cinema e il teatro di Parterre – Farnesina Social Garden, il nuovo giardino dell’estate romana realizzato su iniziativa della Regione Lazio in via Antonino di San Giuliano, zona Farnesina, che si prepara però a tornare a inizio settembre con tanti nuovi appuntamenti.

collage_5Martedì 31 luglio è la volta del teatro con un nuovo spettacolo sempre curato da Cristiana Vaccaro. Alle 21:30 va in scena U.G.O. U.G.O è un collettivo di autrici, attrici e performer, un progetto aperto e in continuo divenire che accoglie in sé mondi diversi e diverse esperienze e che non smette mai di fare scouting per trovare talenti nuovi con cui condividere uno spazio scenico, sperimentare e contaminare diversi stili, stimolare la scrittura, creare nuove sinergie e nuove alleanze artistiche. Ma U.G.O. è anche un format. Un dramedy club, un oggetto teatrale non identificato, uno spettacolo contenitore di nevrosi metropolitane, polemiche spicciole, invettive asociali e riflessioni cosmiche. Ciascun “volume” di U.G.O. è un’unità a sé stante, dove i pezzi sono per la maggior parte inediti e mai andati in scena. Ogni episodio vede sul palco una nuova formazione e alterna una serie di interventi diversi: monologhi, racconti, satire, reading, stand up, canzoni, poesie, il cui taglio privilegiato è quello dell’ironia e del sarcasmo, ognuno con il suo stile e modalità. La serata si chiude con un pezzo scritto ad hoc, totalmente libero per tema e stile, che deve trovare il modo di declinare il concetto di U.G.O.

Mercoledì 1 agosto torna un nuovo appuntamento in collaborazione con Roma Jazz Festival. Alle 21 è in programma il concerto dei Sons of Kemet, gruppo capitanato dal sassofonista britannico Shabaka Hutchings. Un sound indefinibile, non inquadrabile dentro precisi parametri. Un’imponente sessione ritmica e un jazz in cui si avvertono forti i ritmi tribali e la tradizione folk dei Caraibi in grado di entusiasmare e conquistare il pubblico. A seguire, Jardinerie DJ Set

Giovedì 2 agosto alle 18 Parterre ospita il live di Bacàn. Bacàn è il nome usato da Giovanni De Sanctis (ex membro di About Wayne e Soul of the Cave) per il suo progetto solista, nato come un progetto di songwriting, fatto in casa, basato sulla ricerca del suono digitale e audio. Sintetizzatori ritmici e linee di basso principale, insieme a loop e percussioni esotiche sono la base per un songwriting avant-pop con testi catartici su amore, relazioni e amicizia. Il suono di Bacàn è in continuo movimento, si evolve con l’ambiente circostante, da cui prende forma e stimoli ritmici. Il risultato è qualcosa di simile all’elettronica con influenze rock / world e neo psichedeliche. Il primo LP di Bacàn, “Pronto”, è uscito a febbraio 2018.

A seguire, il dj set di Comemammamhafatto.

Sabato 4 agosto torna CINEMAGIARDINO, l’appuntamento cinematografico organizzato da FABRIQUE DU CINEMA. Alle 21.15 è in programma la proiezione di Ovosodo, il film di Paolo Virzì Gran Premio Speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1997 e grande successo di pubblico. “Ovosodo” racconta l’adolescenza di Piero che è anche la voce narrante del film. Piero, detto “Ovosodo” è un ragazzo della Livorno popolare, un adolescente un po’ timido e sognatore con la faccia segnata dai brufoli che attraversa un’adolescenza segnata dai primi amori, da grandi amicizie e dai travagli esistenziali.

Domenica 5 agosto ancora spazio al Roma Jazz Festival con un doppio live dedicato ai nuovi talenti della scena musicale contemporanea. Alle 21 si esibiranno infatti LNDFK e Tommaso Cappellato. Tommaso Cappellato è un produttore, musicista, dj e compositore. Un musicista eclettico, attratto dai suoni fuori dai confini del jazz, che si muove con disinvoltura all’interno di un ampio range musicale. Cresciuto sotto l’ala dei visionari Harry Whitaker (Black Renaissance) e Michael Carvin (Pharoah Sanders), protagonista di escursioni hip hop al fianco di Brooklyn MC Yah Supreme e di lunghi viaggi in Senegal, collaboratore di Rabih Beaini, artista dell’elettronica sperimentale e della techno, Cappellato è riuscito a dare vita al proprio personale concetto di jazz elettronico sperimentale. Linda Feki, in arte LNDFK, è una cantante e songwriter, figlia di due diverse culture (madre italiana e padre arab) e cresciuta a Napoli. La sua musica subisce l’influenza del jazz, del neo-soul e dell’hip-hop, il tutto filtrato tramite il suo bagaglio di esperienze e la sua sensibilità.

Parterre – Farnesina Social Garden torna anche a settembre con tanti nuovi appuntamenti culturali immersi nel verde. Il programma è in via di definizione.

GLI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Martedì 31 luglio

21:30

U.G.O.

Progetto a cura di:
Annalisa Dianti Cordone, Arianna Dell’Arti, Paola Michelini, Cristina Pellegrino, Francesca
Staasch, Cristiana Vaccaro – con la collaborazione di Betta Cianchini

Ingresso gratuito

Mercoledì 1 agosto

21:00

Sons of Kemet | Roma Jazz Festival

Ingresso: 15,00 euro
Studenti beneficiari Laziodisu e Studenti Officina Pasolini ingresso gratuito

A seguire, Jardinerie DJ Set

Giovedì 2 agosto

18:00

Bacàn live

Ingresso gratuito

Sabato 4 agosto

21:30

FABRIQUE DU CINEMA presenta CINEMA GIARDINO

Ovosodo

Un film di Paolo Virzì

Domenica 5 agosto

21:00
LNDFK e Tommaso Cappellato | Roma Jazz Festival
Ingresso: 15,00 euro

Prosit

astroria (1)

L’iniziativa di Paolo Polegato a.d. di un’azienda vitivinicola veneta che ha acquistato un’intera pagina del Corsera allo scopo di pubblicare un manifesto antirazzista, dopo l’ennesimo episodio che ha visto come vittima una giovane atleta italiana di colore, merita due brevi considerazioni.

1) Onore al merito. Anche se si tratta di un’abile mossa di marketing, l’aver pensato di contaminarla con un messaggio antirazzista chiaro e forte contribuisce in qualche modo a smentire la leggenda metropolitana che descrive il mondo imprenditoriale del nord est, uno dei motori della nostra economia, come gretto, impermeabile ai temi sociali e interessato unicamente ad accumulare “schei”.

2) E’ peraltro davvero sconfortante che un messaggio dal chiaro contenuto politico e di forte impatto sia stato promosso da un’azienda commerciale perché avrebbe dovuto essere compito dei partiti politici, in particolare di quelli della sinistra, intestarsi una simile iniziatva.

Già. In altri tempi i comunicatori (quelli seri non quelli depilati alla Casalino) avrebbero provveduto con passione e professionalità.

Oggi non si può fare perché una simile iniziativa ha dei costi che nessun partito, non certamente il Psi, è in grado di sostenere a seguito alle dissennate iniziative legislative, adottate dai governi di csx sull’onda dell’indecente polemica anticasta, che hanno privato i partiti dei necessari strumenti finanziari che consentano di svolgere un’attività che è una delle ragioni che ne giustificano l’esistenza: la propaganda e la comunicazione.

Per sviluppare un’iniziativa simile a quella di cui si parla sono necessari un’agenzia pubblicitaria con annessi e connessi, che essendo un’impresa come le altre non lavora gratis et amore Dei, e una cospicua disponibilità finanziaria immediata (cash), perché un’intera pagina del maggiore quotidiano italiano ha tariffe molto ma molto salate.

Insomma, con il taglio dei finanziamenti ai partiti che sono stati inchiodati all’impossibilità di svolgere il proprio compito garantito dalla Costituzione, non potendo dispiegare appieno le proprie energie, ci si deve accontentare delle sia pur meritorie iniziative di qualche ricco signore illuminato. Non è un bel quadro.

In ogni caso prosit signor Polegato!

Emanuele Pecheux

Francia. Stop definitivo ai cellulari a scuola

cellulare-a-scuolaIl Parlamento francese ha dato il via libera definitivo al divieto che entrerà in vigore a settembre, di usare il cellulare nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e nelle scuole superiori fino ai 15 anni di età degli studenti. Canta vittoria il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron: “Impegno mantenuto”. Le scuole superiori avranno la possibilità, ma non l’obbligo, di adottare il divieto nei loro regolamenti interni.

La legge approvata oggi è una rivoluzione che cambierà le abitudini degli alunni francesi: il 93% dei ragazzi transalpini tra i 12 e i 17 anni possiede infatti un cellulare. Si tratta però di una rivoluzione a metà: l’utilizzo degli smartphone è in teoria già proibito in classe dal 2010 in seguito all’approvazione del Codice dell’educazione. Molte scuole però non avevano approvato i regolamenti propri interni che dovevano disciplinare lo stop e in diversi casi il divieto veniva aggirato. Ora l’uso sarà consenti solo ai docenti a meno di indicazioni differenti. Macron è già intervenuto a gamba tesa sui cellulari anche sul fronte del governo: in tutte le riunioni del Consiglio dei ministri è vietato portare con sé i telefonini, che devono essere lasciati su un apposito scaffale all’ingresso dell’Eliseo.

Biotestamento. Via libera del Consiglio di Stato

cappato gallo

Via libera dal Consiglio di Stato all’attuazione del biotestamento, con il deposito oggi delle risposte ai quesiti del Ministro della Salute Giulia Grillo sulle Disposizioni anticipate di trattamento, con particolare riferimento alla Banca dati nazionale, contribuendo all’effettiva attuazione del testamento biologico. Il Consiglio di Stato dà così il via libera all’attuazione del biotestamento. “Con il parere reso oggi il Consiglio di Stato – sottolinea un comunicato – contribuisce all’effettiva attuazione del testamento biologico”. Con le Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) – ricorda la nota di Palazzo Spada -ciascun individuo, nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, può decidere “ora per allora” su eventuali trattamenti sanitari che potrebbero riguardarlo e sui quali in futuro non sarà in condizione di prestare il consenso; ciò avviene manifestando la propria volontà mediante la redazione di un atto specificamente previsto.

In particolare con il parere reso oggi il Consiglio di Stato ha ritenuto che “la banca dati nazionale – proprio perché le relative informazioni possono essere conosciute sull’intero territorio del Paese – su richiesta dell’interessato deve contenere copia delle Dat, compresa l’indicazione del fiduciario, salvo che il dichiarante non intenda indicare soltanto dove esse sono reperibili». Inoltre ha stabilito che il registro nazionale «è aperto anche a tutti coloro che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale”. E ancora: “Le Dat non hanno alcun vincolo di contenuto: l’interessato deve poter scegliere di limitarle solo ad una particolare malattia, di estenderle a tutte le future malattie, di nominare il fiduciario o di non nominarlo, ecc. Spetterà al Ministero della Salute mettere a disposizione un modulo-tipo per facilitare il cittadino a rendere le Dat”.

Soddisfazione esprimono Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni: “Bene il parere del Consiglio di Stato, e bene anche la volontà della Ministra Giulia Grillo di non lasciar passare ulteriore tempi rispetto a termini di legge già scaduti per l’istituzione della Banca dati” “La Banca dati Nazionale sulle Disposizioni anticipate di Trattamento – continuano – consentirà che le stesse Dat siano rese note su tutto il territorio ai sanitari che dovranno attenersi a quanto previsto per legge ( 219/17). Chiediamo al Ministro al fine di rafforzare l’operatività della legge attraverso la Banca dati delle disposizioni anticipate di trattamento con un Decreto che preveda l’inserimento delle Dat nella tessera sanitaria regionale”.

Pensioni, un bonus part-time per chi resta a lavoro

Anziano-Al-LavoroDopo le grandi promesse elettorali sulla fine della Legge Fornero il Governo Gialloverde si è detto pronto ad accelerare sul tema delle pensioni, così come dichiarato dal Ministro del lavoro, Luigi Di Maio, che sostiene di aver incontrato a tal proposito il Presidente dell’Inps, Tito Boeri.
Le nuove misure, come ribadito da Di Maio, saranno incluse nella prossima Legge di Bilancio 2019, anche se ancora nulla sembra certo o scontato per il momento emerge che i requisiti per andare in pensione subiranno una variazione al rialzo con l’aumento di 5 mesi già previsto dalla legge Fornero. Mentre l’altra novità per il 2019 è quella che riguarda gli importi: gli assegni pensionistici subiranno infatti una lieve flessione.
È solo una delle conseguenze dell’allungamento dell’aspettativa di vita e dell’invecchiamento della popolazione italiana. Tanto che è lo stesso Stato a incentivare per far rimandare la pensione ai lavoratori: tra queste misure ad hoc il bonus part time, introdotto dalla Legge di Stabilità del 2016 e rivolto a coloro che una volta raggiunta l’età per la pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi e 20 di contributi) o per quella anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, uno in meno per le donne) decidono di restare a lavoro per un massimo di 3 anni passando però da un orario di lavoro full-time ad uno part-time. Ma è un bonus che può essere richiesto esclusivamente dai lavoratori del settore privato. Inoltre l’incentivo riguarda lo stipendio che viene integrato nella misura pari alla contribuzione persa con il passaggio all’orario part-time: quindi alla retribuzione prevista per l’orario ridotto bisogna aggiungere il 33% di quella precedentemente riconosciuta. Come anticipato, invece, l’INPS accredita i contributi sul 100% della retribuzione, quindi anche l’importo futuro dell’assegno previdenziale ne beneficerà. Beneficiando del bonus part-time è possibile ridurre l’orario di lavoro da un minimo del 40% ad un massimo del 60%; qualsiasi decisione in merito, però, dovrà essere presa in accordo con il datore di lavoro.
A evitare invece che restino a lavoro gli ottuagenari ci ha pensato la Cassazione che con la sentenza 20089, pubblicata il 30 luglio, ha stabilito che per rimanere a lavoro fino a 70 anni occorre una motivazione valida, non ordinaria, e che l’amministrazione sia d’accordo nel concedere la proroga. In caso contrario, l’uscita dal lavoro, attraverso la pensione di vecchiaia, scatta in modo automatico per raggiunti limiti d’età. E questo avviene, indistintamente, sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Tuttavia sembra che il nuovo Governo abbia annunciato di voler accelerare sulla riforma del sistema pensionistico con l’introduzione di misure eque e soddisfacenti per promuovere l’uscita dal lavoro, mentre a partire da gennaio 2019 scatta l’adeguamento dell’età per andare in pensione all’aspettativa di vita.
Intanto, i sindacati, alla luce degli ultimi sviluppi del dibattito sulle pensioni hanno scritto una lettera al ministro Di Maio, chiedendo che venga fatta chiarezza proprio sulle questioni che stanno facendo discutere di più i lavoratori come la situazione relativa all’Ape Social e gli interventi a favore dei precoci.

Scrive Manfredi Villani:
Sviluppi del trasporto ferroviario in Irpinia

La città di Avellino, capoluogo dell’Irpinia nei prossimi anni si posizionerà al centro del trasporto ferroviario delle linee FS:Avellino-Rocchetta e Benevento-Salerno.Dopo la riattivazione della tratta Rocchetta-Avellino,avvenuta nel 2017,prosegue la collaborazione tra Comune di Avellino e Ferrovie dello Stato per riportare l’Irpinia al centro del trasporto su ferro,ruolo ormai perso da tanti anni fa nonostante la sua posizione strategica in Campania.Il 24 maggio 2018 il sindaco Paolo Foti,il Presidente di FS Sistemi Urbani Carlo De Vito,il Direttore Territoriale Produzione Napoli Rfi Francesco Favo,sottoscrissero un protocollo che consentirà al Comune di entrare in possesso di proprietà FS e renderle funzionali all’Avellino-Rocchetta,ma anche a tutto il ciclo dei trasporti in città.Sfruttando l’Alta Capacità Napoli-Bari e l’elettrificazione del tratto Benevento-Avellino-Salerno si potrà realizzare una metropolitana regionale.La nuova amministrazione comunale di Avellino dovrebbe programmare queste idee di sviluppo ferroviario.Le Ferrovie dello Stato,come da anni promise Mauro Moretti,daranno un ruolo centrale ad Avellino e va sfruttata senza indugio deleterio questa occasione. Carlo De Vito sottolinea come sono stati approvati progetti regionali che riguardano l’elettrificazione delle linea Benevento-Avellino-Salerno e che darà un ruolo nuovo al capoluogo dell’Irpinia.Il protocollo sottoscritto riguarda un progetto che si articola in due fasi:la prima è dar vita a un polo intermodale nella stazione di Avellino.La seconda fase del progetto riguarda l’Avellino-Rocchetta,consegnando al Comune una vecchia rimessa che andrà recuperata per diventare stazione del Treno Storico.Francesco Favo ancora ribadisce che Rfi ha ottenuto un finanziamento regionale di 230 milioni di euro,per mettere treni più veloci e di maggiore capienza.Con i progetti da mettere in campo e quelli in fase di realizzazione entro il corrente anno,compresa la tratta Alta Velocità Napoli-Bari,nei prossimi 5-6 anni il territorio irpino cambierà volto.Comunque la stazione di Avellino già rientra nel piano di finanziamento di Rfi che sta investendo in tutta ITALIA per realizzare gli hub di interscambio.

Manfredi Villani

IL RALLENTAMENTO

istat freccia

La crescita dell’occupazione registra uno stop a giugno dopo un trend positivo. Secondo i dati diffusi dall’Istat il tasso di disoccupazione, cioè il numero di persone che cercano un impiego sul totale della forza lavoro, è aumentato di due decimi di punto salendo al 10,9%. Il numero dei disoccupati risulta così pari a 2 milioni e 866 mila. Al contrario, dopo tre mesi consecutivi di crescita, il numero di occupati è calato di 49 mila unità. Continuano invece a crescere i dipendenti a termine (+16 mila), che segnano così un nuovo record raggiungendo i 3 milioni 105 mila. L’aumento prosegue senza sosta dal gennaio di quest’anno e conferma un trend che nel suo complesso si registra a partire dal 2014.

Anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a giugno risale, risultando pari al 32,6%, in rialzo di 0,5 punti percentuali su maggio. L’Istat evidenzia ancora come il livello degli under25 in cerca di occupazione sia nettamente inferiore al massimo raggiunto nel marzo del 2014 (43,5%) ma ancora di 13 punti superiore rispetto al minimo toccato nel febbraio del 2007 (quando era 19,5%).

La diminuzione congiunturale dell’occupazione coinvolge soprattutto gli uomini (-42 mila) e le persone di 35 anni o più (-56 mila). Mentre arrivano questi numeri non proprio positivi il Governo è di fronte al bivio sul decreto dignità. Dve decidre se porre la fiducia o meno. Una scelta difficile: Lega e M5S hanno sempre gridato allo scandalo per ogni foto di fiducia messo dai governi precedenti.

Anche per il Pil le notizie non sono positive. La crescita acquisita per il 2018, quella che si otterrebbe se la dinamica congiunturale del Pil fosse pari a zero nei restanti trimestri dell’anno, è pari allo 0,9%. Insomma, secondo l’Istat, la dinamica dell’economia risulta in “rallentamento”, per usare le parole dell’Istituto.

Nel Def ereditato dal precedente Governo viene stimato il Pil 2018 all’1,5%, ma tutti gli osservatori internazionali hanno già rivisto al ribasso questa previsione attorno all’1,2-1,3%. La durata dell’attuale fase di espansione dell’economia italiana prosegue ormai da sedici trimestri, con una crescita complessiva nell’arco del periodo pari al 4,5%. Tuttavia, il livello del Pil risulta inferiore dello 0,7% rispetto al precedente picco del secondo trimestre del 2011 e del 5,4% a confronto con il massimo storico del primo trimestre del 2008.

La Saipem recupera le perdite e firma con Gazprom

saipemDopo gli annunci dei conti in rosso della società italiana tra i più importanti contractor a livello mondiale del settore della costruzione e manutenzione delle infrastrutture al servizio dell’industria petrolifera, ora la Saipem recupera inaspettatamente. Il titolo ha infatti oggi compiuto un veloce balzo in avanti ed è salito oltre 4,56. Nonostante i primi sei mesi del 2018 con una perdita di 323 milioni di euro, scontando – spiega una nota – “svalutazioni dopo l’impairment test per 256 milioni di euro,accantonamento costi per 51 milioni per contenziosi e oneri da riorganizzazione per 22 milioni di euro”.
La spiegazione è che Saipem ha appena sottoscritto con un pool di diciassette istituti di credito italiani ed esteri il contratto di estensione della scadenza e modifica della linea di credito rotativa (Revolving Credit Facility) sottoscritta a fine 2015. Il contratto prevede l’estensione della linea dal dicembre 2020 al luglio 2023, la riduzione dell’importo dall’iniziale 1,5 miliardi a 1 miliardo di euro, ritenuto più idoneo in considerazione della liquidità disponibile e in vista di un miglioramento delle condizioni economiche. La linea potrà essere utilizzata nei prossimi cinque anni per esigenze aziendali generali.
Poche ore dopo l’annuncio di un nuovo incasso per la Saipem che ha firmato di un contratto con la compagnia russa Gazprom per condurre uno studio di fattibilità e opere di ingegneria per la prima fase di un nuovo gasdotto per il trasporto del gas in Serbia. Lo riporta l’agenzia di stampa russa “Interfax”. “Stiamo studiando la fattibilità tecnica della posa del gasdotto”, ha dichiarato una fonte interna di Saipem all’agenzia russa. Il contratto con Saipem riguarda solo la sezione del gasdotto al confine tra Bulgaria e Serbia ed è la prima fase di un progetto più ampio, ha aggiunto. All’inizio di quest’anno, la società serba del gruppo Gazprom Gastrans d.o.o. (precedentemente chiamato South Stream Srbija) ha annunciato la stagione aperta per le offerte non vincolanti per la realizzazione di un gasdotto dal confine meridionale della Serbia con la Bulgaria fino al confine settentrionale con l’Ungheria e ha ricevuto offerte da nove società. Gastrans intende completare la costruzione del gasdotto serbo entro l’ottobre 2019. Il tratto dovrebbe diventare la parte principale del progetto “South Stream Lite”, possibile estensione in Europa del gasdotto Turkish Stream, e che trasporterà il gas russo dalla Bulgaria all’Austria attraverso la Serbia e l’Ungheria.
Negli ultimi mesi Saipem si è aggiudicata contratti E&C Onshore in Arabia Saudita, Messico, Iraq e Nigeria, per un valore complessivo di circa 800 milioni di dollari.

Ilva, Calenda: “Di Maio? Un ragazzino incapace”

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Calenda proprio non ci sta alle parole del ministro Di Maio che ha ereditato il dossier alquanto spinoso dell’Ilva. Non è la prima volta infatti che il ministro pentastellato prende di mira il suo precedessore criticando il lavoro fatto in questi anni. Ma Calenda non viene dalla politica. È uno che le cose le dice dirette. E dopo l’ennesimo attacco ricevuto non la manda a dire. “Questo ragazzino incapace – sono le sue parole – mi sta facendo irritare. Firma in gran segreto un piffero la notizia è stata diffusa e commentata da ogni media. Secondo non ha la più vaga idea dei numeri neanche quando vanno a suo vantaggio”.

Di Maio aveva parlato di “un’altra follia”. “Quello di prima, il precedente ministro dello Sviluppo economico, ha firmato in gran segreto l’accordo per far entrare Mittal nello stabilimento, in cui c’è scritto che ci saranno 3mila persone che vanno in mezzo ad una strada”. Ma Calenda non ci sta. È tutto falso, ha detto. Sia perché la notizia della firma è stata ampiamente diffusa dai media sia sui numeri che sarebbero errati.

E in un altro cinguettio pubblicato poco dopo, l’ex ministro ha aggiunto: “Il ministro Di Maio dichiara che ‘se la gara non è fatta a regola d’arte la devo ritirare’. Ma ha già dichiarato in Parlamento che la gara è viziata. Dunque o ha mentito in Parlamento o non ha il coraggio di essere conseguente. Incoerenza, Incompetenza, Incapacità”. C’è solo da scegliere. E ancora rivolgendosi a Di Maio aggiunge: “Mentre porti le carte in procura, ti fai dare il 12mo parere, consulti tutte le associazioni dell’orbe terraqueo prendi anche una decisione. Ti paghiamo per questo”.

Anche il segretario del Pd Martina interviene sulla questione Ilva. Questa volta sul metodo. Riferendosi all’incontro organizzato al Mise con 62 associazioni invitate, commenta: “Taranto merita più rispetto, i lavoratori dell’Ilva e le famiglie. Merita scelte e non passerelle a uso e consumo del vicepremier“. “Convocare 62 realtà per due ore – riflette Martina – non significa discutere ma costruire un palcoscenico per raccontare l’ennesima operazione propagandistica di Di Maio”. Il segretario dem giudica “inaccettabile il fatto che ancora una volta – sottolinea – si giochi anche su un tema delicato come il futuro dell’Ilva con un’operazione tutta propagandistica”. In questo senso, Martina spiega di “capire” le ragioni “di amministratori locali” come il sindaco di Taranto “che rinunciano a partecipare a una kermesse: la politica industriale non si fa così. Il Paese non può prendere scelte strategiche in questo modo”.