giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Attacco alla democrazia rappresentativa
Pubblicato il 14-07-2018


Non parto dalla questione dei vitalizi che anche se indicativa non mi pare la più importante. Parto dalle frasi pronunciate contro la politica, i partiti, il Parlamento, le elezioni, che assomigliano molto a quelle del cavalier Benito Mussolini a proposito dell’Aula sorda e grigia e del manipolo, e che vengono condite con accenti non dissimili dai più autorevoli esponenti della nuova maggioranza di governo. Già ai tempi dei suoi “vaffa”, il comico-politico Beppe Grillo aveva raccomandato i suoi di prendersi cura dei parlamentari sconfitti e di trattarli con “molta dolcezza come si deve fare con le persone malate”. Fino all’invito recente a estrarre a sorte i nomi dei futuri senatori, inventando la democrazia da Roulette. Che dire delle aggressioni agli altri partiti, corrotti e ladri, alla richiesta di dimissioni di chiunque avesse subito solo un avviso di garanzia, tranne che agli esponenti pentastellati che potevano godere di qualche privilegio.

I casi della giunta Raggi, dove ormai non si contano gli inquisiti e perfino gli arrestati, sono lì a dimostrarlo, cosi come l’indifferenza di Salvini e dei suoi rispetto ai 49 milioni (nove in più del risparmio sui vitalizi) sottratti illegittimamente allo stato. Quando si formò l’insano governo si pensò bene di nominare addirittura un ministro, Fraccaro, con delega alla democrazia diretta, il più grande paradosso di un esponente investito invece di una autorevole funzione rappresentativa. Ma restiamo su questo. Tutto lo sviluppo dei Cinque stelle avviene sull’onda dell’infatuazione della democrazia diretta, e con le nuove tecniche di informazione non c’è dubbio che oggi forme di democrazia diretta (rapide consultazioni, improvvisi referendum e altro) possano convivere con la democrazia rappresentativa. Tuttavia l’idea che su tutto debba decidere direttamente il popolo, anche senza avere sufficiente conoscenza della questione oggetto di decisione, mi pare perfino pericoloso. Ma i grillini grilleggiano sulla democrazia, che può portare, se non é normata a dovere, a forme di abuso, di sopruso e di autoritarismo senza precedenti. Come avviene in quel mondo che pare angelico e si trasforma, con le espulsioni politiche per i dissenzienti, con la scelta dei candidati, con la nomina degli uomini di governo, in una sorta di autocrazia della Casaleggio srl e dei pochi adepti che capeggiano il movimento. Anzi, oggi i cittadini italiani sono chiamati in prima persona, attraverso la quota degli stipendi versata dai parlamentari grillini, a mantenere la piattaforma Rousseau. La democrazia diretta così gestita è la più alta forma di autoritarismo mai comparsa nella storia dei partiti, compreso il centralismo democratico di stampo comunista. E rispetto al conflitto di interesse dei Cinque stelle impallidisce perfino quello di Berlusconi.

Di Maio ha dunque accusato gli ex parlamentari di essere ladri, mentre Salvini ha lanciato fuoco e fiamme contro coloro che dovessero presentare ricorsi dopo il taglio dei loro vitalizi, e si é chiesto se non provano vergogna. Come nel 1978, rubo il concetto a Claudio Martelli, si stabilì che tutti i cittadini rapiti dovessero essere salvati tranne i politici, l’esempio fu costituito dal caso Moro, cosi oggi si stabilisce che tutte le categorie possono difendere i loro diritti tranne gli ex deputati (il fatto che i senatori siano esenti dal provvedimento aggiunge un di più di grottesco alla situazione). Si dice che i politici debbano dare l’esempio, anzi i deputati di ieri, perché quelli di oggi non si calano i loro stipendi di un euro, anche per il motivo che veniva prima richiamato. Attenzione all’esempio, però. Se si invitano gli altri a seguirlo, si finisce in un pasticcio. Applicare solo agli ex deputati il contributivo integrale, con applicazione retroattiva e anche prima della legge Dini che instaurava il contributivo a partire dal 1 gennaio del 1996, pare alquanto singolare. Passare dal privilegio alla punizione é un po’ troppo scoperto. Se tutti dovranno seguire l’esempio e i milioni di pensionati italiani, che oggi percepiscono pensioni col retributivo o col misto (nessuno ha il contributivo integrale giacché nessuno ha cominciato a lavorare nel 1996 ed é già in pensione) ne vedremo delle belle. Boeri si laverà le mani ma i pensionati italiani se la prenderanno coi parlamentari…. di oggi. Stupisce fino a un certo punto il comportamento del Pd, un partito che sa solo dividersi o inseguire il populismo degli altri. Un partito inutile oggi. Dannoso per sé e per tutta la sinistra italiana. Dove l’opposizione al nemico interno é più forte di quella al nemico esterno. Stavano dividendosi anche su un decreto ancora non emanato. Hanno votato a favore della nuova norma di Fico. L’avevano anticipata con Richetti, perdendo voti. C’é sempre di mezzo il povero Rosato. Dal Rosatellum al Rossatellum…

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Commenti all'articolo
    • che l’obiettivo era quello di mettere le mani sulle pensioni. Ieri quelle oltre 5.000 euro netti, oggi quelle sopra i 4.000 euro e domani non ci saranno limiti di scesa, al bisogno di limitare le spese.

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